Prato, il "test" (via televoto) durante il Forum delle Pmi
Per il 46 per cento delle aziende, l'esecutivo "ci penalizza"
Sondaggio tra le piccole imprese
è al minimo la fiducia nel governo
Rovesciati i risultati dell'anno scorso
PRATO - Le piccole e medie imprese "sfiduciano" il governo. Addirittura, il 46 per cento degli imprenditori del "piccolo ma bello", giudicano che l'azione dell'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi penalizzi la loro attività. E' quanto emerge da un sondaggio (col sistema del televoto fra gli oltre duecento presenti) effettuato oggi a Prato nell'ambito del Forum internazionale della piccola-media impresa, quella, cioé che non supera i 250 dipendenti e i 25 milioni di euro di fatturato. E per il 36,9% del campione, la fiducia nel governo è al minimo; solo il 10,1% ritiene che sia ancora ai massimi livelli, mentre cresce e migliora il rapporto con le Regioni che, tutto sommato, sembrano essere, nella percezione della categoria, molto più presenti e attente.
Alla domanda sui rapporti col governo erano consentite quattro risposte. Ha "trionfato" (in modo forse inaspettato) la più negativa: "Il governo ci penalizza" che ha ottenuto il 46 per cento dei voti. Al secondo posto (38,8%) la corrente di pensiero che giudica "indifferente" l'azione dell'esecutivo; solo al terzo (12,9%) chi ritiene che il governo "faciliti" l'attività dei piccoli e medi imprenditori. La quarta opzione ("non so) ha ottenuto appena il 2,2%.
Si tratta di numeri piuttosto "pesanti" soprattutto se paragonati a un sondaggio analogo effettuato un anno fa: stesso luogo, stesso ambiente, stessa "platea" di "sondati". Ebbene, appena dodici mesi or sono, il 33,8% degli intervistati riteneva che il governo facilitasse il loro lavoro e solo il 16,9% era del parere di subire addirittura un danno dall'attività dei ministri di Berlusconi. Simile invece (36,9%) la percentuale di chi, un anno fa, dava un giudizio di "indifferenza". Molti di più, nel 2001, quelli che non sapevano dare un giudizio: 12,3 per cento.
Diverso, invece, l'atteggiamento nei confronti delle Regioni: per il 33,6% delle imprese l'azione dei governi regionali facilita le Pmi (nel 2001 ne era convinto soltanto il 12,9%), mentre il 26,1% ritiene tale azione penalizzante per le imprese (era il 46% nel 2001) e il 37,3% ritiene le Regioni indifferenti rispetto ai problemi imprenditoriali (38,8% nel 2001).
E ai numeri del sondaggio si è aggiunto il giudizio di Francesco Bellotti, presidente del settore delle piccole e medie imprese: "Non è possibile - ha detto parlando del governo e della Finanziaria - che, in una democrazia compiuta si prendano impegni, e poi, si disattendano: è un tradimento della fiducia".
"Quando dico tradire la fiducia - ha spiegato Bellotti - mi riferisco al fatto che le Pmi non sanno ancora come chiudere il bilancio relativamente a Dit e Superdit". Oppure come comportarsi su "contributi per credito di imposta per le nuove assunzioni". Ma fra le imprese c'è anche "preoccupazione in tema di fondi per la ricerca e lo sviluppo e per il sostegno all'internazionalizzazione.
Al convegno non partecipa il ministro della attività produttive Antonio Marzano, doveva esserci Tremonti che, però, non ha potuto partecipare. Anche su questo aspetto si è soffermato Bellotti parlando di "Occasione perduta per il governo".
(19 ottobre 2002)
da www.repubblica.it




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