nella Tua Patria
in un piccolo paesino
celebrano ancora ogni anno la festa pagana
del fallo
..si proprio Lui.....![]()
Mi sai dare altre indicazioni?


nella Tua Patria
in un piccolo paesino
celebrano ancora ogni anno la festa pagana
del fallo
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In un paesino del Friuli una kermesse in nome della virilità
E i maschi nudi fanno festa
E alle due del mattino la processione, con il simbolo di legno, arriva al tempio di Priapo
di Roberto Bianchin
MONTEPRATO (UD) - Lo sapevano, lo aspettavano, lo temevano. Sapevano che doveva arrivare prima o poi quel momento. A dispetto delle suppliche degli organizzatori, delle proteste del parroco e degli anatemi della curia che aveva bollato la festa ("amorale" aveva tuonato don Marco, il vicario), aveva imposto il divieto di spogliarsi, aveva censurato i manifesti. Tant'è.
Non era neanche suonata mezzanotte, nel grande cortile dell'oratorio della chiesa di san Giorgio dove la gente ballava a ritmo di disco music e due cubiste mezze nude si dimenavano sopra due grandi botti, quando Eddi, un montanaro vigoroso, ha trascinato una panca in mezzo alla pista da ballo, vi è salito sopra e ha abbassato, tra gli applausi, mutande e pantaloni insieme.
Era il segnale. Da quel momento in poi e fino a notte fonda è stata una gara, in pista, nel cortile, tra i boschi. E si è capito che il senso della festa, la "festa degli uomini" che si celebra in questo paesino sperduto sulle montagne del Friuli, stava tutto lì: mostrarlo. Esibire, come un trofeo, quel simbolo maschile che a Monteprato, 83 abitanti, una chiesam un bosco e un pugno di case in cima a un colle, spunta dappertutto nel giorno della festa, e i "fedeli", come li chiama Renato Di Betta, presidente dell'associazione culturale "karnizze" che organizza l'evento, giungono a migliaia.
"Festeggiamo semplicemente la nostra natura", spiegano. E allora vai. Vai con l'elezione di "mister maschio": vince Raffaello e gli danno una statuetta del David perchè ha l'aria annoiata, lo sguardo da tenebra e assomiglia a una brutta copia di Paul Newmann da giovane.
Fiumi di birra innaffiano i piatti fumanti di testicolo di toro. Lui, il simbolo della festa, troneggia ovunque: sui cappellini, sulle magliette, sui bicchieri, sulle caraffe persino sul pane e sulle posate. Per non parlare del bosco. Gli hanno dedicato un sentiero e, infondo un tempio tutto di legno circondato da totem. Dicono gli organizzatori, un gruppetto di giovanottoni dediti al culto di Priapo, che la festa ha origini antichissime e che una volta la celebravano i vecchi del paese per festeggiare la buona riuscita della stagione e il fatto che anche quell'anno, come accade anche adesso, e ormai da quattro lustri, fossero nati solo figli maschi.
Per questo la festa che si fa ogni anno, la prima domenica di agosto, la tengono quasi segreta. Perchè se no, arrivano i giornali, le tv montano lo scandalo e non si può più rifare la festa.
Qui alle due del mattino la singolare processione, va avanti, verso il tempio di Priapo: il simbolo in testa, di legno, alto due metri, portato a spalla da quattro giovani "vestali", e dietro il popolo degli uomini. Ogni tanto il "sacerdote" si ferma, come alle stazioni di una via crucis molto pagana, e intona "misteri goduriosi". Solo risate e goliardia, non c'è peccato.