Oltre mille persone in corteo per le strade di Ostia contro la violenza e per la pace. Ha coinvolto giovani studenti, genitori e anziani la fiaccolata organizzata ieri sera dalle associazioni di volontariato e dai partiti della sinistra per chiamare la città a dare una testimonianza di ribellione per la giustizia, il dialogo e la sicurezza.
Preceduti e seguiti da un ingente spiegamento di poliziotti e carabinieri, i manifestanti sono partiti da viale delle Repubbliche Marinare per raggiungere il parco 25 Novembre in via Pietro Rosa passando per via delle Baleniere, corso Duca di Genova, piazzale della Stazione del Lido e via Paolo Orlando. In testa al corteo gli studenti delle scuole elementari “Quinqueremi" di Ostia e “Piero della Francesca" di Acilia. Dietro di loro i simpatizzanti di alcune associazioni come l’Agesci, la Caritas e la Comunità di Sant’Egidio. Tra i partecipanti anche il capogruppo regionale dei Verdi Angelo Bonelli e il delegato del sindaco per il Litorale Polo Orneli.
Due gli slogan rappresentati negli striscioni d’apertura: «Per un mondo migliore pace, giustizia, dialogo contro ogni muro di violenza» e «Non è attraverso l’odio che l’odio viene sconfitto: l’ira viene vinta dall’amore. Questa è la legge eterna». Il clima di violenza sfociata nel barbaro omicidio dei giorni scorsi ha fatto crescere nei residenti di Ostia la voglia di serenità, di non violenza, di sicurezza. «C’è un diffuso desiderio di convivenza pacifica — segnala Mira Gianturco, della Comunità di Sant’Egidio — e la risposta più giusta è quella di coinvolgere i giovani, di educarli a questo processo di vicinanza e solidarietà. I segnali preoccupanti, intesi come violenza e mancanza di dialogo, sono tanti e spingono anche a guardare oltre i confini della città e dell’Italia».
Nel pomeriggio, intanto, mezzo migliaio di persone aveva reso omaggio alle spoglie di Paolo Frau, il pregiudicato assassinato la settimana scorsa. La cerimonia funebre, officiata dal parroco di Regina Pacis Antonio Lotti, si è aperta tra le note di "Show must go on" dei Queen e chiusa con una lettera di saluto dei figli dell’uomo.