Critica del comunismo in un convegno della Lega di Alfonsine (Ra).
Interviene Dragos Kalajic

La "Lega Nord per l’indipendenza della Padania", sezione di Alfonsine (Ra), ha organizzato per venerdì 14 gennaio 2000, presso la sala auditorium del Museo del Senio (piazza della Resistenza, 2), alle ore 20.30, un incontro pubblico sul tema: "Il comunismo Russo". Coglieremo, infatti, l’occasione della presentazione del libro "Stato e Potenza" (Edizione all’insegna del Veltro) di Gennadij Zjuganov, segretario politico del Partito Comunista Russo, per discutere della situazione politica ed economica dell’ex Unione Sovietica e per approfondire la fase di transizione che il comunismo russo ha vissuto da movimento ideologico di governo (fino al 1991) a "dottrina" di opposizione inserita in un particolare sistema capitalistico. Interverranno il prof. Dragos Kalajic, direttore dell’istituto di Geopolitica di Belgrado e profondo conoscitore degli stretti rapporti che legano il mondo slavo, il dott. Marco Montanari, ricercatore presso il Centro per l’Europa centro-orientale e balcanica dell’Università di Bologna, Massimiliano Ferrari, giornalista del quotidiano "la Padania" che ha avuto modo di studiare a fondo la realtà bielorussia ed, infine, il dott. Carlo Terracciano, redattore della rivista "Rosso è nero" ed uno dei massimi esponenti del panorama "nazional-comunista" italiano che, sin dal 1993, ricevette personalmente il sostegno politico e culturale di Zjuganov.
Una serata, quindi, che si preannuncia estremamente interessante anche per l’estrema attualità degli argomenti trattati, visto lo scontro militare che in queste settimane vede opporsi russi e terroristi ceceni e l’incalzante avvicinasi delle elezioni presidenziali fissate per il prossimo 26 marzo, tappa che condizionerà anche le politiche europee. Il comunismo russo dalla disgregazione dell’ex Unione Sovietica ha rivisto profondamente alcuni punti di riferimento ideali ed il suo leader, Gennaji Zjuganov, ha sapientemente sintetizzato le nuove basi ideologiche nel motto "Aristocrazia, Ortodossa e Principio Nazionale" (riprendendo la celebre trojka di Uvarov (1786-1855), ministro dell’istruzione dello zar Nicola 1); infatti, i principi di "uguaglianza" e "giustizia sociale", tipici della dottrina comunista, non sono più visti come valori universali ma sono intesi come patrimonio fondamentale di una comunità omogenea dal punto di vista etno-culturale e accompagnati da un forte sentimento nazionale. Proprio in questo contesto si legge il rifiuto del materialismo dialettico di matrice marxista e la contemporanea rivalutazione del cristianesimo ortodosso quale custode e difensore della spiritualità del Popolo Russo.
Immediata conseguenza di un pensiero politico che fa proprie queste basi è la netta opposizione verso quelle potenze occidentali e quegli strati sociali che cercano in tutti i modi di abbattere ogni frontiera nazionale e di omologare tutti i popoli al Pensiero Unico del Dio Denaro e del primato dell’economia. Da qui le accuse verso gli Stati Uniti d’America visti come diretti responsabili della dissoluzione dell’Urss avendo sostenuto il ribellismo indipendentista delle neo-repubbliche caucasiche e finanziato appositamente i guerriglieri islamici (vedi attuale conflitto in Cecenia). Da qui, inoltre, il durissimo attacco all’Alta Finanza mondialista e all’oligarchia bancaria "onnipotente e cosmopolita" responsabili del dissesto economico e sociale della nazione, situazione che il recente scandalo sui finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale ha svelato in tutta la sua drammaticità. Insomma un importante appuntamento per dibattere problematiche decisive per le sorti non solo della Russia ma anche della futura Europa. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare!