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Discussione: Una domanda

  1. #1
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    Predefinito Una domanda

    Buongiorno a tutti,
    innanzitutto mi rivolgo al moderatore (e ideatore) di questo forum rivolgendogli i miei complimenti per l'opera che ha compiuto creando questo angolo nella grande rete.
    L'argomento di cui vorrei discutere non esattamente parte della dottrina.

    Mi riferisco a certe interpretazioni a mio parere errate che sono entrate nella vulgata anche a causa di certi sacerdoti.
    In particolare due
    1) La leggenda della "povertà di Cristo". Cristo è nato in una famiglia di artigiani: ceto medio, quindi. Dire che Cristo era povero, a mio modesto avviso, è un errore esegetico palese. Ciò chiaramente se si vuole indendere la povertà evangelica dal punto di vista schiettamente economico (il che, secondo me, è scorretto).

    2) La pretesa ostilità della religione cattolica contro la ricchezza. Entrata nella vulgata con l'espressione "Cristo era il primo socialista".
    Questo mi sembra un errore molto pesante. Innanzitutto Cristo non promette il paradiso in terra, non crea un filosofia con risvolti politico sociali. Basta leggere la risposta di Cristo quando gli fu chiesto di risolvere una controversia civile (ereditaria).
    IN secondo luogo è il concetto stesso di ricchezza evangelica che trascende ogni discorso meramente economico.
    Infatti, dopo il famoso passo del cammello e della cruna dell'ago, i discepoli chiesero preoccupati a Gesù: ma allora chi potrà entrare nel regno dei cieli?
    Ebbene: questa risposta è molto significativa. Se il senso dell'affermazione di Nostro Signore fosse stata riferita solo all'ambito economico la realzione dei discepoli avrebbe dovuto essere ben diversa: i ricchi sono (proporzionalmente) pochi. la conclusione logica sarebbe stata nel senso di una certa contentezza, perché la stragrande parte della popolazione avrebbe conseguito la vita eterna.
    Il fatto è che qui si fa riferimento a un concetto di ricchezza molto diverso e più profondo. Ricco è colui, a mio avviso, che non considera ogni cosa come un dono ricevuto.
    Così io posso essere ricchissimo anche se CONFIDO CIECAMENTE nella mia logica o nella mia intelligenza. E, magari, sono anche pecuniariamente povero....

    A questo punto vi chiedo: perché la Chiesa non approfondisce queste tematiche, concedendo, molto spesso (io litigo sempre col mio parroco), interpretazioni difficilmente sostenibili?

    Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete prestato, a dispetto della lunghezza del messaggio.
    Arrivederci

  2. #2
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    Predefinito

    Credo ke tu arrivi tardi x queste domande....
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  3. #3
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    Predefinito Re: Una domanda

    Originally posted by Aquila
    Buongiorno a tutti,
    innanzitutto mi rivolgo al moderatore (e ideatore) di questo forum rivolgendogli i miei complimenti per l'opera che ha compiuto creando questo angolo nella grande rete.
    L'argomento di cui vorrei discutere non esattamente parte della dottrina.

    Mi riferisco a certe interpretazioni a mio parere errate che sono entrate nella vulgata anche a causa di certi sacerdoti.
    In particolare due
    1) La leggenda della "povertà di Cristo". Cristo è nato in una famiglia di artigiani: ceto medio, quindi. Dire che Cristo era povero, a mio modesto avviso, è un errore esegetico palese. Ciò chiaramente se si vuole indendere la povertà evangelica dal punto di vista schiettamente economico (il che, secondo me, è scorretto).

    2) La pretesa ostilità della religione cattolica contro la ricchezza. Entrata nella vulgata con l'espressione "Cristo era il primo socialista".
    Questo mi sembra un errore molto pesante. Innanzitutto Cristo non promette il paradiso in terra, non crea un filosofia con risvolti politico sociali. Basta leggere la risposta di Cristo quando gli fu chiesto di risolvere una controversia civile (ereditaria).
    IN secondo luogo è il concetto stesso di ricchezza evangelica che trascende ogni discorso meramente economico.
    Infatti, dopo il famoso passo del cammello e della cruna dell'ago, i discepoli chiesero preoccupati a Gesù: ma allora chi potrà entrare nel regno dei cieli?
    Ebbene: questa risposta è molto significativa. Se il senso dell'affermazione di Nostro Signore fosse stata riferita solo all'ambito economico la realzione dei discepoli avrebbe dovuto essere ben diversa: i ricchi sono (proporzionalmente) pochi. la conclusione logica sarebbe stata nel senso di una certa contentezza, perché la stragrande parte della popolazione avrebbe conseguito la vita eterna.
    Il fatto è che qui si fa riferimento a un concetto di ricchezza molto diverso e più profondo. Ricco è colui, a mio avviso, che non considera ogni cosa come un dono ricevuto.
    Così io posso essere ricchissimo anche se CONFIDO CIECAMENTE nella mia logica o nella mia intelligenza. E, magari, sono anche pecuniariamente povero....

