Come cambierà la scuola del futuro? Basta andare a vedere come funzionano gli istituti che hanno accettato di «fare da cavie» alla sperimentazione della riforma Moratti. La lavagna è lo schermo di un computer, le filastrocche si cantano in FRIULANO ,inglese, ,italiano. La maestra non sta più in cattedra, ma «anima» piccoli laboratori. E il primo giorno di scuola arriva prima: a due e cinque anni per i bambini di materne ed elementari.In regione a testare queste novità ci sono dieci istituti.E tra di essi ben 5 scuole cattoliche. Più piccole e più coraggiose. È adagiata ai piedi delle montagne della Carnia l’unica scuola statale della provincia di Udine che è pronta alla sfida Moratti. Un’oasi dove convivono «radici» e «futuro». Le maestre parlano in marilenghe e insegnano col pc. «Siamo stati anticipatori della riforma dall’89. Già allora insegnanti e genitori votarono all’unanimità per introdurre l’inglese nelle prime classi», afferma Glorietta Iseppi, direttrice dell’istituto di Villa Santina che aggiunge: «È una rivoluzione che ci costa in termini di organizzazione amministrativa e didattica. Ma che ci stimola a migliorare».