non si torna da certe partenze....resta solo questo eterno morire che chiamiamo sogno
Citazione:
Originally posted by pensiero
1964
I
Non è più magico il mondo. Ti hanno lasciato.
Non condividerai più la chiara luna
né i lenti giardini. Non c’è più una luna
che non sia specchio del passato,
riflesso di solitudine, sole di agonie.
Addio alle mutue mani e alle tempie
che avvicinava l’amore. Oggi solo ti resta
la fedele memoria e i deserti giorni.
Nessuno perde (ripeti invano)
altro che ciò che non ha e non ha avuto
mai, ma non basta essere coraggioso
per imparare l’arte dell’oblio.
Un simbolo, una rosa, ti lacera
e ti può uccidere una chitarra.
II
Non sarò più felice. Forse non importa.
Ci sono tante altre cose nel mondo;
un istante qualsiasi è più profondo
e diverso del mare. La vita è corta
e anche se le ore sono tanto lunghe, una
oscura meraviglia ci pedina,
la morte, quest’altro mare, quest’altra freccia
che ci libera dal sole e dalla luna
e dall’amore. La felicità che mi hai dato
e mi hai tolto deve essere cancellata;
ciò ch’era tutto deve essere niente.
Mi resta solo il piacere di star triste,
questa vana abitudine che mi inclina
al Sud, a una certa porta, ad un certo incrocio
Jorge Luís Borges
"...Così lontano andrò che morirà il ricordo,
infranto fra le pietre del sentiero,
sarò sempre lo stesso pellegrino,
con pena dentro e con sorriso fuori...."
Ernesto Guevara
Dum loquimur, fugerit invida aetas...
Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.
Tu non chiedere - non è lecito saperlo - quale sorte a me
quale a te gli dei abbiano dato, Leuconoe, e le cabale
babilonesi non tentare. Quanto è meglio subire
quel che sarà, sia che Giove ancora molti inverni
ci assegni, sia che l'ultimo sia questo,
che affatica il Tirreno contro gli scogli.
Sii saggia, filtra il vino e accorcia la speranze,
poichè lo spazio è breve. Mentre parliamo, il tempo
avido vola: cogli l'attimo, e del domani non fidarti...
vorremmo non aver mai vissuto un solo autunno.
A Pablo Neruda
Ci sono parole o cose che vorremmo sapere
Ma senza parlare.
Ci sono speranze e visi che vorremmo vedere
Ma senza sapere.
Ci sono amori che vorremmo amare,
ma senza vedere.
Ci sono risvolti prismatici
nell’imbrunito orizzonte marino
dalla scogliera in autunno:
vorremmo non aver mai vissuto un solo autunno.
Ma dalla tua poesia, Pablo, abbiamo imparato a ricordare, ad amare ogni ricordo.
f.