«A esprimere le proprie idee si rischia la denuncia»
STRASBURGO - È razzismo esporre le pubblicamente le proprie critiche contro manifestazioni e comportamenti che cozzano violentemente contro le basi etiche, morali e legislative del Paese e della comunità in cui si vive? Per i giudici francesi non lo è, ma secondo l’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio in Italia, a causa della legge Mancino sul razzismo, ci sarebbe il rischio concreto che chiunque critichi apertamente gli usi e le abitudini dei musulmani possa incorrere in denunce e condanne. Per questo il rappresentante leghista chiede al governo di correre ai ripari. «La nuova assoluzione - afferma Mario Borghezio in un comunicato rivolto all’esecutivo italiano - dopo quella della Fallaci, pronunciata dal Tribunale di Parigi in favore dello scrittore Houellebecq accusato di razzismo dalle comunità islamiche per i suoi scritti sull’Islam segna un punto decisivo a favore della libertà di pensiero e di espressione». «In Italia, invece - prosegue l’eurodeputato - ogni critica verso l’Islam rischia i rigori dell’applicazione estensiva della “legge Mancino”, palesemente incostituzionale, con cui mondialismo, sinistra radical-chic e cattocomunismo vorrebbero fermare la lotta di popolo contro l’invasione islamica e l’immigrazione selvaggia». «Per questo motivo - conclude Borghezio - un governo espressione della libertà ha il dovere di assumere urgentemente l’iniziativa dell’abrogazione o di una profonda revisione di una legge liberticida come la legge Mancino».




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