Polo unito: "Finanziaria da cambiare"
Follini (Udc) presenta gli emendamenti a Berlusconi: "La manovra va rivista nell'interesse del Sud". Fini concorda. Intanto Giovanardi fa pace con Bossi a pranzo: "Speriamo che duri".
ROMA - Una doppia pace gastronomica quella siglata oggi, intorno all'ora di pranzo, fra Il Biancofiore e i suoi alleati di maggioranza. Con una sincronia tutt'altro che casuale infatti Silvio Berlusconi ha invitato a pranzo il leader dell'Udc Marco Follini proprio mentre Umberto Bossi e Carlo Giovanardi mangiavano insieme, amabilmente, qualche tramezzino a Palazzo Chigi.
A parte la diversa qualità delle pietanze (un pasto completo intorno ad un tavolo sotto gli affreschi di Palazzo Grazioli contrapposto a dei frugali sandwiches consumati in piedi in una saletta disadorna) le due colazioni sanciscono, ben più di tante dichiarazioni ufficiali, che le baruffe dentro la maggioranza sono, almeno per il momento, sopite. Ma chiariscono che la concordia sarà totale solo ad una condizione imprescindibile: che si rimetta mano al testo della finanziaria partorito dal governo.
Del resto anche la conferenza stampa con cui stamattina Follini ha illustrato sistematicamente gli emendamenti dell'Udc alla Finanziaria aveva già dimostrato che si è passati dalla tregua armata alla collaborazione; per quanto guardinga. Il presidente dei centristi della Casa delle libertà ha infatti voluto sottolineare più volte che le modifiche proposte dal suo partito alla legge di bilancio e programmazione licenziata venti giorni fa da Giulio Tremonti non vanno considerate come antagonistiche. E si é prodigato nello spiegare che le critiche dell'Udc all'impianto originale del provvedimento si inseriscono nel novero di quelle ormai espresse da tutti i partiti della coalizione. Senza che questo desti più alcuno scandalo o faccia tantomeno gridare alla lesa maestà verso la legge. E a riprova di questo c'è difatti da constatare come oggi anche il vicepremier Gianfranco Fini invochi a sua volta correzioni che vadano a favore del Sud.
D'altro canto già ieri il Presidente del Consiglio aveva in un certo senso sancito un "rompete le righe" sulla finanziaria. L'aver dichiarato infatti che "non c'è alcuna pregiudiziale nei confronti delle proposte migliorative che verranno dalle parti sociali o dai partiti di governo" è apparso inequivocabilmente come il segnale che i prossimi due mesi saranno pieni di limature, più o meno vistose, al suo testo originario.
Ed ecco allora i toni sereni e quasi giocosi con cui oggi il ministro per i Rapporti col Parlamento ha commentato lo spuntino consumato con Bossi ("La situazione tra noi è la Lega si è stabilizzata, è tornato il sereno, speriamo che duri"). Ma ecco soprattutto le laconiche ma eloquenti parole con cui sempre Follini ha chiosato il suo pranzo di oggi col premier. ''Anch'io auspico che la maggioranza trovi l'intesa su emendamenti condivisi, ma poi si tratterà di valutarne la sostanza. - ha detto a caldo il presidente dell'Udc - E sono così affezionato ai nostri emendamenti che danno una fortissima priorità al Mezzogiorno, che non mi strapperete una sola battuta polemica sui rapporti fra noi e la Lega".
Insomma da un lato nessuno parla più di disertare le riunioni di governo, né di appoggio esterno ad esso. E dall'altro lato nessuno inveisce più contro il presunto doppiogiochismo di certi "democristianoni" di ritorno. Tutti invece si concentrano su come emendare la Finanziaria. Perché il fatto che vada corretta è ormai pacifico. Forse anche per il Ministro dell'Economia Tremonti. Che non a caso s'è infilato oggi pomeriggio nello dimora di Berlusconi non appena ne è uscito Follini.
(18 OTTOBRE 2002, ORE 160)




0)
Rispondi Citando
