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    "Problemi Sindacali" ... CGIL ... dopo Cofferati il diluvio ...



    Dopo Cofferati il diluvio.
    Chi aspetta Cofferati, mangia la pasta scotta.
    Cofferati = la ciliegina sull'ulivo.
    Con Cofferati e Bertinotti i ds sono belle cotti.
    Ad ognuno il suo - Cofferati sta a Bertinotti come Prodi sta a Parisi.
    E Rutelli con chi stà ?
    L'ex presidente del Consiglio Amato cerca un nuovo leader da servire - la sua gita alla Convenzione cosa gli frutterà ?
    Se la leaderschip della Margherita è tutta ex PPI, ex dc ecc. chi gli farà ingoiare la socialdemocrazia di Blair ?
    Rutelli nel Buckingamschire? Adesso capiamo dove compra le cravatte reggimental.
    Perchè i socialdemocratici del PSE non hanno invitato Angius o Salvi nel Buckingamschire ?
    Da Bad Godesberg al Buckingamschire, 43 anni di fallimenti della sinistra, per riscoprire "La nota aggiuntiva di Ugo La Malfa".
    Studia che ti studia, qualcosa cominciano a capire dove stà la socialità repubblicana.
    A questo proposito voglio citare un episodio, in un comizio nelle Marche la signora Sbarbati si è infilata in un discorso di economia sociale, da cui non ne veniva fuori neanche con i pompieri, aveva dimenticato completametne la nota aggiuntiva, tutte le battaglie del PRI, in questi ultimi quarant'anni ecc. ecc.,non fu contraddetta, l'uditorio ne sapeva meno di lei, bello fu che citò anche la politica monetarista di Savona criticandola, mi sembra eccessivo criticare senza conoscere.
    Non è un attacco alla signora o ai re, ma resta il fatto che al di là
    delle belle parole in difesa della passata politica repubbicana,
    quelllo che ne viene fuori è che la elaborazione politica stenta a farsi avanti .
    Oggi si torna a parlare di "terza via", con buona pace di Lodici, sembra che addirittura la parola socialismo stia per scomparire dai reclusi a 2 milioni al giorno nel Buckingamschire,
    Vorrei fare una riflessione, adesso questi signori a che via appartengono? Di solito se sono in un trebbio, vengono già da una via e se ne scelgono un' altra non vuol dire che la nuova via intrapresa sia quella giusta, però vuol anche dire che non hanno governato bene, se ne sono accorti, e in fretta e furia nascostamente nel Buckingamschire scelgono una qualche via, ed ancora, si sono accorti invece che se non cambiano rimangono indietro nella storia, per cui si aggrappano a una qualsiasi teoria politica,
    D'Alema in America non trova Clinton, perchè è anche lui nel Buckingamschire, negli ultimi tempi non glene va bene una, comunque è andato a studiare da Liberal, ed è già una buona cosa.
    Al ritorno dall'America sfiderà Rutelli in versione liberal e tutti e due proveranno a fare prove di candidature oer il lontano 2006.
    Al riorno di Rutelli dall'inghilterra proveremo ad approfondire
    le proposte di Blair.
    Ciao.

  2. #2
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  3. #3
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    Predefinito tratto da LIBERAZIONE 15 giugno 2002

    Dal settimanale "L'Espresso" in edicola. Stralci dell'intervista a Oskar Lafontaine, ex presidente della socialdemocrazia tedesca
    Mai più liberal. Perché la sinistra in Europa perde


    Stefano Vastano

    Oskar Lafontaine, l'ex-presidente della Spd nonché ex-ministro delle Finanze del governo, è furioso per il miserabile stato del suo partito (a cui continua ad esser iscritto). E' sconvolto della disperate condizioni in cui versa l'attuale governo di sinistra a Berlino: dato per spacciato da tutti i sondaggi alle prossime elezioni del 22 settembre. E' per questo che il nuovo libro di Lafontaine, uno dei più attivi militanti del fronte tedesco di "Attac", s'intitola La rabbia cresce.
    Cos'è che la riempie tanto di rabbia?


