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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito SociaForum da guerra a Firenze

    da
    Indymedia Italia

    saluti
    Giorgio
    --------------
    ZEFFIRELLI SUL SOCIAL FORUM...
    by guillotin Monday October 21, 2002 at 047 PM

    SI COMMENTA DA SOLO

    il numero in edicola
    INTERNI
    L’APPELLO

    «Salvate Firenze dai no global Mandateli tutti a Viareggio»

    di FRANCO ZEFFIRELLI

    Caro direttore, (...)
    // l'articolo di Franco Zeffirelli //

    ...
    by rin hello Monday October 21, 2002 at 05:12 PM

    // seguono gli entusiasti commenti del No-Global //


    al "carnevale" potrebbe andarci il caro zeffirelli,che con la sua bella tintura bionda fa sempre un bell'effetto fosforescente...allora non era solo una mia impressione che il franchino qui fosse un pò pirla

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    un solo commento
    by schiacciata Monday October 21, 2002 at 05:21 PM

    Zeffirelli è un trombato di Forza Italia........PRRRRROOOOOOOTTTTTTT !!!!

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    franco
    by elena Monday October 21, 2002 at 05:21 PM

    è sempre stato dichiaratamente di destra

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    Fiorentina
    by Magico Alverman Monday October 21, 2002 at 06:10 PM

    L'unica cosa buona di Zeffirelli è che fa il tifo per la Viola.

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    franco
    by moggio Monday October 21, 2002 at 068 PM

    e' sempre stato dichiaratamente STRONZO

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    franco zeffirelli...
    by moggio Monday October 21, 2002 at 069 PM

    ...SUKACELO

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    zeffirelli repubblichino
    by °° Monday October 21, 2002 at 07:02 PM

    Franco Zeffirelli.
    Nei suoi anni giovanili è stato fascista e repubblichino.
    Dopo l'introduzione fisica dell'euro, ha scritto una lettera al Corriere della Sera rammaricandosi della scomparsa della "gloriosa lira".
    quindi il porco da giovane appoggiava la Germania di Hitler. e l'Italia fascista.

    non dimentichiamo.

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    Zeff
    by Pi Monday October 21, 2002 at 07:27 PM

    Io a Firenze ci vado.
    E vi dirò di più, con tutto l'amore che ho per l'arte, penso che piscerò su ogni statua. Anzi, quasi quasi vado a casa di Zeff, il giustiziere della hulla del rinascimEnto, e gli piscio su suò begli oggettini d'arte, quadri arazzi e quant' altro!!! Lo stronzo!!!

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    Che...
    by Emiliano Monday October 21, 2002 at 08:14 PM

    ...grande intellettuale... e chi è che nega l'esistenza di una cultura di destra?

    Emiliano

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    cultura di destra???
    by Tito Monday October 21, 2002 at 08:43 PM

    Fascista si ma soprattutto rimbambito... che pena Zef!!

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    I was joking
    by E. Monday October 21, 2002 at 099 PM

    ovviamente

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    x Pi
    by Magico Alverman Monday October 21, 2002 at 10:06 PM

    Caro Pi vieni pure a Firenze, ci sarò anch'io come molti altri fiorentini, comunque piscia da qualche altra parte, perchè se ti becco che pisci in giro per la mia città te la faccio bere! Un po' di rispetto per la mia grande vecchia (Firenze)!

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    magico
    by zoe Tuesday October 22, 2002 at 10:04 AM

    alverman il piscio è biodegradabile zeffirelli no.

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    Disinformazione Totale
    by Sioux Wednesday October 23, 2002 at 11:14 AM

    Il titolo e' giustissimo: SI COMMENTA DA SOLO.

    Ma, a parte l' esemplare dimostrazione di schiavismo da parte del nostro eroe Zeffirelli, coglierei con gusto l' occasione per definire la missiva una "cosciente ed abile opera di disinformazione":

    Fatto #1 : Le cellule violente del movimento non ci sono mai state perche' chi usa la violenza e' implicitamente non aderente all' idea generale del movimento; se Zeffirelli intendeva i black-block, ricordo che quel tipo di violenza e' riconducibile anche ai tifosi da stadio: se volete chiudere gli stadi per me non c`e' problema.

    Fatto #2 : Le cellule violente sono nelle forze dell' ordine e se volete delle prove, beh, chi piu' ne ha piu' ne metta... Senza considerare poi che i no-global non hanno mai finora ucciso nessuno nel pianeta, al contrario delle forze dell` ordine che dovrebbero salvaguardare la vita di ogni cittadino, e che hanno invece ucciso e malmenato una quantita' innumerevole di persone in ogni protesta organizzata finora dovunque nel globo.

