Pronto il ddl sulla prostituzione. Calderoli: passo in avanti, ma paghino le tasse

che “ripulisce” le strade»
ROMA - Prostituzione vietata nelle strade, ammessa al chiuso. Inoltre multe ai clienti, ma ancora no agli eros center. Ecco, in sintesi, i punti principali di una proposta di legge per regolamentare la prostituzione, messa a punto dai ministri delle Riforme istituzionali, Umberto Bossi, e delle Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, e che sarà esaminata oggi dal Consiglio dei ministri. «Credo che domani (oggi, ndr) approveremo la legge», ha annunciato ieri il leader della Lega Nord, spiegando che esiste già un accordo tra i ministri interessati.
La proposta sancisce il divieto di esercitare la prostituzione in luoghi pubblici o comunque all’aperto. In tal caso per le donnine si prevede una multa da 200 a 3000 euro per la prima volta; dopodichè dovrebbero scattare le manette, con reclusione da un minimo di 20 giorni a un massimo di 3 mesi, e una ulteriore multa da 200 a 1000 euro. Punizioni anche per i frequentatori sorpresi con le passeggiatrici in un luogo aperto: anche in questo caso multe da 200 a 1000 euro per la prima volta; in caso di recidiva la multa andrà da 500 a 2000 euro, con il sequestro dell’auto per 40 giorni. La proposta prevede inoltre la possibilità di prostituirsi in casa, le donne potranno “lavorare” insieme e chi le assiste (ma solo se lo fa senza scopo di lucro) non commetterà reato. Saranno invece ancora vietati gli eros center o il ripristino dei vecchi bordelli. Le prostitute dovranno poi sottoporsi a controlli sanitari periodici, e sarà considerato reato la trasmissione di una malattia attraverso il contatto sessuale. L’ipotesi di riforma della legge Merlin prevede anche un inasprimento delle pene per chi gestisce il mercato del sesso e di quello minorile in particolare: sino a due terzi in più di quanto già previsto per l’associazione a delinquere. «Ben venga il primo passo da parte del governo sulla necessità di togliere dalle strade le prostitute, eliminando il turpe mercimonio a cielo aperto»: Roberto Calderoli ha espresso la propria soddisfazione per la definizione del disegno di legge che ripulirà le strade dallo squallido spettacolo della prostituzione. «Resto dell’idea - ha aggiunto il vicepresidente del Senato - che le prostitute devono pagare le tasse, in quanto è inconcepibile che debbano pagarle i minatori e gli operai d’altoforno e non quelle “professioniste”. Inoltre - ha sottolineato Calderoli - credo che le prostitute dovranno essere sottoposte a controlli sanitari preventivi per obblighi di legge. Mi sembra infine logico che lo svolgimento di quella professione venga effettuato in edifici che possano essere adibiti a quelle specifiche finalità».
Contro il disegno di legge del governo è invece insorto il composito schieramento di quanti preferiscono il pubblico spettacolo del “mercato delle vacche”. Ex democristiani dell’Udc (il ministro Giovanardi del Ccd ha invece detto che si tratta di «un buon punto di partenza») e omosessuali dell’Arci gay sono andati a braccetto nel denunciare la «grave violazione della dignità umana» che, a loro avviso, si esplica meglio battendo i marciapiedi.