    La mia rabbia nasce dalle degenerazioni del mercato globale. Ma anche dalle spaventose ondate di terrorismo come l'attacco dell'11 settembre. E dal fatto che gli stati industriali, sotto l'egida militare degli Usa, si assicurano le risorse mondiali dettando al contempo al mondo le regole monetarie e finanziarie.

    Come mai allora l'intera Europa si sta spostando a destra?

    L'origine della crisi attuale della sinistra parte dagli anni Settanta. Allora persino un presidente repubblicano come Nixon si definiva un keynesiano. Il ruolo regolatore dello Stato, il suo intervento nella spesa pubblica e in difesa dei lavoratori erano le ricette standard dell'economia sociale di mercato. E' con l'epoca di Ronald Reagan e Margaret Thatcher che inizia il declino della sinistra. Quei due politici sono responsabili del trionfo assoluto delle dottrine neoliberali. Se il keynesismo è in sostanza la difesa dello Stato sociale, il neoliberalismo è il suo totale smantellamento. Purtroppo, nel giro di un decennio persino i partiti della sinistra, in particolare il New Labour inglese, si son fatti portavoce di questa economia neoliberale. La crisi della sinistra è tutta qui: chi adotta linguaggio e pensiero neoliberale non è più credibile come politico di sinistra.

    Non saranno l'Europa unita, la burocrazia di Bruxelles e l'euro a spingere la gente a destra?

    Sicuramente non è l'Europa unita a rinforzare il populismo di destra. Semmai la colpa della sinistra europea è quella di aver trascurato troppo a lungo due temi specifici dell'integrazione europea, divenuti ora il cavallo di battaglia delle destre. In primo luogo la lotta contro la criminalità. Qui la sinistra ha sbagliato concentrandosi troppo sulla situazione sociale del criminale, molto meno invece sui problemi delle vittime. Non è un caso se uno dei motivi del successo di Tony Blair sta proprio nell'aver riconosciuto l'importanza dello slogan "Law and Order". Togliendo alla destra inglese il suo classico asso nella manica.

    E l'altro grande errore?

    I ceti sociali più deboli sono le vittime predestinate non solo della diffusa criminalità, ma anche del problema immigrazione. Anche qui la sinistra, indugiando troppo sul vecchio adagio dell'internazionalismo, non ha reagito per tempo al fenomeno. Regalando così troppi voti, e proprio dei suoi classici elettori, a demagoghi di destra come Le Pen, Chirac o "Lista Fortuyn" in Olanda.

    Quanto è grande il rischio di perdere le elezioni politiche?

    E' difficile azzardare una previsione: e ciò non tanto per gli errori di Schröder, quanto per quelli ancora più madornali del suo rivale conservatore Edmund Stoiber. Appare incredibile, ma la Cdu/Csu ripresenta nel 2002 un programma elettorale identico a quello di Kohl nel 1998. Ci vuole una grande faccia tosta per riproporre ai tedeschi la stessa Germania dell'ex-patriarca della Cdu.

    I cinquantenni Schröder e Joschka Fischer sono i rappresentanti della generazione del '68 al potere. La crisi della sinistra non dipenderà dal tramonto di tutte le utopie di quella stagione?

    Non credo proprio che la crisi della sinistra dipenda dal tramonto di quella stagione. Al contrario, oggi notiamo come il confronto con l'ideologia neoliberale, con le degenerazioni del mercato globale e della speculazione finanziaria riporta in massa specie i giovani sull'arena politica. Eccoli qui i temi per superare la presunta crisi della sinistra.

    La sinistra perde anche quando non parla più la lngua dei sindacati, disoccupati ed emarginati?

    La storia ci insegna che la sinistra è vincente solo quando è lei per prima a formulare precise rivendicazioni. Arroccarsi solo su bastioni già accerchiati come la difesa dello Stato sociale esistente non basta più. La sinistra deve passare al contrattacco lottando per il programma più concreto del movimento no global. Ad esempio, l'introduzione della Tobin tax per fermare le speculazioni finanziarie.

  4. #4
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    Predefinito 524 miloni di euro

    Cancellato il debito del mozambico.
    La democrazia nel Mozambico come stà?