    Fatto # 3 : Io VIVO a New York: il populismo dimostrato dal nostro eroe raggiunge livelli di guardia. La critica e la protesta contro le forze dell' ordine e' altissimo nella popolazione locale, in gran parte non statunitense, di questa citta'; e' ovvio che per le molteplici peculiarita' del posto la polizia sia piu' severa che in una citta' con un decimo degli abitanti. Ma parliamo anche di una citta' degli Stati Uniti, dove lo Stato uccide (in alcuni stati ) per diritto di legge con la pena di morte. In Italia abbiamo una democrazia avanzata da questo punto di vista e non vogliamo tornare al medioevo, grazie!

    Fatto # 4 : Al carnevale di Viareggio vedrei molto di piu' Zeffirelli, che scimmiotta in maniera ridicola un conservatore intelligente.

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    a proposito della querela
    by x Wednesday October 23, 2002 at 04:26 PM

    personalmente sono contrario all'utilizzo degli avvocati, ma per il social forum è anche un modo per raccattare un po' di quattrini...

    italy.indymedia.org/news/2002/10/97399.php

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    democrazia?
    by clement Thursday October 24, 2002 at 10:27 AM
    [email protected]

    Caro Zeffirelli,
    vorrei rammentarla che un forum come quello che si svolgerá a Firenze é una delle ultime espressioni di democrazia rimaste, dato che nella politica nazionale (vedi il re dei media Berlusca) e internazionale (il nostro caro Bush, che possiede piú petrolio che elettori) oggi é difficile riconoscere comportamenti aderenti a principi democratici. Per questo, il forum é necessario per salvare e sviluppare quella che noi oggi chiamiamo democrazia.

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    Zef rinc
    by mirko Thursday October 24, 2002 at 12:20 PM

    Sono un ragazzo di Palermo, sono stato a Genova lo scorso anno, e ho visto quelle merde di sbirri cosa hanno fatto alla gente tranquilla come ero io. Ho imparato cosi che a essere tranquilli non ci guadagno niente, neanche l'integrità fisica. Ho ancora tanta rabbia per l'anno scorso e il panico per le strade di Genova me lo ricordo perfettamente, stavolta non scappero più fossi anche da solo, e spero anche di incontrare Zeffirelli per strada o qualche altro stronzo come lui, per restituirgli le mazzate dell'anno scorso. Fasci di merda okkio al cranio!!

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    Zeffirelli e' un grande
    by www.antijuve.com Thursday October 24, 2002 at 010 PM

    Uno che si soffia il naso con la bandiera della Juve va rispettato.

    E la polizia fa bene ad andarci pesante con chi distrugge le citta'

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    x antijuve
    by antijuve anch'io Thursday October 24, 2002 at 02:07 PM

    concordo sulla prima cosa che hai detto ,un po' meno sulla seconda perchè dimostra che non sei molto informato ,infatti la polizia purtroppo non ci va giù forte con chi distrugge le città ma lo fa con chi manifesta pacificamente.Infatti non riuscendo a prendere i delinquenti che sfasciano tutto perchè non ne sono in grado se la prendono con i ragazzini,le vecchiette e le ragazze.

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    Grande Zef
    by Pablo Thursday October 24, 2002 at 05:20 PM

    ma state scherzando? zef è il più grande di tutti! i comici intendo. era da un bel pò che non mi facevo delle risate così. levateje er vino! piuttosto ma chi è che pubblica simile spazzatura?

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    ma che cazz
    by Ugo Thursday October 24, 2002 at 067 PM
    [email protected]

    ..ma anche Zeffirelli!!!
    Ma che cazzo sparano gli "intellettuali" italiani all'estero. (vedi precendenti)
    Gli fanno il lavaggio...

    Secondo me l'informazione negli stati uniti è allucinante, vera violenza, lobotomizzazione pura.

    ... secondo me ci credono veramente!!!

    Comunque... guai a chi piscia sulle statue... sono concesse le aiuole.

    Ciao
    Ugo

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  2. #2
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    Predefinito i no-global in azione ... squadristi ?

    giudicate voi

    saluti
    Giorgio
    ----
    da
    http://www.ecn.org/lists/cslist/200210/msg00094.html

    From disobbedienti napoli <[email protected]>
    Date Sun, 20 Oct 2002 1772 +0200
    Subject cs: disobbedienti bloccano l'uscita dei giornali nel sud italia!!!



    Questa notte, un centinaio di attivisti del "Movimento dei disobbedienti"
    napoletani ha picchettato per oltre 4 ore l'ingresso della TELESTAMPA SUD
    srl in località S.Stefano di Vitulano (Benevento) di proprietà di Luca
    Colasanto, azienda che stampa e distribuisce i quotidiani "Il Giornale",
    "Il sole 24 ore", "Il foglio" e altri giornali minori.
    Questa azienda, che normalmente copre la distribuzione per tutto il
    centro-sud di questi giornali, in occasione degli scioperi generali dei
    poligrafici diventa l'unico centro di stampa e produzione dei suddetti
    quotidiani per tutta l'Italia: difatti in questa azienda non c'è la
    possibilità di organizzarsi in termini sindacali, di scioperare e aderire
    alle proteste. Alla vigilia dello sciopero generale del 16 aprile, per far
    fallire il blocco della produzione, l'azienda licenziò gli unici 11
    lavoratori sindacalizzati (iscritti alla CGIL, che aperto un contenzioso su
    questi licenziamenti a partire dalle tutele previste dall'art.18 dello
    statuto dei lavoratori) e in questo modo anche altre quotidiani (ad esempio
    Libero) si rivolsero a Colasanto per aggirare lo sciopero.

