Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Ospite

    Lightbulb Una storia possibile...

    Credo che questo sia il forum più giusto per porre un quesito... dunque: riguardo alla situazione del sud d'Italia, e in particolare all'eterna piaga della mafia in Sicilia; tutti sanno che nonostante tutti i tentativi fatti da sempre per estirpare o, comunque, arginare il fenomeno, nessuno di questi ha mai avuto successo, poichè si tratta di un fenomeno ormai radicato inesorabilmente nella struttura della società (almeno, a mio parere, e anche a parere di molti studiosi...). Io mi sono chiesto: cosa sarebbe successo se, anzichè combattere la mafia come un "cancro" della società, si fosse deciso apertamente di istituzionalizzarla, magari arrivando a creare uno stato siciliano indipendente, nominando i vari boss locali a delle cariche politiche, trasformando cioè la cosiddetta "cupola" in un vero e proprio organo dirigente di uno stato, una massima espressione del regime? L'organizzazione capillare sul territorio c'era già, sarebbe bastato semplicemente istituzionalizzare il tutto; è vero, si sarebbe creata una sorta di "Repubblica delle banane" governata da un regime (mi pare, se non sbaglio, che gli americani avessero un progetto del genere dopo la seconda guerra mondiale, poi accantonato), ma quali avrebbero potuto essere le conseguenze? Secondo me, sarebbe stata una soluzione cinica ma non priva di una certa logica: il regime mafioso, trovandosi elevato a organo governativo ufficiale e riconosciuto, avrebbe potuto ad esempio "responsabilizzarsi" e, col passare degli anni, intraprendere una strada di democratizzazione, magari sotto le pressioni della comunità internazionale (un po' come la Spagna dopo Franco, o la Grecia dopo il regime dei colonnelli). Oppure, immaginando un regime dispotico e sanguinario, la soluzione sarebbe stata semplice: prima o poi sarebbe sorta spontaneamente un'insurrezione (esempio: Romania) o comunque il regime si sarebbe fatalmente ripiegato su sè stesso (esempio: l'Albania di Hoxha). Insomma, in un modo o nell'altro si sarebbe avuto un passaggio da "stato di regime" a "stato democratico". Questo, naturalmente, avrebbe comportato dei nuovi equilibri geopolitici, specialmente se pensiamo all'Europa del dopoguerra.
    Che ne pensate?

  2. #2
    Ospite

    Predefinito Re: Una storia possibile...

    Originally posted by Iena Plissken
    Credo che questo sia il forum più giusto per porre un quesito... dunque: riguardo alla situazione del sud d'Italia, e in particolare all'eterna piaga della mafia in Sicilia; tutti sanno che nonostante tutti i tentativi fatti da sempre per estirpare o, comunque, arginare il fenomeno, nessuno di questi ha mai avuto successo, poichè si tratta di un fenomeno ormai radicato inesorabilmente nella struttura della società (almeno, a mio parere, e anche a parere di molti studiosi...). Io mi sono chiesto: cosa sarebbe successo se, anzichè combattere la mafia come un "cancro" della società, si fosse deciso apertamente di istituzionalizzarla, magari arrivando a creare uno stato siciliano indipendente, nominando i vari boss locali a delle cariche politiche, trasformando cioè la cosiddetta "cupola" in un vero e proprio organo dirigente di uno stato, una massima espressione del regime? L'organizzazione capillare sul territorio c'era già, sarebbe bastato semplicemente istituzionalizzare il tutto; è vero, si sarebbe creata una sorta di "Repubblica delle banane" governata da un regime (mi pare, se non sbaglio, che gli americani avessero un progetto del genere dopo la seconda guerra mondiale, poi accantonato), ma quali avrebbero potuto essere le conseguenze? Secondo me, sarebbe stata una soluzione cinica ma non priva di una certa logica: il regime mafioso, trovandosi elevato a organo governativo ufficiale e riconosciuto, avrebbe potuto ad esempio "responsabilizzarsi" e, col passare degli anni, intraprendere una strada di democratizzazione, magari sotto le pressioni della comunità internazionale (un po' come la Spagna dopo Franco, o la Grecia dopo il regime dei colonnelli). Oppure, immaginando un regime dispotico e sanguinario, la soluzione sarebbe stata semplice: prima o poi sarebbe sorta spontaneamente un'insurrezione (esempio: Romania) o comunque il regime si sarebbe fatalmente ripiegato su sè stesso (esempio: l'Albania di Hoxha). Insomma, in un modo o nell'altro si sarebbe avuto un passaggio da "stato di regime" a "stato democratico". Questo, naturalmente, avrebbe comportato dei nuovi equilibri geopolitici, specialmente se pensiamo all'Europa del dopoguerra.
    Che ne pensate?

