Passa il documento dell’Ulivo. Ricci: verifica di maggioranza
Polo diviso sul crocefisso Lite anche per il tricolore
Sulla bandiera ai neonati Forza Italia vota contro An
Dopo il crocefisso, anche il Tricolore divide la maggioranza di Palazzo Marino. Grazie ai voti di Forza Italia, infatti, ieri sera è stata rinviata la mozione proposta dal capogruppo di An, Marco Ricci, per regalare a ogni neonato milanese un tricolore. L’opposizione ha chiesto di discutere questa proposta assieme alla mozione di censura contro l’onorevole Umberto Bossi, che aveva dichiarato: «Con il Tricolore, mi ci pulisco il c...». Contro la richiesta di sospensiva del centrosinistra, si sono schierati An, la Lega, il Ccd e il sindaco Gabriele Albertini. Ma Forza Italia ha fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’opposizione. Il capogruppo di An, Ricci, chiede una verifica di maggioranza: «Sarebbe meglio che Forza Italia cominciasse a fare politica invece di occuparsi solo di quattro pagnottelle. Forza Italia con questa decisione si è schierata contro il tricolore, contro l’orgoglio nazionale, e contro il parere del sindaco».
E oggi sarà anche la giornata decisiva per la questione del crocifisso, che la Lega vuole appeso in aula consiliare. Una parola decisiva potrebbe giungere oggi dalla riunione dell’ufficio di presidenza, dove il presidente Giovanni Marra rilancerà l’ipotesi di trovare un accordo evitando di portare la questione in aula, sondando informalmente gli umori dei consiglieri. Sulla vicenda interviene intanto padre Bartolomeo Sorge, chiamato in causa dal sindaco Albertini che aveva evitato di dire la sua opinione: «Devo prima chiedere consiglio a padre Sorge». L’interessato, a dire il vero, non è ancora stato consultato. Ma mette in guardia i partiti: «Sarebbe sbagliatissimo porre la questione in termini religiosi. Piuttosto - è la proposta di padre Sorge - se proprio dovesse diventare inevitabile l’esame dell’aula, sarebbe bene che qualcuno, il sindaco o il presidente del consiglio, facesse una proclamazione chiara sul fatto che non ci si esprime pro o contro la religione, pro o contro il simbolo, ma che si sta esclusivamente sondando la sensibilità prevalente su questo tema». Padre Sorge azzarda: «In effetti, il fatto che la proposta arrivi dalla Lega può far pensare che si intenda strumentalizzare l’intera vicenda. E proprio per questo è bene ricordare che così facendo si va contro il significato autentico del crocifisso, contro il senso universale di quelle braccia allargate, aperte a tutti». Insomma: nessuna imposizione. «Il consiglio comunale - chiude il padre gesuita - potrebbe al limite verificare una sensibilità culturale sull’utilizzo di questo simbolo anche civile, visto che rappresenta duemila anni di storia dell’umanità».
Ma lo scontro sembra andare esattamente nella direzione opposta. Ad esempio, il capogruppo di An, Marco Ricci («Personalmente ero convinto che il crocifisso in aula ci fosse già, mi pare giusto metterlo e alla riunione in cui Salvini ha lanciato l’idea ho proposto di metterlo anche in sala commissioni»), se la prende con l’opposizione: «Io voglio credere alla buona fede e alle motivazioni della Lega e spero che non intendano sfruttare politicamente un argomento così delicato. Ma non vorrei che la strumentalizzazione arrivasse dalla sinistra: perché si sono così irrigiditi su questa vicenda?». Il «profilo politico» - lo spiega lui stesso - interessa anche a Vincenzo Giudice, capogruppo di Forza Italia: «Io sono laico e il problema religioso crocifisso sì o no mi lascia piuttosto indifferente. Fossi stato il presidente, l’avrei messo e basta e poi stavo a vedere se qualcuno aveva qualcosa da ridire: a quel punto sì che la questione sarebbe diventata politica. Quando io vado all’estero, mi adatto alle culture di quei Paesi. Non vedo perché altri debbano venire qui e mettere in discussione la nostra, di cultura».
Non la vede proprio così il vicecapogruppo azzurro, Alberto Garocchio, di area ciellina: «Gesù Cristo non è un adempimento amministrativo. La posizione della Lega è molto, troppo ideologica e il rischio di strumentalizzazione è forte. La Chiesa non ha bisogno di queste divisioni e di certo un credente e cattolico autentico non avrebbe mai lanciato una crociata su questo tema».
Elisabetta Soglio
Bella roba: tu mi dai il crocifisso e io ti concedo il tricolore.
Gioite,e' la nuova Lega.




Rispondi Citando
, ma sbaglio o avanzo una cartolina?
