Le persecuzioni contro gli omosessuali durante il nazismo
Un triangolo rosa per memoria
Paola Bonatelli
Il velo di silenzio è stato squarciato e la memoria si riprende il tempo perduto: è alla seconda edizione e vola verso le duemila copie vendute il libro sulla persecuzione degli omosessuali durante il periodo nazifascista "Le ragioni di un silenzio" (edizioni Ombre Corte).
Il volume, uscito in libreria nel luglio di quest'anno a cura del Circolo Pink di Verona, viene presentato oggi alle 17.30 presso lo storico Circolo gay e lesbico bolognese "Il Cassero", presenti il curatore Giulio Russo, uno degli autori, Gianfranco Goretti, e il presidente del Circolo Pink Gianni Zardini.
Un successo inaspettato, a detta dei curatori del volume, e dello stesso editore, il veronese Gianfranco Morosato, a dimostrazione che in effetti c'era un vuoto da colmare.
Un vuoto di memoria, ma anche di ricerca, un'esclusione dalle molte facce. Infatti se è vero, come ricorda Rüdiger Lautmann in uno dei saggi dell'opera, che gli internati omosessuali nei campi di concentramento nazisti furono almeno 10.000 (ma è un conteggio per difetto), gli uomini col triangolo rosa e le donne col triangolo nero degli asociali, è altrettanto vero che i sopravvissuti non hanno mai avuto voce. Nessun risarcimento chiesto per loro, nemmeno per quelli che subirono mutilazioni gravissime (il libro riporta le testimonianze di castrazioni e torture), un destino che da "collettivo", come fu ed è per i sopravvissuti ai campi nazisti, divenne individuale per chi fu costretto a nascondere la sua "diversità" anche dopo la fine del nazismo e del fascismo.
Fino a pochissimi anni fa non vi era traccia di presenza di associazioni o persone omosessuali nelle cerimonie commemorative della Liberazione in nessuna parte d'Europa, pochissimi gli studi dedicati a questo olocausto dimenticato. Un silenzio che la dice lunga sul clima di pregiudizio che circonda a tutt'oggi le persone omosessuali, cui è stato negato anche il diritto alla memoria.
In Italia si deve proprio al Circolo Pink il merito di aver colmato questo vuoto: dal 1997 infatti il Circolo chiede al Comune di Verona di poter partecipare alle manifestazioni ufficiali del 25 aprile. Solo nel 2000 i "triangoli rosa e neri", sostenuti da gruppi, collettivi e da Rifondazione comunista, riescono ad entrare in piazza a fianco delle associazioni degli ex-deportati e dei partigiani.
Il libro quindi esce a coronamento non solo di una seria ricerca storica con produzione di dati e testimonianze, ma anche di una lotta attualissima per uscire dall'invisibilità prescritta per cinquant'anni dalle istituzioni antifasciste.
Oltre alla presentazione odierna al Cassero, il volume è stato presentato in molte librerie, circoli e associazioni in giro per la penisola, attirando l'attenzione anche di qualche docente (l'opera è dotata di tutta la bibliografia sull'argomento, inclusi articoli, film e siti Internet).
Il corso di Storia contemporanea della facoltà di Scienze della comunicazione di Savona l'ha adottato come libro di testo e il prossimo 25 novembre sarà oggetto di una lezione agli studenti della stessa università, mentre per la Giornata della Memoria 2003 il volume sarà presentato agli studenti del liceo classico Beccarìa di Milano e di altri istituti a Torino e a Trieste.




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) e ti farei tanto parlare con lui cosi avresti una testimonianza diretta!
