Un piede fuori dall'uscio e già senti che a Cortina è arrivato definitivamente l'autunno. Anzi, l'Autunno colla maiuscola, perchè qui è un signor Autunno, mica quegli autunni tiepidini e timorosi di città, mica un autunnetto da venti gradi e golfino leggero. No, no: un Signor Autunno di quelli ventosi e pungenti, di quelli che ti si infilano perfidi sotto il cappotto per farti provare l'ebbrezza dell’autentico brividone. Sono le sette e quarantacinque di una gelida mattinata ottobrina. Gelida anche se verso le dieci arriverà un bel sole dorato a scaldarti le ossa: gelida perchè sui vetri delle macchine nel piazzale brillano i mille cristalli di brina, gelida perchè i bimbi dei vicini che aspettano l'autobus alla fermata sono tutti infagottati con sciarpa e berretto e battono i denti guardando divertiti le nuvolette che si sprigionano ogni volta che aprono bocca. Le loro mamme hanno tirato fuori le vestimenta invernali dagli armadi e li hanno congedati cinque minuti prima un po' preoccupate, perchè il termometro sulla finestra della cucina segna un brutto meno due.
Franci esce trafelato proprio mentre il pullman arancione sta caricando la piccola folla, tutta under 12 s'intende. E di nuovo quel pizzicore alle gote, quel brivido lungo giù per la schiena. Non c'è dubbio, ci siamo. Autunno è piombato sulla valle, e con la stessa velocità e la stessa beffarda improvvisazione ben presto leverà le tende per fare posto a Inverno, alla neve e agli alberi illuminati sulla piazza davanti alla chiesa. Ma già che c'è, si fa sentire. Come dargli torto? Non vuole perdersi un solo minuto.
Un paio d'ore di lezione, poi l'intervallo sul balcone del Liceo. "Here comes the sun", canta George Harrison. Eh già, proprio così, cari Beatles: ecco, arriva il sole. Un bel sole, forse un po' palliduccio (non quello sguaiato e invadente di agosto), ma bastante a regalare un sorriso di soddisfazione a chi si appoggia tranquillo al muro imbiancato della scuola. Eccola, la vera faccia di Autunno: qui da noi, è uno spirito libero e un po’ pazzo, un ragazzino che si diverte a fare borbottare le vecchiette e gocciolare i nasi, ma in fondo buono più di tutte e tre le altre stagioni. Ti regala un sole come raramente puoi trovarlo, giornate che sembrano quadri di Monet, momenti come raramente puoi viverne.
E allora lasciamo Franci appoggiato al muretto bianco a godere insieme agli altri protagonisti del dipinto multicolore. Il Signor Autunno regna da oggi per qualche settimana, è ora di accoglierlo come si conviene a un monarca che si rispetti. Con tutti gli onori. Con una certa deferenza, alzando i baveri delle giacche a vento e facendo lavorare i caminetti a pieno regime. Diamogli un po’ di soddisfazione, e che cavolo. Ma senza scordare che il Signor Autunno rimane un giovinastro scapestrato: e che sotto il regale mantello intessuto di foglie rosse e arancio nasconde nient'altro… che un paio di scarpe da ginnastica.




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