  5. #5
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    Predefinito dalla Agenzia ANSA 24 giugno 2002

    D.S.: Respinto odg in sostegno alla Cgil

    ROMA-

    La direzione dei Ds ha respinto a maggioranza un ordine del giorno presentato dal correntone di sostegno alla posizione della Cgil sull'art.18. Fassino, pur ribadendo la contrarieta' a modificare l'art. 18 e la vicinanza di posizioni con la Cgil, ha chiesto di non votare l'odg perche' 'non corrisponde a quella ispirazione unitaria che i Ds stanno perseguendo' . Votato invece all'unanimita' l'odg di condanna del Cda della Rai per il caso della cancellazione dei programmi diretti da Biagi e Santoro. (ANSA).
    2002-06-24 -
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    ..........contr'ordine, compagni, lo sciopero generale e' stato solo uno scherzo......molto meglio i girotondi....
    unanimita' invece per i contratti miliardari di Biagi e Santoro....alla faccia dello stipendio dei vari cipputi della fiat torinese....

    nuvolarossa
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

  6. #6
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    Predefinito c.v.d.

    Anche oggi sul corriere, su repubblica un pò meno, si dibatte della lite fra i ds e la cgil, come dicevamo tempo fà anche nelle battute, Cofferati trascina tutta la sinistra in un baratro senza fondo. Per lui amante della lirica la catarsi è vicina.
    Si invitano tutti i repubblicani a discutere questa caduta della leadership diessina.
    Non usare parole di sola critica, i provocatori si astengano.
    Ciao.
    P. S: la margherita penserà di rifarsi una verginità da questa crisi dei Ds, gl exi popolari una volta ex dc cominceranno a fregarsi le mani, seggi in più Castagnetti!!!!!! E senza aver mosso un dito.

  7. #7
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  8. #8
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    Predefinito tratto da REPUBBLICA 28 giugno 2002

    il commento di Ezio Mauro su Repubblica

    Un caso politico

    Nel momento più acuto dello scontro sociale, con i sindacati divisi e il governo all'attacco della Cgil, scoppia il caso delle lettere di Marco Biagi, cento giorni dopo l'assassinio del giuslavorista da parte delle Brigate Rosse.

    Si sapeva che la Procura di Bologna lavorava su un dischetto del computer dal quale il professore, collaboratore del ministro del Welfare Maroni, scriveva i suoi messaggi. Adesso, quel dischetto è arrivato ad una piccola rivista dell'area no global ("Zero in condotta"), che oggi pubblica le lettere di Biagi. "Repubblica" è in grado di anticipare il testo, dopo aver cercato riscontri con tutti i destinatari delle e-mail, e anche con la vedova di Marco Biagi. Sulla base di questo materiale, nascono alcune domande inquietanti, che attendono una risposta pubblica e urgente.

    Le cinque lettere sono state scritte dal 2 luglio 2001 al 23 settembre dello stesso anno e sono indirizzate al direttore di Confindustria Stefano Parisi, al sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, al presidente della Camera Pierferdinando Casini, al Prefetto di Bologna e al ministro Maroni. Nei testi c'è l'angoscia lucida e disperata di un uomo che si sente bersaglio del terrorismo, che riceve telefonate minatorie, che teme di fare la fine di Massimo D'Antona: e che vede revocata la sua scorta senza un motivo spiegabile, "per ragioni che ignoro", come scrive impotente a Casini.

    E' un documento terribile. Mentre si susseguono le telefonate anonime, informatissime sui suoi spostamenti e sulla sua inermità, Biagi si preoccupa per l'angoscia in cui vive la sua famiglia, e chiede a tutti di aiutarlo a portare avanti il suo lavoro, ripristinando la protezione: invano. Nella lettera a Maroni, il 23 settembre, Biagi conclude sconfortato: "Qualora dovesse malauguratamente occorrermi qualcosa, desidero si sappia che avevo informato inutilmente le autorità di queste ripetute telefonate minatorie senza che venissero presi provvedimenti conseguenti." Nessuna "autorità", dopo la tragica morte di Biagi, ha sentito il bisogno e il dovere di rispettare questo desiderio.

