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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Le proposte di Rifondazione Comunista sulla Fiat e il trasporto

    Nazionalizzare la Fiat, per salvare l'occupazione (e non solo)

    L'interesse pubblico

    Di fronte alla crisi verticale della Fiat, abbiamo proposto la nazionalizzazione. Nonostante sia stata snobbata dalle forze politiche, questa proposta è rimasta ben presente dentro il dibattito, segno evidente della sua efficacia.

    In primo luogo. La Fiat versa in una situazione gravissima non a causa di un restringimento del mercato ma perché propone un prodotto che a parità di prezzo è di scarsa qualità. Non si tratta di qualche modello sbagliato ma di un problema strutturale. In questi anni, la casa di Torino ha fatto - in larga parte con fondi pubblici - grandi investimenti sul processo produttivo; poco o nulla in termini di innovazione di prodotto. Ha ristrutturato per ridurre peso e potere dei lavoratori mentre nulla ha fatto nella ricerca per innovare il prodotto auto. Non a caso sul motore a idrogeno, cioè su un punto strategico, la Fiat sta a zero, mentre altri produttori sono già in grado di avviare la produzione. La Fiat esprime in forma plastica una caratteristica storica delle classi dominanti italiane già analizzata da Gramsci: determinate nella riaffermazione del loro potere e del dominio di classe; incapaci di misurarsi sul terreno dell'innovazione e della risposta ai problemi reali.


    Liquidazione già in atto
    L'azienda ha una pesantissima esposizione bancaria e si muove per "far cassa", pagare i debiti e remunerare gli azionisti. Questa operazione prevede la vendita dell'azienda - in toto o a pezzi - alla General Motors. A tal fine la Fiat sta cercando di chiudere gli stabilimenti meno redditizi e "smagrire" altri, buttando fuori lavoratori; sta facendo, insomma, il "lavoro sporco" per conto dell'acquirente Usa. Questa vendita sarebbe un disastro per l'occupazione e per l'apparato produttivo. Sul piano occupazionale sarebbe un dimezzamento dell'occupazione - sia Fiat che indotto - in un quadro che potrebbe ulteriormente peggiorare, visto che la FIiat è presente sugli stessi segmenti di mercato della Opel (proprietà della Gm). Sul piano industriale, in Italia rimarrebbero alcuni stabilimenti di montaggio, certo non la progettazione e le funzioni qualitative che presiedono al processo produttivo. Questa vendita servirebbe solo a garantire il patrimonio delle banche e degli azionisti, cioè la rendita. La distruzione della Fiat come agglomerato industriale è l'ennesimo episodio del progressivo depauperamento del patrimonio industriale italiano: L'Italia sta diventando sempre più un paese privo di capacità di ricerca, con poche produzioni ad alto valore aggiunto. Un problema per i lavoratori, sempre più esposti ad una concorrenza fatta solo di compressione dei costi

    La risposta operaia
    Di fronte a questo stato di cose la risposta dei lavoratori è stata forte. La lotta dei lavoratori di Termini Imerese è per noi un esempio da seguire e da estendere agli altri stabilimenti e all'indotto. Sul piano sindacale la Fiom ha delineato una prospettiva concreta per il movimento, a partire dall'intervento pubblico e dalla riduzione dell'orario di lavoro.

    Desolante è invece il panorama politico. Dai Ds emerge l'idea di favorire e velocizzare "una grande integrazione internazionale" tra la Fiat e un altro gruppo. Mi pare un'idea in sintonia con Corso Marconi e completamente sbagliata. Avendo bruciato tutte le altre possibilità, l'unico accordo che la Fiat può fare è con la General Motors e questo porta immediatamente alla sovrapposizione con l'Opel e quindi alla conferma del piano di dismissioni.

    La Margherita coglie l'occasione per accentuare il suo profilo centrista e si distingue per la totale assenza di critiche alla Fiat. Il governo ha mille voci, divise sia per appartenenze politiche che per aree geografiche. La risultante mi pare però la disponibilità - dentro un percorso conflittuale e accidentato - a concedere alla Fiat ulteriori finanziamenti in cambio di una compartecipazione alla decisione relativa agli stabilimenti da chiudere. Si tratta al momento dell'ipotesi più insidiosa. Punta a trasformare la vertenza in una gigantesca guerra tra i poveri, in cui i lavoratori di ogni stabilimento rischiano di essere lanciati gli uni contro gli altri nella ricerca di una impossibile soluzione a base territoriale.


