Miliardi di introiti pubblicitari volatilizzati, punti percentuali (che valgono anch'essi miliardi) gettati al vento, una posizione che, da vittoriosa che era, ora annaspa per mantenere un misero pareggio. Questa è diventata, secondo l'Ulivo, la Rai in pochi mesi di governo di centrodestra. E dal disastro ha tratto vantaggio Mediaset che mai come in questo periodo ha vissuto un periodo di splendore tanto da superare più di una volta la rete pubbliche nelle sfide importanti della prima serata. Per questo motivo l'opposizione scende in piazza con un'iniziativa chiamata "Liberiamo il cavallo". Il cavallo è quello di viale Mazzini davanti alla sede della Rai. Da chi deve essere liberato, dice il centrosinistra, sono gli attuali vertici dell'azienda.
La manifestazione, è prevista per domani alle 17,30 all'Auditorium della musica accanto al Villaggio Olimpico. Vi parteciperanno i segretari dei partiti dell'Ulivo, ma anche di Rifondazione comunista e della Lista Di Pietro oltre a molti rappresentanti dello spettacolo, della cultura e del mondo imprenditoriale. L'iniziativa è organizzata dall'associazione "Articolo 21" impegnata a difendere la libertà e il pluralismo dell'informazione.
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Per Giuseppe Giulietti, dei Ds, "il fantino del cavallo Rai è maldestro sul bilancio delle libertà ed ha frequentato male i libri contabili. Non sa competere, perchè la dirigenza si sente parte della concorrenza".
Dati alla mano degli ascolti del periodo tra il 22 settembre e il 22 ottobre (il periodo in cui vengono stipulati i contratti pubblicitari), Paolo Gentiloni della Margherita sostiene che "lo scorso anno la Rai con il 47,34% era 5 punti sopra Mediaset al 42,79% nel prime-time mentre nello stesso mese del 2002 c'è un pareggio con la Rai a 44,99% e Mediaset al 44,95%".
Quindi nel prime time (cioè la prima serata, la fascia di ascolti più importante), "la Rai - continua Gentiloni - perde il 2,35% nel totale delle reti e in particolare su Raiuno (-0,30%) e su Raidue (-2,19%) mentre Raitre rimane in positivo (+ 0,15%). Mentre Mediaset guadagna complessivamente l'1,98%".
Fabrizio Morri, responsabile informazione Ds, sostiene che "c'e materia per un allarme serio e per un'iniziativa responsabile perchè nessuno ha in mente di contribuire al disastro della Rai".
Alla manifestazione, come ha spiegato Giuseppe Giulietti a nome dell'associazione "Articolo 21", hanno dato la loro adesione, tra gli altri, anche Enzo Biagi che invierà un messaggio, Michele Santoro, Carla Fracci, Sabrina Ferilli, Monica Guerritore, Paola Pitagora, Diego Cugia, Corrado Guzzanti, Gad Lerner, Andrea Purgatori, Enrico Ghezzi, Vauro, Leopoldo Elia, Lucia Annunziata, Paolo Serventi Longhi oltre a esponenti del mondo dell'imprenditoria e dell'emittenza.




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