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    Predefinito Il Sole: Pil all 1,4% nel 2003!!!

    FORUM SOLE 24 ORE - INTESA BCI

    Pil avanti adagio verso l'1,4% nel 2003
    I risultati in dettaglio del sondaggio congiunturale di ottobre: la ripresa si allontana e si sposta dopo la metà dell'anno; inflazione al 2,2%, occupati in crescita ridotta (+0,8%), euro vicino alla parità, quasi fermi i tassi d'interesse.

    L'economia italiana continua ad arrancare e vede la ripresa più lontana; i segnali sul fronte della congiuntura sono sempre deboli e le prospettive di sviluppo appaiono fortemente ridimensionate nel breve termine. Questo lento passo di marcia è, dunque, in linea con le stime di consenso dei maggiori centri di previsione, nazionali e internazionali: una crescita molto ridotta nell'ultima parte del 2002, deludente anche dal punto di vista qualitativo (per la squilibrata composizione della domanda), seguita da una modesta accelerazione nella prima metà del prossimo anno, che porterà all'1,4-1,5% di aumento medio del Pil.

    Gli operatori ed esperti interpellati nel Forum congiunturale di ottobre convergono, in sostanza, su questo scenario di graduale ma faticosa risalita nel corso del 2003, che è molto vicino al quadro delineato dai principali uffici studi e istituti di ricerca economica: il Pil crescerà di circa l'1,4% nella media dell'anno, facendo segnare una contenuta accelerazione dopo un debole primo trimestre (ancora sotto l'1% tendenziale), a fronte dello 0,4-0,5% di aumento medio annuo stimato per il 2002. Si tratta, quindi, di un andamento sempre inferiore (per quasi un punto percentuale) al nuovo dato programmatico governativo (rivisto al ribasso al 2,3% dal 3% circa), indicato nella Relazione previsionale per il 2003 e nella Nota di aggiornamento al Dpef 2003-2006, approvate lo scorso 30 settembre, su cui si basano la manovra finanziaria per il prossimo anno e l'avvicinamento agli obiettivi del Patto di stabilità europeo.

    I principali indicatori congiunturali - dalle aspettative sulla domanda e la produzione al clima di fiducia delle imprese - hanno mostrato, nel terzo trimestre 2002, un complessivo peggioramento; e le attese meno favorevoli dovrebbero trovare conferma nell'effettiva evoluzione dell'economia nel corso del quarto trimestre dell'anno. Il quadro che emerge dal Forum di ottobre indica, pertanto, un sensibile deterioramento delle previsioni rispetto alla precedente rilevazione di luglio.

    La successiva fase di lento e graduale recupero interesserà in particolare, per quanto concerne la domanda interna, gli investimenti fissi lordi: dopo tutti e quattro i trimestri del 2002 negativi, essi registreranno un modesto recupero pari a 0,8 punti percentuali su base annua nel primo trimestre 2003, un incremento molto inferiore a quello medio (+2,4%) registrato nel 2001; non c'è segno di accelerazione, inoltre, nei valori tendenziali del trimestre finale di quest'anno, nonostante l'avvicinarsi della scadenza degli incentivi della legge Tremonti bis. Gli investimenti dovrebbero mettere a segno, poi, un aumento medio annuo previsto pari a circa il 2% per il 2003.

    Allo stesso modo, i consumi delle famiglie saranno caratterizzati da una dinamica sempre al rallentatore nei valori tendenziali di crescita (0,7-0,8%) nel corso della prima parte del 2003, confermando la fase di generale debolezza della domanda interna che ha ormai contrassegnato l'intero 2002. Un'inflazione ancora superiore al 2% non può, del resto, non avere conseguenze sul potere d'acquisto delle famiglie, comprimendo il reddito reale disponibile e, quindi, la spesa per consumi privati, già frenata a sua volta dalle diffuse incertezze e timori per il futuro.

    L'occupazione mostra, a sua volta, una dinamica in contenuto rallentamento (verso una crescita annua un po' sotto il punto percentuale), inferiore ma non troppo a quanto registrato nella rilevazione trimestrale Istat di luglio 2002, pari all'1,2% in media; e la moderata decelerazione nella creazione di nuovi posti di lavoro riguarda presumibilmente, con analoga intensità, sia gli impieghi con caratteristiche di stabilità (dipendenti a tempo indeterminato), sia i lavoratori cosiddetti "atipici" e gli occupati indipendenti.

    I prezzi, sia alla produzione che al consumo, dovrebbero rimanere sostanzialmente sotto controllo, anche se quelli al consumo potranno continuare a scontare qualche limitata tensione nella prima parte dell'anno, probabile ritardato effetto del "changeover" dell'euro, soprattutto nel settore dei servizi. Ma su questo scenario di sostanziale calma incombe l'incognita di una nuova risalita del prezzo del petrolio, legata alle crescenti tensioni nel Medio Oriente. Il dato strutturale di un'inflazione non superiore al 2% annuo (indicato dalla Banca centrale europea come obiettivo di stabilità dei prezzi) è venuto meno, tuttavia, sia nel 2000 che nel 2001 e 2002 (2,5%, 2,7% e 2,4%, rispettivamente, nel consuntivo degli ultimi tre anni), mentre è indicata solo una lenta discesa della dinamica tendenziale verso la "soglia di stabilità" del 2% nel corso del 2003, che non sarà peraltro ancora raggiunta. La crescita media prevista nel prossimo anno dovrebbe collocarsi, in particolare, intorno al 2,2% per i prezzi al consumo (circa tre quarti di punto al di sopra, quindi, del dato programmatico confermato dal Governo nella Relazione previsionale per il 2003 e nella Nota di aggiornamento al Dpef 2003-2006, pari all'1,4%) e allo 0,6% per quelli alla produzione, il cui andamento è, però, fortemente condizionato dalle quotazioni del petrolio e del dollaro.

