IL SEGRETARIO A RADIO PADANIA

«Il blitz al teatro Dubrovka di Mosca, con l’enfasi da parte del commando ceceno sulle parole d’ordine del radicalismo islamico e con la diffusione mediatica di immagini improntate alla metodologia terroristica dei kamikaze, può essere letto anche come un messaggio da parte dell’islamismo politico all’Occidente e all’Europa». Queste le parole di Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda e Presidente della Commissione Bilancio della Camera in una intervista a Radio Padania Libera. «Sono convinto che questo è uno scontro tra civiltà - ha aggiunto l’esponente leghista - una guerra che ci tocca da vicino. Ciò che è capitato a New York e a Mosca può capitare a Roma, a Milano o a Torino. Penso che la classe politica e i cittadini debbano essere consapevoli che siamo in guerra; se non si crea questa consapevolezza, non sarà possibile rispondere adeguatamente alle minacce del terrorismo islamico». «Occorre anche tenere presente - ha concluso Giorgetti - che la scena internazionale è al momento dominata dalla possibilità della guerra all’Iraq, sulle cui modalità, così come concepite dagli USA, Mosca ha espresso perplessità. L'attacco del commando ceceno, specie se si dimostrasse che dietro all’operazione terrorista ci sono le grandi reti del terrore islamico, potrebbe essere utilizzato anche per superare l'impasse in sede ONU e dare via libera all’intervento statunitense contro Saddam».