    MA DENTRO le lettere, oltre ad un atto d'accusa che chiama in causa il governo e lo Stato, c'è un caso politico clamoroso. Nella lettera a Casini, infatti, il professore chiama in causa Cofferati: "Sono molto preoccupato scrive perché i miei avversari (Cofferati in primo luogo) criminalizzano la mia figura". E' il 15 luglio 2001, Biagi si sente nel mirino del terrorismo, scrive di avere "avversari" che lo "criminalizzano", e fa il nome del segretario della Cgil, che verrà poi accusato nei mesi successivi con gli stessi argomenti dal presidente del Consiglio Berlusconi e ancora l'altro ieri dai ministri Scajola e Giovanardi.

    Cofferati spiega a "Repubblica" che in quel periodo non aveva avuto alcuna occasione di scontro o di polemica con Biagi: perché, si domanda, Biagi si sentiva "criminalizzato" dal segretario della Cgil tre mesi prima della polemica sul "Libro Bianco" del governo, che li oppose aspramente? Ma c'è di più. Al nostro giornale il direttore di Confindustria, Parisi, rivela che una lettera è uscita incompleta o manipolata dal dischetto: dal messaggio a lui spedito da Biagi il 2 luglio 2001, infatti, è stato espunto un passaggio che contiene un nuovo esplicito e pesante riferimento a Cofferati, e in particolare a "minacce" del segretario Cgil "riferitemi scrive il professore da persona assolutamente attendibile".

    Dunque a luglio qualcuno ha parlato a Biagi di "minacce" di Cofferati. Chi, perché, in riferimento a che cosa? Perché quel passaggio che "Repubblica" ha ricostruito, pubblicando il testo integrale della lettera è stato omesso nel dischetto o nella sua trascrizione? "Vogliono coprire chi strumentalizzava le paure di Biagi domanda Cofferati indirizzandole verso di me? Vogliono rendere note le accuse nei miei confronti, nella lettera a Casini, nascondendo il suggeritore di quelle accuse, nella lettera a Parisi"?

    Ma c'è un'ultima domanda. Se Cofferati "minacciava", perché la Procura non lo ha interrogato, pur conoscendo i testi di quel dischetto? Perché non ha cercato di ricostruire la storia di quelle minacce, il profilo di quella fonte "assolutamente attendibile" che le rivelava, la verità dei fatti esposti da Biagi? L'angoscia di un uomo che si sentiva ed era condannato a morte, merita considerazione e rispetto, e il governo e la polizia non hanno avuto n'è l'una n'è l'altro, lasciando Biagi solo. Oggi le parole del professore devono far riflettere tutti, a partire dal sindacato e dal governo, troppo spesso abituati nel loro linguaggio a scambiare gli avversari per nemici. Ma intanto, la Procura faccia chiarezza, riveli tutti i testi di Biagi, porti alla luce le sue accuse, e cerchi le responsabilità: senza riguardo per nessuno ma anche senza lasciar filtrare spezzoni di accusa, omissioni interessate, usi politici postumi di lettere private. Nella peggior tradizione italiana.

  9. #9
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    Predefinito D'Alema e l'ala liberal

    D'Alema di ritorno dall'America è stato intervistato ieri sul corriere ed ha spiegato, quello che sostenevamo il 9 giugno su questa discussione, i ds devono ancora fare un passo avanti oltre la socialdemocrazia.
    Gli scenari futuri saranno sempre più aperti, ma la crisi all'interno dei ds sarà sempre più dura.
    Ciao.

  10. #10
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    Predefinito

    Sulle lettere di Biagi, al di la' di tanti ricami giornalistici e svolazzanti giri di parole, mi sembra di cogliere due cose essenziali, che le lettere di Biagi mettono in evidenza.

    La prima e' che sia dentro la Cgil che all'interno del centro-sinistra nessuno mosse paglia per far cessare quel clima di intimidazione che si era creato nei confronti di un "riformista" come il Professor Biagi....l'altra e' che da parte del Governo non sia stato fatto alcunche' per proteggerne l'incolumita'.

    Da una parte una campagna odiosa e irresponsabile e dall'altra ignavia ed incuria.

    ------------------------------------------------------------------------------------
    http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/index-12.html
    NUVOLAROSSA website

 

 
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