    A mezzanotte, quando la produzione dei giornali è finita, è partito quindi
    il picchetto all'ingresso dell'azienda, bloccando decine di camion e
    furgoni che dovevano provvedere a consegnare i quotidiani nei vari centri
    di distribuzione del centro-sud.
    Su un ponticello dell'unica strada che porta all'azienda decine di
    disobbedienti si sono incatenati, hanno acceso alcuni copertoni e steso due
    striscioni "Generalizziamo lo sciopero", "contro i licenziamenti,
    scioperare è un diritto".
    Fino alle 3 di notte la situazione si è mantenuta relativamente calma, con
    i carabinieri del luogo che controllavano da vicino lo svolgimento pacifico
    dell'azione di disobbedienza. Verso le tre di notte, arrivano ingenti
    rinforzi dalla questura di Benevento; il dirigente di servizio (il capo
    della digos di Benevento dr. Sorricelli) appena giunto alle 3 di stmane
    intima i disobbedienti a rimuovere il blocco. I disobbedienti iniziano a
    rimuovere i copertoni e le catene, alloquando vengono circondati da decine
    di carabinieri e poliziotti che pretendono di identificare tutti i presenti.
    A questo punto il blocco disobbediente indietreggia fino ad entrare dentro
    lo stabilimento: in un clima di aperta tensione e intimidazione (alle 3.40
    due giovani disobbedienti vengono investiti e feriti in modo lieve da un
    furgone che forza il blocco) i disobbedienti ottengono di lasciare il
    blocco senza identificazioni, tranne il gruppo di contatto - sei persone -
    che vengono condotti in questura per l'identificazione.
    Tra loro il portavoce dei disobbedienti Francesco Caruso, il segretario
    provinciale di Napoli di Rifondazione Comunista, Giuseppe De Cristofaro:
    dopo due ore all'alba vengono rilasciati con una denuncia del magistrato di
    turno per manifestazione non autorizzata (art.18 T.U.L.P.S.) e altri reati.

    Al' di là delle tensioni con la polizia, l'azione di disobbedienza ha
    raggiunto gli obiettivi prefissati.
    In primo luogo l'obiettivo materiale di impedire la distribuzione dei
    giornali. Le quattro ore di blocco hanno impedito la distribuzione in molte
    regioni del centro sud (Basilicata, Calabria, Puglia, Molise, Abbruzzo e
    altre zone del centro-sud), mentre dopo la rimozione del blocco alle 4 del
    mattino, i camion hanno potuto raggiungere solo i centri di distribuzione
    più vicini (in Campania).
    In secondo luogo importantissimo è stato anche il risultato e il messaggio
    politico di questa azione di disobbedienza, contro la libertà di
    licenziamento e per la generalizzazione dello sciopero e del diritto/dovere
    di scioperare.
    Questi giornali sfidano puntualmente gli scioperi di categorie, uscendo in
    edicola con una qualità del tutto scadente in termini giornalistici
    (l'edizione per il nord del giornale è stata chiusa alle 2 del
    pomeriggio!!): il loro è semplicemente un messaggio politico, una sfida nei
    confronti dei movimenti che rivendicano diritti e democrazia, in aperto ed
    esplicito sostegno a questo governo i cui esponenti sono direttamente o
    indirettamente proprietari di queste stesse testate.
    Da questi signori non accettiamo lezioni di democrazia.
    E' necessario - e noi come sempre ci impegneremo in prima persona -
    replicare ed estendere azioni di disobbedienza per generalizzare lo
    sciopero (anche al di là del giorno dello sciopero) e fermare materialmente
    lo strapotere e il monopolio dell'informazione oggi in mano al signor
    Berlusconi e alla sua cricca al potere.
    Oggi blocchiamo i giornali, domani forse gli studi televisivi, perchè
    dobbiamo fermare il "Grande Fratello", prima che sia troppo tardi.

    Movimento dei Disobbienti

    Napoli, 20 ottobre 2002
    ore 5.30 dell'alba di un nuovo giorno,
    in un luogo qualsiasi del pianeta terra.

  3. #3
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    Predefinito Reclutati dal prof

    Reclutati dal prof

    E per i liceali lezioni di guerriglia

    Nel mirino della Digos un prof che arruolava ragazzi a scuola.