    Una proposta realistica

    La nostra proposta di nazionalizzare la Fiat rappresenta un'alternativa chiara su cui costruire un movimento che unifichi lavoratori della Fiat e dell'indotto e costruisca un'interlocuzione con le istanze del movimento no global. E' l'antidoto alla guerra tra i poveri.

    Partiamo da due presupposti. Da un lato il fallimento del gruppo dirigente Fiat e delle ricette neo liberiste, dall'altra la crisi del modello di mobilità basata sulla centralità assorbente dell'auto privata. Con questa proposta proviamo a dare una risposta a questo doppio fallimento che rappresenta una vera e propria crisi di egemonia del capitale. Che la Fiat, la principale azienda italiana, sia sull'orlo del fallimento rappresenta un colpo pesantissimo alla credibilità delle classi dirigenti di questo Paese.

    Il nostro problema è cogliere questa crisi di egemonia per avanzare una proposta in grado di dare una risposta ai problemi sul tappeto, una risposta concreta a problemi concreti. Lo diciamo nella consapevolezza che oggi la vera forza dell'avversario di classe risiede proprio nell'assenza di una matura proposta di alternativa politica e sociale. Con questa proposta noi vogliamo indicare un'alternativa possibile.

    Dentro la pura logica di mercato non vi è risposta né ai problemi occupazionali né a quelli di una mobilità eco compatibile. Per questo noi proponiamo una innovazione che attraverso la nazionalizzazione permetta un ridisegno delle priorità e delle condizioni stesse in cui avviene la concorrenza. La Fiat nella pura concorrenza sul mercato dell'auto è finita: può avere un ruolo dentro un ridisegno della mobilità gestito dal pubblico.

    Proponiamo una risposta ai problemi occupazionali che, a partire dalla produzione attuale, la qualifichi sul piano ambientale e trasformi la Fiat in una azienda produttrice di mobilità. Si tratta di costruire un grande progetto pubblico sulla mobilità ambientalmente e socialmente compatibile, di proporre una innovazione produttiva e sociale guidata dagli interessi pubblici e collettivi. Questo è possibile con la nazionalizzazione, garantendo l'occupazione e mettendo in gioco le grandi risorse di cui la Fiat dispone in termini di professionalità e logistica. Viceversa, se lasciassimo chiudere la Fiat, in Italia continueremmo ad avere due milioni di auto vendute ogni anno, semplicemente le acquisteremmo dall'estero. Più disoccupati, nessun miglioramento dell'ambiente e un po' di deficit in più nella bilancia commerciale e nella dipendenza tecnologica.

    Quattro mi paiono le direzioni più significative da sviluppare:
    - Trasformare radicalmente la mobilità urbana. Nelle nostre città non si può più circolare e l'ambiente è diventato invivibile. E' necessario un progetto che metta insieme i grandi comuni italiani e le indubbie capacità di gestione logistica della Fiat per ripensare completamente la mobilità urbana. Un grande progetto in cui monitoraggio del bisogno, individuazione della soluzione e realizzazione della medesima costituiscano un nuovo spazio pubblico.

    - Separare trasporto individuale e proprietà privata. Oggi in occidente l'individuale è privato e il pubblico è collettivo. Credo che sia possibile superare questa alternativa nella rivendicazione/costruzione di diritti collettivi individualizzati. Vale per tutto il welfare, dalla sanità alla scuola al trasporto. Occorre garantire quote crescenti di mobilità individuale in forma pubblica. La forma privata della proprietà determina un numero sempre maggiore di auto, usate pochissimo. Un'azienda di mobilità pubblica potrebbe garantire "l'affitto" del mezzo di trasporto necessario (bici, moto, bus, treno, auto, ecc.) nel luogo necessario per il tempo necessario.

    - Rendere obbligatorio il riciclaggio delle auto da rottamare. In Italia si vendono due milioni di auto all'anno e quasi altrettante finiscono in discarica. Occorre una norma che obblighi chi vende auto a riprendersi indietro quelle usate, a smontarle e a riutilizzarle. Questo potrebbe incidere retroattivamente anche sul modo di costruire le auto, oramai trasformate in un costosissimo oggetto "usa e getta", incompatibile con l'ambiente.

    - Rilanciare la ricerca pubblica che è quasi scomparsa e determina l'emigrazione dei migliori ricercatori. Un progetto pubblico di ridisegno della mobilità potrebbe costituire un volano non indifferente di riapertura della ricerca a 360 gradi. Dall'innovazione del prodotto auto alla diversificazione delle possibilità di garantire la mobilità.


