La sera, sfogliando la televisione col telecomando mi accorgo che nell'opinione pubblica la confusione nel campo dei tappeti orientali è più vasta e sempre più indotta.
Se da una parte infatti si propongono nelle "televendite" e nelle pubblicità informative pezzi introvabili a prezzi notevoli ecco che dall'altra si propongono tappeti a prezzi stracciati dalle origini sordide. Sordide perchè non tutti sanno che molti manufatti indiani e pakistani non sono culturalmente il prodotto di una tradizione raffinata e secolare come può essere quella della tessitura dei manufatti armeni, caucasici, persiani o turchi, ma il sottoprodotto invece di una realtà artigianale e commerciale ai limiti dello schiavismo. Sono spesso i bambini ridotti quasi in schiavitù a confezionare la larga maggioranza di certe produzioni indopakistane che quì in Italia spacciano come collezioni interessanti o pezzi svenduti in via del tutto eccezionale.
Non è così, si tratta di roba scadente, del tutto aliena alle grandi tradizioni tessili del medioriente e confezionata sul sudore dei bambini sottopagati. Credo sia un dovere delle istituzioni bandire all'interno del mercato italiano taluni prodotti non certamente conformi alle ns normative e alle ns politiche sociali, credo sia un dovere fornire corretta informazione prima di tutto agli acquirenti che inconsapevolmente rischiano di incrementare i loschi traffici dello sfruttamento minnorile mediorientale!


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