da www.lastampa.it
" QUATTRO SCENARI POSSIBILI PER IL NUOVO GOVERNO DOPO LO STOTICO SORPASSO DELLA DC, A VIENNA SI APRE UNA LUNGA FASE DI TRATTATIVE
In Austria vittoria senza precedenti dei popolari
Trionfo del Cancelliere Schuessel (42,27%) affonda il partito di Haider
25 novembre 2002
di Francesca Sforza
inviata a VIENNA
Un successo così, i popolari austriaci non lo avevano mai avuto. Con il 42,27 per cento delle preferenze diventano il primo partito e sottraggono ai socialdemocratici un primato detenuto per 36 anni. Wolfgang Schüssel ha vinto la sua battaglia politica personale e sarà riconfermato cancelliere, Alfred Gusenbauer, lo sfidante socialdemocratico, sarà ricordato come l’uomo della sconfitta e il verde Alexander Van der Bellen, che non è riuscito a far superare alla propria formazione il tetto dell’8,96 per cento come il mancato Joschka Fischer della repubblica austriaca.
Sullo sfondo, i tanti voti dispersi dell’Fpoe di Joerg Haider, che perde il confronto elettorale – scendendo dal 27 per cento del 1999 al 10,16 per cento – ma non tutte le speranze di entrare in una coalizione di governo. Come sarà composta la prossima maggioranza? «E’ stata una campagna elettorale lunga e faticosa – ha risposto ieri a caldo il leader dell’Oevp Wolfgang Schüssel – Per noi il risultato è stato straordinario, ma lasciatemi almeno una notte per festeggiare.
Da domani (oggi, ndr) cominceremo i colloqui con gli altri rappresentanti di partito e daremo vita al nuovo governo». A chi gli chiedeva se preferiva una coalizione con i verdi o con l’Fpoe di Haider, Schüssel si è limitato a rispondere che «una simile domanda esclude la partecipazione dell’Spoe, mentre noi, al momento, siamo aperti a tutte le possibilità».
Sono ben quattro gli scenari possibili: improbabile, ma per ammissione dello stesso Schüssel in un’intervista pochi giorni prima del voto, «non impossibile», un governo monocolore di minoranza. Agli austriaci non piacerebbe, e forse Schüssel, per questo motivo, deciderà di rinunciarvi. Più ragionevole, e in linea con la tradizione austriaca, sarebbe una grande coalizione con i socialdemocratici. Se i toni della campagna elettorale non fossero stati così accesi, questa sarebbe stata senz’altro la via più praticabile, ma lo scontro frontale che ha segnato i duelli televisivi tra Gusenbauer e Schüssel lascia qualche perplessità.
A favore di questa opzione sta lavorando, però, il sindaco viennese Spoe Wolfgang Häupl, considerato il presidente-ombra del partito e con più di una chance di convincere i popolari a cominciare una più stretta collaborazione. Eccentrica, ma guardata dagli analisti con grande interesse, è invece la possibilità di un governo popolari-verdi. Alexander Van der Bellen l’aveva esclusa a priori, sostenendo che pensava di non essere neanche invitato a colloquio da Schüssel. Quest’ultimo, però, a conoscenza del fatto che molti, tra i popolari, hanno stretti contatti personali con rappresentanti dei verdi, ha esteso l’invito anche a loro e ha ripetuto, fino a ieri sera, che «niente, davvero niente, è ancora deciso».
Controversa appare invece una coalizione con l’Fpoe di Haider, che sarà in ogni caso tra i primi a essere ascoltati dal nuovo cancelliere. A favore di questo scenario parlano i numeri, che permetterebbero a Schüssel, con poco sforzo, di fare la parte del leone nel futuro governo. Ma ci sono diverse controindicazioni: in primo luogo il fatto che la linea haideriana, in seguito alla crisi del precedente governo, si è rafforzata all’interno dell’Fpoe, spingendo il partito verso una deriva decisamente radicale – e dunque antieuropea e contraria all’allargamento – Ciò significherebbe per Schüssel un governo forte nei numeri ma difficile da gestire.
Senza contare che gli stessi uomini dell’Fpoe avevano detto che non sarebbero entrati in un governo dove veniva mantenuto Grasser come ministro delle Finanze (e Grasser invece ci sarà) e dove avessero avuto una percentuale inferiore al 15%. Quanto Haider sia disposto a cedere pur di avere un posto dal governo, si vedrà solo nei prossimi giorni. «E’stata una campagna elettorale appassionante – faceva notare ieri un commentatore politico – ma le trattative che seguiranno saranno ancora più appassionanti».
A rigore, se ognuno decidesse di non cedere su quanto detto in campagna elettorale, ci si troverebbe in uno stallo che potrebbe addirittura portare Schüssel a indire nuove elezioni per cercare di ottenere la maggioranza assoluta. Ma chi lo conosce bene lo esclude: «Schussel è un uomo del compromesso, e anche se non ha ancora un’idea precisa di con chi vorrà governare, difficilmente uscirà dai colloqui dei prossimi giorni senza una soluzione in mano». "
Saluti liberali




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