La lettera di Salvi e Mussi ai parlamentari dell'Ulivo e ai colleghi del Prc
Cesare Salvi, vicepresidente del Senato della Repubblica
Fabio Mussi, vicepresidente della Camera dei Deputati
Care colleghe, cari colleghi, in rapporto all'assemblea di domani, mercoledì 23 ottobre, che vedrà riuniti gli eletti al Senato e alla Camera aderenti ai gruppi parlamentari della coalizione dell'Ulivo - e alle confuse discussioni di queste settimane sulle procedure - vogliamo proporre alla vostra attenzione una riflessione politica e alcune proposte operative e procedurali che pensiamo possano essere d'aiuto a trasformare quest'occasione in un momento positivo, unitario, costruttivo.
La riflessione politica riguarda la necessità - fin da domani - di rimettere al centro i contenuti. Non intendiamo contrapporli al tema, che pur esiste ed è rilevante, delle regole, e delle forme che deve assumere il centrosinistra e l'Ulivo. Fondamentale è proprio la piattaforma politico-programmatica, tanto più dopo lo sciopero generale del 18 ottobre e in relazione ai rischi di guerra in Iraq. Pensiamo infatti che, dopo la sconfitta del 13 maggio (dovuta in primo luogo alla divisione tra Ulivo, Italia dei Valori e Rifondazione comunista), si sia aperta nell'Ulivo una crisi che è di progetto e di programma. Cioè di un'idea condivisa del presente e del futuro del nostro Paese, e della situazione del mondo. Al tempo stesso di vocazione unitaria, di generosità e disinteresse dei gruppi dirigenti, di reciproco affidamento.
Dovunque si vada, la nostra gente invoca a gran voce: "unità"! Ha ragione. Non gli si può rispondere con il gioco degli assetti e dei regolamenti, ma con l'affermazione forte, e nuova, di idee, di valori, di proposte. E con un nuovo slancio verso l'apertura, l'ampliamento, il rinnovamento dell'alleanza che immaginiamo oggi per constrastare efficacemente il governo Berlusconi, per portare domani al centrodestra la sfida vincente di un governo. L'Ulivo del 2001 non basta più. Tanto più velleitaria sarebbe una sua versione, magari più disciplinata, ma più piccola e meno rappresentativa.
Da questa riflessione scaturiscono cinque proposte, ci pare realistiche, che vorremmo sottoporre alla discussione, e portare all'assemblea di domani.
1. Organizzare una "convenzione" - o in subordine un'assemblea dei parlamentari, persino solo dei direttivi dei gruppi - di tutte le opposizioni, con l'obiettivo di concordare un'agenda per la comune battaglia al governo Berlusconi, a partire dalla legge finanziaria, come già proposto la scorsa estate da Rutelli, Fassino e Bertinotti.
2. Convocare nel marzo 2003, d'intesa col coordinamento attuale dell'Ulivo, e con le rappresentanze degli amministratori e dei coordinatori di collegio, quella conferenza programmatica dell'Ulivo che venne indicata per il 2002 nel documento comune approvato nei diversi congressi dei partiti della coalizione. La conferenza potrebbe deliberare sul programma, in una discussione aperta al contributo dell'Udeur, dell'Italia dei Valori, che ha scelto di entrare nell'Ulivo, del Prc e dei Movimenti (lavoratori, girotondi, No e New global), che hanno coinvolto milioni di cittadini che si collocano nel centrosinistra.
3. Riunire da subito deputati e senatori della coalizione, sempre invitando i colleghi del Prc, per aree tematiche (questioni internazionali e globali; sviluppo e ambiente; lavoro e welfare; cultura, formazione e informazione; istituzioni e legalità; diritti civili), per avviare Forum comuni, eleggere portavoce o gruppi di coordinamento per materia, lavorare, col concorso di intellettuali ed esterni, al programma. E' evidente che ci vuole una forte propensione all'ascolto di tutti, a partire proprio dal Prc, che rappresenta l'altra principale parte dell'opposizione parlamentare, e con cui abbiamo stipulato una vasta alleanza nelle ultime positive elezioni amministrative, e col quale oggi governiamo in tante parti d'Italia.
4. Dar vita o potenziare i coordinamenti dell'Ulivo e delle opposizioni (politiche, sociali, giovanili) in ogni collegio, come luoghi aperti a iscritti e non iscritti ai partiti. Ogni coordinamento dovrà inviare una propria rappresentanza alla conferenza programmatica.
5. Preparare per il 2004 la scelta con metodo democratico del candidato premier, eleggendo fin da ora una commissione che definisce regole e procedure, esaminando anche l'ipotesi di elezioni primarie.
Quanto al tema del voto a maggioranza e del portavoce unico, è chiaro a tutti che sarebbe un errore cominciare una costruzione dal tetto. Esiste il problema di dotarsi di nuove regole che meglio coniughino pluralismo e unità della coalizione. Esse richiedono però la forza della politica e della ricerca del consenso, più che la manifestazione, di colpo in colpo, di maggioranze che finirebbero col dividere la coalizione.
Per definire tali regole, contestuali allo sviluppo del lavoro politico-programmatico, proponiamo di costituire una commissione ristretta e plurale di deputati e senatori eletti dall'assemblea.
Liberazione 23 ottobre 2002
http://www.liberazione.it


Rispondi Citando