    La nostra proposta di nazionalizzazione è quindi una parte di un più generale progetto di riconquista di beni pubblici, in cui nazionalizzazione faccia rima con socializzazione.

  2. #2
    Cavaliere
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    Separare trasporto individuale e proprietà privata. Oggi in occidente l'individuale è privato e il pubblico è collettivo. Credo che sia possibile superare questa alternativa nella rivendicazione/costruzione di diritti collettivi individualizzati. Vale per tutto il welfare, dalla sanità alla scuola al trasporto. Occorre garantire quote crescenti di mobilità individuale in forma pubblica. La forma privata della proprietà determina un numero sempre maggiore di auto, usate pochissimo. Un'azienda di mobilità pubblica potrebbe garantire "l'affitto" del mezzo di trasporto necessario (bici, moto, bus, treno, auto, ecc.) nel luogo necessario per il tempo necessario.

    Re: Auto pubbliche in affitto? Significherebbe auto di nessuno, trattate male da tutti, che ad ogni nuovo cliente arriverebbero in condizioni pietose. Almeno un' azienda privata di noleggio auto si prende una cauzione, e se solo gli fai un graffio ti fa un mazzo così..... ma un azienda pubblica sarebbe una fonte di sprechi. Mi vengono in mente le roulottes requisite per i terremotati, e restituite semidistrutte ai loro proprietari. Oppure le scuole occupate e devastate, con i computer giù dalla finestra.
    E' vero che anche gli autobus sono pubblici, ma in quel caso il Comune li fa anche guidare dai suoi autisti. Ma se dai cose pubbliche in mano a privati, è garantito che le distruggono.
    Piuttosto:
    1) sostituzione del trasporto merci su gomma con trasporto merci su rotaia
    2) corsie preferenziali per gli autobus, tutti a idrogeno
    3) ancora + imposte sul carburante e + bollo auto
    4) detassare i mezzi di trasporto privato ecologici
    5) chiusura al traffico tutte le domeniche
    6) + parcheggi in periferia, meno e superpagati al centro (eccetto residenti): chi viene da fuori deve parcheggiare in periferia e poi prendere i mezzi pubblici, oppure paga caro il parcheggio
    7) trasporti collettivi verso i maggiori luoghi di lavoro
    8) + mezzi di trasporto sopraelevati e sotterranei

  3. #3
    Cavaliere
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    Rendere obbligatorio il riciclaggio delle auto da rottamare. In Italia si vendono due milioni di auto all'anno e quasi altrettante finiscono in discarica. Occorre una norma che obblighi chi vende auto a riprendersi indietro quelle usate, a smontarle e a riutilizzarle. Questo potrebbe incidere retroattivamente anche sul modo di costruire le auto, oramai trasformate in un costosissimo oggetto "usa e getta", incompatibile con l'ambiente.

    Re: OK

    - Rilanciare la ricerca pubblica che è quasi scomparsa e determina l'emigrazione dei migliori ricercatori. Un progetto pubblico di ridisegno della mobilità potrebbe costituire un volano non indifferente di riapertura della ricerca a 360 gradi. Dall'innovazione del prodotto auto alla diversificazione delle possibilità di garantire la mobilità.

    Re: direi piuttosto "orientare" la ricerca privata. Se con la leva fiscale si rende conveniente per la gente comprare e usare auto ecologiche, e costoso le auto + inquinanti, sarà conveniente anche per i privati indirizzare la loro ricerca verso i gusti (così influenzati) del pubblico.
    Orientare il mercato a fini sociali, non sostituirlo.

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
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    misure che hanno fallito, gli incentivi ci sono gia'.

  5. #5
    Viva la piadina!!!
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    yurj, ma ancora ocntinuate ocn le vostre idee fallite di nazionalizzazione? Ma dai.
    Semmai se gli operai non vogliono svendere alla GM e quindi probabilmente l' azienda sarebbe smembrata, dato che ha una chiara sovracapacita' produttiva (ci ritorno dopo), perche' non la comprono loro? E' gia' successo che grandi aziende (multinazionali ed aereolinee) sono state riscattate dai lavoratori. Esmepio, United Airlines ed hert ( quella che afitta le macchine, anche se non mi ricordo s e e' Hertz o un 'altra,cmq una delle principali),. altro esempio e' l 'aereolinea pubblica Messicana Mexicana de Aviacion, che dovrebbe essere privatizzata. Vi sono du epoossibili acquirenti uno che e' un multimiliardario ed l' altro possibile compraotre e' l' associazione dei dipendneti dell' aereolinea.
    Se propio vogliono i soldi ed i finanziamenti li trovano. il probblema doop e riuscire anche a trovare manager capaci che mandino avanti l' azienda.