    Il cambio dell'euro nei confronti del dollaro è indicato tendenzialmente stabile nel corso del 2003; esso dovrebbe assestarsi, pertanto, molto vicino alla parità (0,99 dollari per euro) nella prima parte del prossimo anno, facendo registrare una sostanziale stazionarietà rispetto all'attuale quotazione, ma con una significativa ripresa nei confronti della media di quest'anno (0,94). Lo yen, inoltre, è dato anch'esso pressoché stabile su una soglia di 118-119 per euro (circa 120 contro dollaro).

    Per quanto concerne i tassi d'interesse, in particolare, quello medio sugli impieghi bancari è previsto praticamente stabile nel corso della prima parte del 2003, con una probabile risalita rispetto ai valori odierni di solo pochi centesimi di punto; il tasso di riferimento della Banca centrale europea potrebbe subire una limitata correzione al ribasso (non più di un quarto di punto percentuale), secondo circa la metà degli interpellati nel Forum, nell'ultimo trimestre di quest'anno rispetto all'attuale livello del 3,25%, fissato nella riunione dell'8 novembre 2001 dal consiglio direttivo dell'Istituto di Francoforte. Nuovi interventi della Bce non sembrano, pertanto, in vista nei primi mesi del 2003; lo scenario oggi più probabile prevede, infatti, tassi invariati o tutt'al più in rialzo per un quarto di punto entro la fine del prossimo anno.
    Il rafforzamento della moneta unica dovrebbe avere, peraltro, benefici effetti sulle prospettive di crescita e di rilancio della domanda interna in Eurolandia, mantenendo basse le aspettative d'inflazione e di un conseguente futuro rialzo dei tassi. Il cambiamento di rotta in senso più espansivo della politica monetaria, com'è oggi nelle attese della maggioranza degli operatori, non sembra però scontato. E' ritenuto, in altre parole, un evento probabile, ma non troppo.

    La tendenza ribassista dei mercati azionari, negli Stati Uniti come in Europa, continua a condizionare, infine, le prevalenti attese degli operatori per la prima parte del 2003. La caduta delle borse si accentuerebbe, in particolare, nell'eventualità di un'esplosione del conflitto Usa-Iraq, com'è indicato dalla stragrande maggioranza degli interpellati (solo una piccola minoranza segnala un possibile rialzo). Il petrolio, poi, subirebbe a causa della guerra un'ulteriore sensibile impennata, superando i 35 dollari per barile, circa il 25% in più rispetto all'attuale quotazione, anche se il nuovo livello di prezzo sarebbe chiaramente da considerarsi una situazione temporanea.

    Le previsioni per il 2003
    (variazioni % sullo stesso periodo 2001-2002 e data di previsione)

    4°trim.2002 4°trim.2002 1°trim.2003 media2003
    (lug. 02)......(ott. 02)........(ott. 02).......(ott. 02)

    Prodotto interno lordo 1,3 0,6 0,9 1,4
    Consumi delle famiglie 1,2 0,3 0,8 1,2
    Investimenti fissi lordi 1,9 -0,5 0,8 2,0
    Occupazione 1,2 0,8 0,8 0,8
    Prezzi alla produzione 0,2 0,6 0,5 0,6
    Prezzi al consumo 2,2 2,4 2,2 2,2
    Cambio euro-dollaro 0,99 0,99 0,99 0,99
    Cambio euro-yen 117,2 118,3 118,8 118,8
    Tasso impieghi medio (%) 5,96 5,86 5,92 5,95
    Tasso riferimento Bce (%) 3,30 3,13 3,13 3,37
    Nota: cambi e tassi sono indicati a fine periodo

  2. #2
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    L'Italia ha difetti strutturali che sono comuni anche ad una parte di UE : fisco , pensioni , mercato .
    Sciolti quelli , l'Italia può volare e smettere di essere al traino e per di più sottocorrelata alle variazioni di Pil delle locomotive.
    MA ce ne vorrà.....

  3. #3
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    Originally posted by swaption
    L'Italia ha difetti strutturali che sono comuni anche ad una parte di UE : fisco , pensioni , mercato .
    Sciolti quelli , l'Italia può volare e smettere di essere al traino e per di più sottocorrelata alle variazioni di Pil delle locomotive.
    MA ce ne vorrà.....
    Ti sei dimenticato di un paio di difettucci: deficit strutturale, e debito Pil... Secondo i miei calcoli approssimativi (e ottimistici) nel 2003 mancherano all'appello circa 30 miliardi...

 

 

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