    CREMONA - [r.f.] Il centro sociale Gastone Dordoni, quattro stanzone ricavate nella stalla dell'ex mercato bovino di Cremona, è stato al centro di una serie di indagini della Digos.
    L'andirivieni di studenti di un liceo-bene di Crema (cittadina a quaranta chilometri dal capoluogo) nella sede con le bandiere rosse issate; gli inni alla Palestina e le scritte in arabo contro l'America, ha insospettito i poliziotti. I risultati delle indagini, intercettazioni telefoniche e controlli a scuola, hanno stupito perfino gli agenti: i ragazzi al Gastone Dordoni «andavano a lezione di guerriglia urbana». Obiettivo: imparare la tecnica per fare irruzione e occupare gli edifici abbandonati in città e nei dintorni.
    Il centro come piccolo «campo di addestramento» per coordinare, secondo gli stessi vertici storici del movimento "Antagonista", «le operazioni di assalto sul territorio». I liceali, una volta istruiti, hanno occupato una ex fabbrica alle porte di Crema. Poi ribattezzata "Centro Stalingrado".

    La polizia di Crema, nonostante l'irruzione improvvisa, ha faticato a entrare nei capannoni senza fare feriti. Nell'elenco dei ragazzi segnalati c'erano soltanto minorenni, in maggioranza figli di professionisti esponenti della vita politica della città. Gli agenti hanno scoperto anche che i ragazzi venivano "reclutati" da un insegnante. Il sistema di "arruolamento" direttamente in aula: prima, dopo e anche durante le lezioni. Il prof apparteneva ad un gruppo politico vicino agli "Antagonisti" del Centro Sociale cremonese.

  4. #4
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    Predefinito dichiarazioni di guerra

    Le dichiarazioni di guerra di un gruppo protagonista degli scontri al G8 del 2001:
    I monumenti? No, distruggeremo i simboli USA

    Colletta dei no global per devastare Firenze

    Trenta euro a testa.
    Quelli che Genova guidarono l'assalto al blindato dell'Arma promettono:
    sarà come un anno fa. O peggio

    «Entreremo nella base Usa di Camp Darby: cacceremo la Nato dall'Italia».

    di Cristiana Lodi e Roberto Fiorentini

    CREMONA - Al G8 di Genova li abbiamo visti in azione. Quel venerdì del 20 luglio 2001, uno dei tanti devastatori della città moriva in piazza Alimonda, intanto gli altri del gruppo attaccavano un plotone di carabinieri. Erano del battaglione Tuscania. È stato uno degli degli scontri più violenti nei giorni del vertice dei Potenti della Terra. Sempre loro: "i manifestanti pacifisti", mandarono a fuoco un blindato. Dentro si erano rifugiati sei o sette militari, per scampare al linciaggio. Un caporale di 21 anni, alla guida del mezzo ha perso un occhio colpito da un pacco esplosivo. Oggi i protagonisti di questi episodi si dichiarano pronti ad «attaccare Firenze», per il Social forum europeo del 9 novembre.

    Sono i componenti del Centro Sociale "Gastone Dordoni" di Cremona. Una cinquantina fra ragazzi e ragazze minorenni, ben inseriti nel network dell'Antagonismo nazionale e guidati da Mario Bini, già indagato per i fatti di Genova, oltre che per precedenti attacchi a poliziotti e carabinieri. Restauratore di mobili antichi e una vita nel movimento dell'Autonomia, il leader degli "Antagonisti" cremonesi ha già un piano in testa. Da un chiodo conficcato nel muro, sotto le scritte: «Viva la Palestina, America vaffa..., Non siamo servi di Berlusconi», sfila i ritagli dei giornali che riportano i disastri di Genova, «mi hanno contestato di tutto», commenta, e spiega cosa accadrà a Firenze dal 6 al 9 novembre. «Qui sono più ospitali, non ci sarà la linea rossa da devastare come a Genova. Il nostro dissenso non è contro la città e le sue opere d'arte. Noi lotteremo contro tutto ciò che rappresenta la massificazione e della guerra. Non c'è dialogo fra noi e la cultura neoliberista. Essa va cancellata a partire dalla sue strutture: banche, negozi, McDonald's...».

    Tradotto: «Difenderemo il patrimonio artistico dal saccheggio e i monumenti che vuole vendere Berlusconi. Ma sia chiaro: nessun rispetto per gli istituti di credito e i centri di cultura massificata. Siamo antagonisti, ci comporteremo in quanto tali».

    Un esempio? Assicura il capo: «Il momento più importante sarà davanti alla base U.S. Army di Camp Darby fra Tirrenia e Marina di Pisa. La presenza americana è responsabile della guerra.
    Davanti alla base americana ci sarà un presidio fisso, a partire da mercoledì 6 novembre. E il 9 - se opportuno - per fermare gli americani entreremo all'interno dell'impianto militare. Lo scopo è bloccare l'attività di questa base, punto d'appoggio di tutte le azioni statunitensi nei Balcani, poi in Iraq e quindi in Afghanistan». Scatteranno meccanismi difensivi. Il ministro della Difesa Antonio Martino, ha detto che il comando americano di stanza ad Aviano ha già deciso di elevare il livello di pericolo terrorismo per l'Italia da «moderato» a « rilevante».

