Il titolo del thread é volutamente provocatorio.
Ma proviamo a ragionarci un po': siamo nati libertari. Abbiamo costruito e cavalcato battaglie libertarie, così libertarie che l' Europa in quegli anni manco le pensava. Eravamo "nuovi" perché eravamo quel tipo di libertà che per la prima volta, forse i primi del Continente, usciva, voleva uscire, da ogni schema ideologico. Trasversali ai disillusisi, trasversali alla chincaglieria marxista e destrorsa, trasversali alla libertà stessa. Eravamo un sussulto, un botto al cuore. Ci eravamo rinventati liberi, anche se liberi non eravamo, ma avevamo deciso che la libertà sarebbe diventata un orrizzonte. Da costruire. E poi abbiamo corso, corso, corso, bruciato mille tappe. La nostra storia. Bella e irripetibile. Oggi. Siamo un coacevo di vetrofascisti, di cattolici nostalgici, di diligenza ebete(vedere i comunicati di Calderoli) e di confusione apocalittica( sentire i comizi o le dichiarazioni del prode Umberto). Oggi siamo il coacervo di tutto quello che, forse, non volevamo essere. Italiani, e scriviamolo bene, italiani. Gli insulti o il disprezzo verso il tricolore non ha più senso. Abbiamo perso quella fantomatica battaglia che volevamo combattere.O ci hanno comprati o ci siamo venduti. Solo il disprezzo ci divide. E il disprezzo ci unisce.
Ragazzi, siamo fottutamente italiani.
La rivoluzione é morta, per chi ci ha creduto, per chi l' ha sognata. Per chi in parte l' ha costruita.
Avete mai letto la list del mgp? Beh, chi non l' fatto veda...quella lì é Padania.
Saluto al Duce!
Paolo