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by gribisi
    Rendere obbligatorio il riciclaggio delle auto da rottamare. In Italia si vendono due milioni di auto all'anno e quasi altrettante finiscono in discarica. Occorre una norma che obblighi chi vende auto a riprendersi indietro quelle usate, a smontarle e a riutilizzarle. Questo potrebbe incidere retroattivamente anche sul modo di costruire le auto, oramai trasformate in un costosissimo oggetto "usa e getta", incompatibile con l'ambiente.

    Re: OK

    - Rilanciare la ricerca pubblica che è quasi scomparsa e determina l'emigrazione dei migliori ricercatori. Un progetto pubblico di ridisegno della mobilità potrebbe costituire un volano non indifferente di riapertura della ricerca a 360 gradi. Dall'innovazione del prodotto auto alla diversificazione delle possibilità di garantire la mobilità.

    Re: direi piuttosto "orientare" la ricerca privata. Se con la leva fiscale si rende conveniente per la gente comprare e usare auto ecologiche, e costoso le auto + inquinanti, sarà conveniente anche per i privati indirizzare la loro ricerca verso i gusti (così influenzati) del pubblico.
    Orientare il mercato a fini sociali, non sostituirlo.
    E tu pensi che un provvedimento del governo possa sostituirlo? Io lo chiamo controbilanciare, dare un'alternativa...

    La ricerca privata, ad esempio, e' orientatqa dal Pentagono negli USA, grazie ai grossi introiti del Pentagono, che possiede molte aziende e ha suoi ex uomini al vertice di moltissime multinazionali.

    Come vedi, li la sanno far funzionare la pianificazione, per obiettivi diversi, purtroppo...

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Amati75
    yurj, ma ancora ocntinuate ocn le vostre idee fallite di nazionalizzazione? Ma dai.
    Semmai se gli operai non vogliono svendere alla GM e quindi probabilmente l' azienda sarebbe smembrata, dato che ha una chiara sovracapacita' produttiva (ci ritorno dopo), perche' non la comprono loro? E' gia' successo che grandi aziende (multinazionali ed aereolinee) sono state riscattate dai lavoratori. Esmepio, United Airlines ed hert ( quella che afitta le macchine, anche se non mi ricordo s e e' Hertz o un 'altra,cmq una delle principali),. altro esempio e' l 'aereolinea pubblica Messicana Mexicana de Aviacion, che dovrebbe essere privatizzata. Vi sono du epoossibili acquirenti uno che e' un multimiliardario ed l' altro possibile compraotre e' l' associazione dei dipendneti dell' aereolinea.
    Se propio vogliono i soldi ed i finanziamenti li trovano. il probblema doop e riuscire anche a trovare manager capaci che mandino avanti l' azienda.
    Stiamo parlando dell'Italia e di gente che non arriva a fine mese. Almeno un po' di contegno...

    Intanto noi abbiamo delle proposte.. voi rimanete a guardare.. e poi ci si lamenta che la gente non va a votare...

  8. #8
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    Titolo sbagliato, Yurj.

    Quello corretto è: Le Fantaproposte di Rifondazione Comunista sulla fiat ed il trasporto


  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Oltre alla battura *simpatica*, sai criticare in maniera costruttiva? Grazie

  10. #10
    Viva la piadina!!!
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    Originally posted by yurj


    Stiamo parlando dell'Italia e di gente che non arriva a fine mese. Almeno un po' di contegno...

    Intanto noi abbiamo delle proposte.. voi rimanete a guardare.. e poi ci si lamenta che la gente non va a votare...

    Contegno...... ma Yurj hai letto cio' che ho scritto oppure e' la solita solfa di sx? Ma hai notato che fra gli esempi ho citato una compagnia Messicana, quindi di un paese in via di sviluppo dove gli stipendi medi sono meno di un terzo di quelli Italiani, e dove la preoccupazione non e' arrivare a fine mese ma arrivare al fine settiamana. Ma ci sei o ti fai? eh scusami eh!!
    inoltre non ti e'passato per la testa che i soldi possono venrie fuori da finanziatori terzi e non direttamente dagl' impiegati e operai?

    ma che proposte? Tu chiami la nazionalizzazione una proposta? Ma perfavore, sarebbe la via piu' veloce per portare la FIAT al falliemento vero e propio. il bello e' che dopo anni ed anni di falliemnto ancora sbattete la testa contro le stesse idee, bisogna dire cmq che siete coerenti eh.

 

 
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