    D: pensate di farla franca?
    «Sappiamo che sono pronti a sparare, ma noi non abbiamo paura e andremo fino in fondo. Ci stiamo organizzando».

    D: Vero che i soldi per il viaggio - a voi e ai più assidui militanti dei centri sociali - li darà Rifondazione comunista?

    «Macché. Ogni iscritto al Centro Sociale sborserà circa 30 euro per contribuire alle spese delle iniziative di lotta. Non ci sono soldi che provengono dai partiti: né per il trasporto, né per l'alloggio. È in corso, da parte di tutti i centri sociali d'Italia, una maxi raccolta di fondi per sostenere anche le spese di chi non può permettersi di arrivare con i propri mezzi fino a Firenze. È già tutto pronto per confluire in città. In una riunione a Milano, con gli altri del Bulk, abbiamo deciso i particolari».

    Mario Bini, dopo il lavoro nel laboratorio di mobili antichi, riunisce una quarantina di iscritti al Gastone Dordoni, intitolato a un partigiano gappista morto "suicida" nel dopoguerra.

    Tutti "arruolati" per Firenze, pronti a unirsi agli altri 250mila che scenderanno per le vie della città. In queste sere, al D.s.a. Dordoni di via Mantova -Foro Boario, si sono visti visti anche gli iscritti di altri due centri, quali il Pedro di Padova e il Leoncavallo di Milano.

    Contatti sono in corso anche con esponenti dell'Autonomia di Torino, Imperia, Genova e Napoli.
    Per tutti il moto: «Firenze come Genova».

  5. #5
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    Predefinito

    Ribadisco, l'editoriale di Vittorio Feltri su "libero" dell'altro giorno, dal titolo "Il Ruggito del Coniglio" (riferito all'atteggiamento del governo) è centratissimo. La manifestazione si doveva spostare, c'era tutto il tempo, se si fosse....deciso per tempo.
    Che le forze dell'ordine facciano il loro dovere, facciano rispettare la legge e l'ordine, rispettando la legge, nel modo più fermo e deciso possibile.

    Saluti liberali

  6. #6
    cittadino
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    Predefinito No-Global ed Antisemitismo

    C'è di peggio caro PFB,
    e non credo che lo spostamento da Firenze rappresenti un danno minore di fronte all'Antisemintismo latente.

    D'altra parte nel NaziComunismo c'è sempre stato l'antisemitismo dell'ex Socialismo (fino al 1921/26) poi (K)Comunismo, che ha potuto nascondersi dietro una falsa e presunta lotta contro di esso, in virtù di un'indebita appropriazione culturale.

    Buona lettura
    GiorgioB
    -----------
    da
    http://www.forumpalestina.org/inizia...%20Bologna.htm

    CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA, SOSTENIAMO L'INTIFADA!

    In questi mesi abbiamo concentrato buona parte del nostro lavoro sulla questione Palestinese, cercando di promuovere all'interno del territorio bolognese iniziative e dibattiti a sostegno dell'Intifada.
    A poche settimane dal forum europeo di Firenze, in mezzo alle tante voci, commenti, valutazioni che attorno a questa scadenza si stanno levando, abbiamo ricevuto una proposta dal Coordinamento di lotta per la Palestina di Milano che ci sembra interessante e che abbiamo deciso di riprendere e fare nostra.

    In una fase come quella attuale, che vede il perdurare di una crisi spaventosa del sistema capitalista, della "guerra preventiva permanente", di attachi ai diritti dei lavoratori, delle donne, degli studenti e di repressione delle lotte del proletariato mondiale e dei popoli oppressi, pensiamo sia doveroso mantenere alto il livello di mobilitazione e vigilanza.
    Tornano a soffiare i venti di guerra: oggi non più umanitaria e quindi, a detta di molti riformisti, adesso sì da condannare.
    Una grande manifestazione contro la nuova aggressione all¹Iraq è in preparazione a Firenze, per il 9 Novembre 2002, appuntamento importante ma
    da cui, gli stessi riformisti di cui sopra hanno pensato bene di "sorvolare" su quello che accade in Palestina, di centrale importanza invece per quel
    che avviene in Medio Oriente. Di fatto, l¹Intifada palestinese ha bloccato in questi due anni i piani di guerra imperialisti contro l'Iraq e gli altri paesi nel mirino (Libano, Siria, Iran) e non è casuale che, da qualche tempo, gli sponsor dei sionisti stiano premendo per una "pacificazione" della rivolta palestinese, in modo da aver mano libera per scatenare la nuova guerra terrorista ontro l'Iraq.
    Assistiamo quotidianamente alla barbarie sionista che si accanisce contro il popolo arabo- palestinese e contro i paesi arabi della regione, come quotidianamente assistiamo all¹eroismo di questo popolo e dei suoi partigiani che lottano, con ogni mezzo, per conquistare i propri diritti.
    L'Intifada ha mostrato la via per la liberazione non solo al popolo palestinese e al popolo arabo, ma anche agli oppressi di tutto il mondo; per questo crediamo che sia fondamentale continuare a manifestare la nostra solidarietà con l'Intifada, tenendo alto il livello di mobilitazione espresso nel nostro e in altri paesi a sostegno di questo popolo.

