da www.diario.it
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ROMA. Fronte del porno. Dopo le accuse dei sindacati e le critiche della Confindustria, ancora polemiche intorno alla Finanziaria: in particolare la cosidetta porno-tax, proposta dall'onorevole Emanuele Falsitta (Forza Italia) ha provocato il risentimento degli operatori del settore e di alcuni big dell'industria a luci rosse
L'introduzione di un'imposta straordinaria del 25% e l'aumento di IRAP e IVA sulle attività nel campo del porno fanno infuriare Jessica Rizzo, un tempo attrice, specializzato nel genere "casalinghe inquiete" ed ora apprezzata manager con la sua casa di produzione (che, tra l'altro annuncia l'uscita de "La macellaia", remake del già indimenticabile "Il macellaio" di Aurelio Grimaldi). "Non vorrei pentirmi di essere stata una grande sostenitrice di Forza Italia" - ha dichiarato la Rizzo che, in linea con ben più illustri e casti colleghi dirigenti d'azienda, paventa il ricorso alla cassa integrazione per i propri dipendenti. Forti connotati sociali, invece, per Riccardo Schicchi, altro boss della pornoindustria italiana: "verranno colpiti carcerati, handicappati e poveri, il ricco la pornografia se la fa come vuole"; un attacco da sinistra, insomma, come uno dei tanti che non dovrebbe preoccupare quanto quella di Rocco Siffredi, un "big" dietro e soprattutto davanti la macchina da presa. L'attore, infatti, accusa il governo di scarsa sensibilità verso le aspirazioni liberiste dell'industria "hard": "negli Stati Uniti, ho pagato 500 dollari di tasse al giorno e così mi hanno messo a disposizione un'intera strada dove ho girato vestito come una pantera con il sesso di fuori". Mercoledì è previsto l'esame della porno-tax in commissione bilancio e, finalmente, sapremo quanto ci verrebbe a costare la libertà di girare vestiti da felino superdotato. (Tux. Edoardo Zorzetti)




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