Citazione:
Originally posted by franco damiani
Grazie a Vahagn per l'interessantissimo contributo, in cui risuonano accenti che non so definire se non "dolcissimi2 per le mie orecchie.
Al riguardo non mi pare fuori luogo segnalare l'articolo di Piero Vassallo " U.S.A: il mito del 'grande satana' " sull'ultimo numero di "Certamen", benemerita rivista di Siro Mazza e Maurizio Blondet edita ora da De Fina ma con questa presenza piuttosto stonata, a mio avviso.
Lo riporto:
Nel Novecento, le ideologie di destra e di sinistra hanno costantemente infamato l'America, dipingendola come 'terra del tramonto'. 'regno della quantità', dominio del progresso incontrollato, terra promessa alla corruzione e alla sconfitta. L'America è stata identificata ora con il destino fallimentare del capitalismo selvaggio ora con l'estenuazione del salotto pervertito: René Guènon e Julius Evola, ad esempio, senza mai recarsi oltre Oceano, hanno formulato diagnosi immaginarie ma sempre funeste sulla debolezza americana, indicandone i sintomi nell'attivismo e negli orrendi costumi babilonesi. Dall'estremo opposto, il grottesco Nikita Kruscev, lanciando una leggendaria sfida all'industria dei consumi americani, preconizzava un paese fragile, timoroso e prossimo alla miseria. L'anfibio Martin Heidegger, indossata infine la divisa del migratore ecologico, propalava una teoria della catastrofe cosmica immanente, SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRATA dalla sua tenebrosa descrizione dell'impianto tecnologico americano.
Oggi le analisi di Guénon, Evola, Kruscev, Heidegger e di tanti altri profeti della sciagura americana sono classificate tra i curiosi reperti di un secolo torvo e allucinato. Oggi le catastrofi, piuttosto che dall'America tecnologica e prospera, sono infatti minacciate dall'Oriente proletario, depresso e perciò ammirato da Evola, Guénon, Kruscev e Heidegger. Ma, a destra e a sinistra del secolo scorso, quelle profezie costituivano la granitica certezza delle folle totalizzate. Folle disinformate e fanatizzate, che sciolsero la radunata ideologica allo svanire del sogno, non senza aver prodotto crimini orrendi e lutti sterminati.
fallito miseramente il tentativo di rivoluzionare l'Occidente, le estinte ideologie stanno oltrepassando le frontiere del secolo buio, per insediarsi nell'Islam e diffondere, su un terreno predisposto dal fanatismo, il mito del GRANDE SATANA AMERICANO.
L'Islam esoterico dei talebani sta diventando il ricettacolo delle chimere teologiche intorno all'America perversa e feroce. Illusioni di sinistra infantile e di destra plagiaria, che (e questo fatto dovrebbe far riflettre gli estremisti) non contagiarono il pensiero modernizzatore e realista di Mussolini.
E'difatti impossibile negare la verità storica che riguarda l'estraneità mussoliniana alla suggestione demenziale, che confondeva la cultura dell'America con la sovversione finanziaria e 'l'impero mondiale del male'. Infatti, nel 1933 Mussolini inviò in omaggio a Roosevelt la riproduzione dei codici di Virgilio e Orazio, accompagnandoli con una lettera personale, uscita dagli archivi solo nel 2000, in cui dichiarava: "Ho scelto questi due autori non soltanto perché le loro opere poetiche sono il più grande lascito letterario di Roma, ma anche perchè sono esempi di quella nobiltà dello spirito e umana comprensione che credo essere le due qualità fondamentali del carattere americano".
Altro che 'male americano'. L'America è oggetto di un'ammirazione che istituisce un positivo confronto con la civiltà di Roma. Il capo del fascismo riconosce alla cultura americana i quarti di nobiltà che competono ad un popolo generoso e solidale. L'America di Roosevelt, come dimostrano le accoglienze trionfali a Italo Balbo, ricambiava peraltro l'ammirazione degli italiani. Questa aperta dichiarazione di stima nei valori romani e cristiani dell'America, che indusse Mussolini ad esortare i nostri immigrati ad integrarsi nella patria d'adozione, smentisce le ingenue elucubrazioni della destra urlante contro il 'male americano'.
Il 'factum' della storia dimostra l'incompatibilità del pensiero di Mussolini con le roventi passioni dei suoi eredi avventizi.
Recentemente l'avversione neodestra all'America ha addirittura destato sgangherate e tragicomiche simpatie per il terrorismo islamico e per gli anti-global. Il lavoro degli storici restaurando la memoria dei momenti migliori di Mussolini squalifica e ridicolizza l'estremismo ostinato dei neodestri, che nella tradizione italiana cerca le ragioni dell'odio infantile contro l'America.
La ringrazio, caro professore.