    Proponiamo quindi alle realtà che si sono spese nella mobilitazione a fianco del popolo e della resistenza palestinese, di costruire uno spezzone visibile, nel corteo di sabato 9, sulle seguenti parole d'ordine:

    - NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA
    - AUTODETERMINAZIONE PER IL POPOLO PALESTINESE
    - SMANTELLAMENTO DELLE COLONIE SIONISTE NEI TERRITORI ARABI OCCUPATI
    - DIRITTO AL RITORNO PER I PROFUGHI PALESTINESI
    - LIBERTA¹ PER TUTTI I PRIGIONIERI ARABO-PALESTINESI
    - NO ALLE ³LISTE NERE² DEL TERRORISMO IN EUROPA

    Vi chiediamo di farci avere le vostre adesioni, o proposte, per iniziare a coordinarci "praticamente"sul da farsi. Gli indirizzi e-mail da contattare sono: [email protected] - [email protected]

  7. #7
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    Predefinito

    Anche l'indirizzo è eloquente
    http://www.forumpalestina.org/inizia...bre2002/09-11- 02PROPOSTA di Spezzone PRO_PALESTINA al <br />corteo del 9 Novembre CAB - Collettivo Antimperialista Bologna.htm

    E qui ve n'è un altro di cui non saprei definirne i connotati
    http://www.forumpalestina.org/boicot...ICOTTAGGIO.htm

    in chiaro
    http://www.forumpalestina.org/boicot...ugno02/Adesivo BOICOTTAGGIO.htm

    e il testo
    --------
    Adesivo BOICOTTAGGIO ECONOMIA ISRAELIANA



    L'adesivo potete richiederlo a [email protected]
    -------------
    C'è veramente da riflettere e da rispondere.
    Tra l'altro l'adesivo punta ad un sito in cui la cartella di riferimento è grammaticalmente errata e questo sta ad indicare il livello culturale dei tizi NaziComunisti.

    www.forumpalestina.org/immaggini/adesivo boicottaggio.jpg

    Giorgio
    -----------

    PS: PFB vedi se puoi mettere "in rilievo" questo thread, credo che meriti molta più attenzione di quelle sciocche ripicche da parte dei sinistri.
    Grazie

  8. #8
    cittadino
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    PFB leggi il messagio precedente
    ed una chicca

