CIAMPI A EL ALAMEIN: 'MAI PIU' GUERRE TRA DI NOI'
EL ALAMEIN - Un omaggio ai reduci, un messaggio di pace e l'augurio per un mondo migliore. Questi i temi toccati da Ciampi nel 60° anniversario di El Alamein. Alla cerimonia internazionale il Capo dello Stato ha ricordato che la guerra 'ha diviso nazioni e popoli con comuni radici di civilta' e fitti legami di sangue e di amicizia' e che 'le nuove generazioni devono avere piena consapevolezza delle conquiste di liberta' e di democrazia e difenderle col coraggio e la dedizione che i combattenti di 60 anni fa'.
20/10/2002 190
El Alamein: 60 anni, la memoria e la commozione
EL ALAMEIN - ''Manco' la fortuna, non il valore'': il motto simbolo di El Alamein, la localita' del deserto egiziano nella quale da luglio a novembre 1942 si combatterono tre battaglie importanti della seconda guerra mondiale tra l'esercito anglo-americano e quello dell' 'Asse' italo-tedesco', e' stato citato dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi durante la cerimonia internazionale svoltasi stamane nel sacrario italiano sulla costa nord egiziana per celebrare il 60/o anniversario di quell'evento.
Presenti alla cerimonia il ministro della difesa, Antonio Martino, il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, il sottosegretario alla Difesa Filippo Berselli, il sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione, il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, e le massime autorita' militari italiane. Tra gli ospiti, il primo ministro neozelandese, Helen Clark (truppe della Nuova Zelanda, cosi' come di altre colonie britanniche, erano tra quelle del Commonwealth che parteciparono alle battaglie), il governatore generale dell'Australia, Peter Hollingworth, il duca di Kent, il governatore di Marsa Matruh, Mohamed Abelhamid El Shahat, il sottosegretario per i reduci del ministero della Difesa francese, Hamlaoui Mekachera.
Una messa e' stata concelebrata da sacerdoti di Italia, Germania, Grecia e Gran Bretagna, che hanno recitato insieme il 'Pater Noster', sottolineato dalle note dell'Inno al Piave, suonato dalla fanfara militare italiana, mentre corone d'alloro sono state deposte da reduci italiani, tedeschi, greci e del Commonwealth. Quindi e' seguita la deposizione da parte del presidente Ciampi, che ha osservato un minuto di raccoglimento ed ha ascoltato sull'attenti il silenzio fuori ordinanza, suonato nelle versioni dei quattro paesi, mentre El Alamein veniva sorvolata da una formazione della pattuglia acrobatica italiana delle Frecce Tricolori.
Il presidente della Repubblica ha poi tenuto il discorso commemorativo, segnato piu' volte da applausi, in particolare quando ha scandito ''Mai piu' guerre tra noi'', ed ha fatto riferimento alla collaborazione delle nazioni che si combatterono nelle battaglie di El Alamein in missioni di pace nei Balcani, in Afghanistan, ad altri fronti mondiali.
Dopo la conclusione della cerimonia, Ciampi e Martino hanno compiuto una visita al sacrario degli ascari, i militari africani che combatterono a fianco alle truppe italiane, dove il presidente ha deposto altre corone, ed ha consegnato una medaglia d'oro alla vedova del colonnello-architetto Paolo Caccia Dominioni.
Ufficiale del 31/o battaglione guastatori aggregato alla Folgore in quella guerra, Dominioni realizzo' il sacrario di El Alamein e torno' nell'area dopo la guerra per raccogliere una parte delle 4.800 salme di soldati italiani, sui 9mila morti e dispersi nelle battaglie del '42.
20/10/2002 198
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Onore alla brigata folgore


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