da L'Unità
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di c.b.

Altro che pace con l'Udc, «se nella Finanziaria pensano di spostare altri fondi al sud, come nella vecchia logica della Dc, sarà guerra». A meno di 48 ore dalla rottura tra Udc e Lega, seguita dall'ultimatum dei centristi della maggioranza e dalla faticosa tregua imposta da Berlusconi, il Carroccio va di nuovo all'attacco degli «ex Dc». Tema dello scontro sono gli emendamenti proposti ieri dall'Udc al termine dell'assemblea dei parlamentari, che prevederebbero aggiustamenti in Finanziaria a favore del Mezzogiorno.

Ad aprire le ostilità il presidente dei deputati della Lega Nord, Alessandro Cè: «Gli emendamenti dell'Udc alla Finanziaria, così come sono, non ci piacciono, non li voteremo. Rappresentano la vecchia logica della Dc».
A rincarare la dose ci pensa il senatore leghista Cesarino Monti: «La Finanziaria deve tenere conto in egual misura degli interessi dei cittadini del nord come del sud. Se il presidente Tabacci pensa di poter spostare risorse e finanziamenti solo ed esclusivamente al sud, sappia che noi non saremo in convalescenza, come ha metaforicamente accennato Giovanardi, ma in piena guerra».

Ancora Monti, riferendosi ad indiscrezioni giornalistiche secondo cui l'obiettivo dell'Udc, e di Tabacci in particolare, sia quello di contrastare l'asse Tremonti-Lega saldatosi sulla legge Finanziaria, continua così: «Se alcuni esponenti dell'area di centro della coalizione, d'intesa con il potentissimo asse meridionalista della Confindustria, sta lavorando a questo disegno noi gli rinfacceremo di aver tradito la gente del nord per questione di puro interesse economico-politico. Focalizzare tutto esclusivamente sulla legge 488 e sull'obiettivo 1 che riguarda solo una specifica area del nostro Paese è il segno sintomatico di un ritorno al passato. L'arte dello scippo - conclude l'esponente della Lega - non era e non è previsto dai patti sottoscritti da tutta la coalizione che sostiene la Cdl».