    Giorgio
    ----------------

    da
    Il Giornale 4/12/2001
    Paolo Guzzanti

    Come ai tempi della guerra terroristica e criminale lanciata da Hitler (e Stalin, allora suo compagno di merende) contro il mondo civile, anche fra Perugia ed Assisi troneggiava un cartello che accusava Stati Uniti e Israele, gli ebrei e la democrazia, come i nemici da distruggere. E il giornalista televisivo, anziché biasimare, o prendere a calci in culo per conto nostro e di tutta la gente perbene, quel mascalzone che lo inalberava, gli poneva pacate e amichevoli domande di conferma, alle quali il nazicomunista rispondeva irato che Stati Uniti, con le loro maledette torri, e Israele con la sua indecente sofferenza, sono i cancri dell'umanità. I lettori mi perdoneranno se ogni tanto ribatto il chiodo fisso del nazicomunismo, ma non posso farne a meno. Quando nel settembre del '939 i nazisti attaccarono la Polonia da occidente, e i russi da oriente, aprendo la danza macabra della seconda guerra mondiale che avrebbe visto uniti in balletto di abbracci e baci sul ponte di Brest Litovsk gli uomini della Gestapo con quelli dell'armata Rossa e dell'NKVD (il futuro KGB), che cosa credete che facessero comunisti e pacifisti europei? Che gridassero all'invasione? Al massacro? Alla rottura delle regole? Che manifestassero contro Hitler e Stalin reclamando una immediata azione che fermasse i banditi della Storia (e ladri di geografia)? Macché, tutt'altro. Comunisti e pacifisti del '939 non potevano marciare fra Perugia e Assisi perché c'era il fascismo. Ma marciavano in Francia. E volete sapere contro chi? Contro il governo francese e quello inglese che, dopo mille frustrazioni e mille umiliazioni come quella di Monaco, avevano deciso di non arrendersi per l'ennesima volta alla prepotenza e all'aggressione, dichiarando guerra alla Germania. Erano, direte voi, altri tempi. E infatti: erano i tempi in cui l'Humanité, organo del partito comunista francese, usciva con l'imprimatur della Kommandantur tedesca. I pacifisti gridavano che la guerra non è la risposta giusta da dare alla guerra e all'aggressione. E si sgolavano contro le potenze occidentali che erano, loro, guerrafondaie. Tale e quale. Gente che si dipingeva il volto, gente che gemeva e salmodiava. Tutti santi perché loro, quanto sono buoni, sono contro la guerra, sono per la pace. Un mio amico giornalista in questi casi parlava di immaginarie e globali manifestazioni contro l'antropofagia: volete firmare contro l'uso di bollire i bambini e mangiarli? Certamente. E contro le malattie e la fame? Ci mancherebbe: dove si mette la firma. E ieri era tutta una grande inutile festa contro l'antropofagia, con quel tanto di nazismo sorgivo, inconsapevole ma proprio per questo tenace e vitale, di tutti coloro che attaccano ebrei e americani, le democrazie occidentali e il diritto di desiderare la punizione e la distruzione dei carnefici, degli assassini, degli aggressori. L'insopportabile birignao dei commentatori e commentatrici televisivi non faceva che spalleggiare il peggio di quanto era contenuto ieri nella venti chilometri fra Perugia e Assisi. Più di tanto non si può resistere a un tale rivoltante spettacolo: vedevo Massimo D'Alema, lui che ha fatto la guerra con gli americani, lui che ha fatto votare i suoi con il governo sia pure con il gioco dei quattro cantoni precongressuali, e provavo una stretta allo stomaco. Ma Dio santo! Ci sei diventato primo ministro senza aver vinto le elezioni, grazie alla guerra del Kossovo. Cosa cavolo ci stai a fare oggi lì in mezzo, fra tanti nazisti e tanti comunisti, tutti sepolcri imbiancati che pensano soltanto ai fattacci loro, al loro orticello elettorale, a imbastardire i giovani con parole deficienti e false, quando i giovani sono fatti per separare con un colpo netto il bene dal male. Poi mi riconsolavo andando sulla CNN, dove si vedevano le bombe destinate a Bin Laden caricate sugli aerei. Su ogni bomba i saluti affettuosi di una delle famiglie delle vittime: ³Da Michael in ricordo della piccola Audrey che aveva solo tre anni: crepa maledetto². Una donna bardata come un cavallo a lutto biascicava che solo la pace può garantire la giustizia (e la querula giornalista lasciava dire distratta e pensando ai fatti suo), quando è ovvio esattamente il contrario: non c'è e non ci sarà mai la pace se prima non c'è giustizia. Quale giustizia avrebbe avuto la pace, se Hitler fosse stato lasciato libero di farsi l'unificazione europea e l'euro-marco come moneta a colpi di cannone? Certamente ci sarebbero state meno morti e distruzioni, meno lutti e devastazioni. Ma sarebbe stato un mondo schifoso, mezzo nazista e mezzo sovietico, tutti in lista d'attesa per il lager o per il gulag come oggi possiamo stare in lista d'attesa per la radiografia e il controllo dei denti. E quanti morti di meno avrebbero avuto gli Stati Uniti d'America se, dopo aver subito l'attacco di Pearl Harbor avessero incassato il colpo e avessero mollato il Pacifico lasciando mano libera all'imperialismo giapponese? Centinaia di migliaia. E oggi lo stupro di Nanchino (che non si studia a scuola, dove peraltro di storia, quella vera, non si studia quasi nulla e quel ³quasi² anche falsificato) sarebbe la cifra, il timbro della vita in Oriente. Certo, il regime comunista cinese resta come un altro pugno nello stomaco della nostra civiltà, e così quello nordcoreano, quello vietnamita, ma il mondo oggi sarebbe infinitamente peggiore, mostruosamente criminale, violento, assassino e incurante di qualsiasi forma di