    A questo punto vi chiedo: perché la Chiesa non approfondisce queste tematiche, concedendo, molto spesso (io litigo sempre col mio parroco), interpretazioni difficilmente sostenibili?

    Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete prestato, a dispetto della lunghezza del messaggio.
    Arrivederci



    Ti consiglio di postare lo stesso messaggio anche sul forum tradizione cattolica.

    ciao

  4. #4
    Affus
    Ospite

    Predefinito Re: Una domanda

    Cara Aquila , purtroppo nella chiesa ha preso il sopravvento una concezione pauperistica del messaggio cristiano , influenzato in questo da una visione gnostico manichea , prima , e poi dall'influsso di alcune frange di francescanesimo ereticale che lo stesso magistero combattè enegicamente nel medioevo , tipo i fraticelli spirituali o i paolicisti , che volevano imporre con le armi una specie di comunismo ante litteram a tutti .
    Hai messo il dito sulla piaga .
    Per capire meglio l'inganno leggiti qualcosa di Olivejra .
    Molti vescovi oggi considerano poi le parole d'ordine della Rivoluzione Francese (fraternite, egalite' ,liberte ) come dei dogmi evangelici , ed ecco che il messaggio di Cristo non è piu un messagguio di salvezza , ma un messaggio "sociale".
    Cristo non è piu quindi il salvatore , ma un operatore sociale venuto a dirci come bisogna dividersi bene la torta .
    Per saperne di piu vai su :
    http://www.politicaonline.net/forum/...s=&forumid=109
    ciao




    Originally posted by Aquila
    Buongiorno a tutti,
    innanzitutto mi rivolgo al moderatore (e ideatore) di questo forum rivolgendogli i miei complimenti per l'opera che ha compiuto creando questo angolo nella grande rete.
    L'argomento di cui vorrei discutere non esattamente parte della dottrina.

    Mi riferisco a certe interpretazioni a mio parere errate che sono entrate nella vulgata anche a causa di certi sacerdoti.
    In particolare due
    1) La leggenda della "povertà di Cristo". Cristo è nato in una famiglia di artigiani: ceto medio, quindi. Dire che Cristo era povero, a mio modesto avviso, è un errore esegetico palese. Ciò chiaramente se si vuole indendere la povertà evangelica dal punto di vista schiettamente economico (il che, secondo me, è scorretto).

    2) La pretesa ostilità della religione cattolica contro la ricchezza. Entrata nella vulgata con l'espressione "Cristo era il primo socialista".
    Questo mi sembra un errore molto pesante. Innanzitutto Cristo non promette il paradiso in terra, non crea un filosofia con risvolti politico sociali. Basta leggere la risposta di Cristo quando gli fu chiesto di risolvere una controversia civile (ereditaria).
    IN secondo luogo è il concetto stesso di ricchezza evangelica che trascende ogni discorso meramente economico.
    Infatti, dopo il famoso passo del cammello e della cruna dell'ago, i discepoli chiesero preoccupati a Gesù: ma allora chi potrà entrare nel regno dei cieli?
    Ebbene: questa risposta è molto significativa. Se il senso dell'affermazione di Nostro Signore fosse stata riferita solo all'ambito economico la realzione dei discepoli avrebbe dovuto essere ben diversa: i ricchi sono (proporzionalmente) pochi. la conclusione logica sarebbe stata nel senso di una certa contentezza, perché la stragrande parte della popolazione avrebbe conseguito la vita eterna.
    Il fatto è che qui si fa riferimento a un concetto di ricchezza molto diverso e più profondo. Ricco è colui, a mio avviso, che non considera ogni cosa come un dono ricevuto.
    Così io posso essere ricchissimo anche se CONFIDO CIECAMENTE nella mia logica o nella mia intelligenza. E, magari, sono anche pecuniariamente povero....

    A questo punto vi chiedo: perché la Chiesa non approfondisce queste tematiche, concedendo, molto spesso (io litigo sempre col mio parroco), interpretazioni difficilmente sostenibili?

    Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete prestato, a dispetto della lunghezza del messaggio.
    Arrivederci

 

 

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