    ***
    October 3, 2002


    ETA has drugs-for-weapons deal with Mafia
    By Martin Arostegui
    UNITED PRESS INTERNATIONAL


    MADRID, Oct. 3 (UPI) -- The Basque terrorist organization ETA has a drugs-for-weapons deal with the Mafia in Italy, according to Spanish government prosecutors who said that they were alerted to the connection by Italy's special anti mafia unit last week. Under the arrangement ETA delivers drugs to Mafia middlemen who in return supply the organization with high-powered armament from Eastern Europe. Top Stories
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    The information is based on testimony by a member of the Neapolitan Genovese clan network who turned informer. He told Italian investigators of meetings in which ETA representatives offered to exchange cocaine and hashish for anti-tank or ground to air missiles, the Spanish prosecutors revealed Thursday.
    The Mafia informant whom Italian and Spanish authorities will only identify by the initials RS, claimed that he served as courier in negotiations between Italian crime bosses and the Basque terrorist group. RS testifies that he personally received an overland shipment of 8 kilos of cocaine sent by ETA to Milan in 16 half-kilo packages.
    In return, five missiles and three launchers packed in two separate crates by Neapolitan crime leader Modestino Genovese were delivered to the terrorists, according to the informer who claims Spanish drug shipments to the Genoa clan came on a weekly basis. Modestino Genovese was arrested last year on organized crime charges, including killing a storeowner who refused to give the group protection money.
    Spanish security services are highly concerned that the missiles could be used in a planned major attack or assassination. Spanish security officers admit that they think it likely ETA could launch an attack in retaliation for the banning last month of its political party Herri Batasuna. The controversial decision by the Spain's Supreme Court to declare the group -- which campaigns for separation from Spain -- illegal has caused serious disturbances in northern Spain and sharply divided Basque regional authorities.
    During the 1992 summer Olympics in Barcelona, Spanish security services foiled an ETA plot to shoot down King Juan Carlos' helicopter using SAM missiles. Detection of the attack led to the arrest of much the terrorist organization's top leadership in the French town of Bidarte.
    Intelligence officers speculate that ETA's dealings with the Italian mafia may be part of a larger effort to find new sources for high tech weaponry. Spain's military intelligence organization, the Center for Defense Information and Research (CESID) has managed to penetrate some of ETA's most sensitive arms supply channels over recent years.
    Two years ago cooperation between European anti-terrorist organizations uncovered an attempt to obtain arms from Croatia through the Irish terrorist group, IRA. The purchase was blocked by the British secret service.
    Spanish analysts also observe that the drugs for guns trade is becoming increasingly common among international terrorist groups. Colombia's FARC has been arming itself through deals with international crime syndicates and it may be no coincidence that Spain has a reputation in European intelligence circles of being one of Europe's main entry points for Colombian cocaine. ETA maintains close connections with the Colombian guerrilla movement.
    "ETA only wanted heavy weapons" the Italian informant RS declared in his testimony, according to Spanish prosecutor. RS also claimed that the Mafia obtained the arms from Czech retired army officers. "They also offered large quantities of Kalashnikov automatic rifles and other small arms but ETA wasn't interested in those" he is reported to have told his interrogators. RS claimed to have been present when the deals were discussed during the early months of 1999.
    RS said two separate meetings took place in a Milan restaurant between a woman representing ETA who is only identified by her first name, Maria and Felice Bonetti, a Mafia crime boss. Bonetti was arrested in Spain last March 14 and extradited to Italy on 17 April, where he was jailed on narcotics and organized crime charges.
    Spanish authorities were not aware of Bonetti's dealings with ETA at the time that they detained him on drug trafficking charges, according to Spanish government prosecutors who say that they are also opening up an investigation into the identity of the woman. Anti-terrorist specialists claim to have leads on two female ETA members suspected of conducting international arms deals.
    "At the restaurant, the woman asked if it was possible to pay for arms in drugs instead of money" RS said. He also described her describes her as "elegant and refined". She was accompanied by two bodyguards who stood near the table as she talked with Bonetti and another Genoese crime boss.
    The informant recalled that at one point Bonetti proposed to him that he should go to Spain and spend time with ETA "even if it meant becoming involved in terrorist operations". While there were some complaints about the quality of the cocaine supplied by ETA, the regularity of shipments and the protection provided by the Basque terrorist organization seemed to satisfy the Italian mafia, according to RS.
    Spanish interior ministry officials expressed little surprise last week at ETA's alleged involvement in narcotrafficking. They said one particular group has long been implicated in drug trafficking. In 1984, three ETA members were caught in the Dutch capital, The Hague with a large quantity of cocaine, which, reports said, they were intending to trade for arms and ammunition. In 1988, French police detained a major international drug dealer while he was meeting with an ETA suspect.
    In 1996 ETA member Jose Luis Folgueras was caught in southern Spain with 150 kilos of cocaine according to Spanish police who believe that in the past different ETA groups have waged turf wars to monopolize the drug market in Spain. "I wouldn't be at all surprised if ETA used drug trafficking channels to finance itself," declared Spanish Prime Minister Jose Maria Aznar during a 1997 summit in Italy, where he also said that there were "serious suspicions that ETA could be in contact with Italian organized crime."

    ______________________________


    E il tuo movimento politico cosa aspetta? per fare le rivoluzioni e le secessioni occore esplosivo.

  3. #3
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    Predefinito mafia al governo della sicilia indipendente?

    Queste farneticazioni dimostrano a cosa può portare la pragmatizzazione del pensiero (politico? politico-sociale? politico-delinquenziale?). Alla faccia della morale e dei reali bisogni dei cittadini!


 

 

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