rispetto di quanto non lo sia oggi. Certo, se avessero vinto i pacifisti e i comunisti del '939 (questi ultimi cambiarono idea da un giorno all'altro soltanto quando Hitler pugnalò nella schiena il suo compare sovietico, gettandolo nella più sconsolata disperazione) oggi non avremmo che due grandi democrazie in cui vivere liberi: la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. L'Australia sarebbe probabilmente un protettorato giapponese con la Nuova Zelanda. Eccoli lì, guarda, i pacifisti incerti, divisi, balbettanti e ignoranti: non sanno un accidente della loro storia. Hanno un eloquio da cucuzze. Sanno soltanto farfugliare parole senza senso, sempre le stesse. E, in testa, Walter Veltroni, che non sa spiegare bene che ci stia a fare, ma impiega trecentoventidue parole per farlo. E Bertinotti che ci sembra sempre più macchinale, insincero, lui che ha avuto sempre qualcosa di vagamente profetico e abilmente innocente. Lo sento parlare e mi sembra che abbia la coscienza sudicia. Sforna slogan e banalità e in libertà, mentre gli scout, i miei amati scout (ho indossato, milioni di anni fa, quell'uniforme, ed era tutt'altra uniforme, tutt'altro spirito, tutt'altro filo di ferro nella colonna vertebrale) fanno girotondo e trallallà, come se fossero a un picnic per piccoli disabili, con questo sfondo melenso di palloncini colorati, questa idea veterofemminista di un mondo che non abbia più nulla di maschio e che somigli a una calza fatta ai ferri, che sappia di sapone della nonna, crostata della portiera, in cui tutti dicono cose cretine e ne vanno fieri, e più sono cretine e più sono fieri, e più sono fieri più sono intervistati da questi simulacri di giornalisti che si vede che hanno qualche domanda un po' meno demenziale da fare, ma hanno paura, se la fanno sotto, sanno che il limite del politically correct è lo stesso del giardino d'infanzia e demenza in cui si muovono. Intanto la CNN parla dell'attacco al carbonchio e leggo l'intervista questo Kenneth Alibek (nome autentico Kanatjan Alibekov, quando era un sovietico) il quale spiega che il carbonchio da guerra l'ha inventato proprio lui, e l'ha fatto non ai tempi di Stalin, ma ai tempi di Gorbaciov, Gorbaciov il buono e l'immacolato, Gorbaciov che ci sfonda le tasche con i suoi fondi sulla²Stampa², il quale mentre faceva il carino in Occidente con la Perestroika e la Glasnost, intanto faceva funzionare un apparato criminale di 32.000 criminali in camice in una ridente cittadina di nome Stepnogorsk dove si fabbricava lo stesso antrace modificato che adesso impazza per lettera. Questo Alibek è scappato nel '992 in America e di lì dirige un'agenzia si occupa di limitare i danni di quel che lui stesso e i suoi hanno fabbricato per ordine di Gorbaciov, ma ci assicura che di quei 32 mila suoi allegri compagni la maggior parte è passata con i servizi segreti arabi, con l'Iraq e l'Iran, la Siria e Bin Laden e assicura che ³i progressi fatti laggiù sono inimmaginabili² (Corriere della Sera di sabato). Be, che pensate? Che fra Perugia e Assisi ci avessero fatto vedere uno striscione, ma che dico: un cartello, un cartellino, un'etichetta, un adesivo sulle mutande in cui ci fosse un cenno a questa mostruosa porcheria della guerra batteriologica preparata dagli amici di Cossutta contro la pace? Visto, che sapevate già la risposta? Non c'era un accidente di niente. C'era invece quel tizio, quel Casarini, Casarini, come si chiama, che macinava parole da osteria, da ubriachezza modesta, e che trovava davanti a sé una telecamera pagata da voi e da me con un microfono in cui vomitava tutto quel che gli veniva su dalle ventresche e ce lo spiaccicava sul vetro del televisore di casa, che pure ha diritto alla sua igiene. E poi, a parte quattro chiacchiere precotte sull'undici settembre, dai addosso all'America e dai addosso a Israele, con interviste al solito patriarca filopalestinese che neanche ricorda gli accordi di Oslo e che per la pace nel medio Oriente dà la sua ineffabile ricetta: Israele si ritiri e poi si fidi dei palestinesi e la pace è fatta. Roba da vomitare. E roba da vomitare anche quasi tutto il resto, tranne forse certi preti e frati di campagna che sembrano incontaminati dai libri e dai giornali, dalla storia e dalla realtà, da cui si tengono a collaudata distanza. Io confesso che non ce l'ho fatta a vederla tutta, la diretta televisiva. E che provavo un fastidio fisico per il concentrato di opportunismo, di lingua biforcuta e di sfruttamento dell'infanzia e dell'adolescenza: quant'è codardo prendere ragazzini e ragazzine tenuti religiosamente all'oscuro della verità e trascinarli ad una visione del mondo manichea, imbrogliona, reticente, come se ci fossero al mondo, da una parte dei malvagi che vogliono la guerra e che sono ricchi succhiando il sangue dei poveri e dei deboli, e dall'altra parte i rappresentanti dei deboli e dei buoni che però, guarda caso, nuotano nella stessa acqua in cui nuotano anche i terroristi, gli spacca-vetrine, gli odiatori dell'occidente. Non ce l'ho fatta a resistere fino alla fine e non mi diverte neanche sapere che tutta quella gente, là, era divisa in mille fazioni e interessi, correnti congressuali e gruppi di potere, gente che fra loro si odia, si manda messaggi di rancore, si detesta e si disprezza. Anzi, ora che ci penso direi che questo ribollire di sentimenti reciproci acidi, aggressivi e volgari era la parte più nobile perché più sincera. Il resto, una penosa e miserabile mascherata.

 

 

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