Dal "Corriere della Sera" - 26 Ottobre 2002



Gentile Direttore,
leggo sul "Corriere della Sera" di oggi un articolo a firma Gianna Fregonara nel quale é riportato un riquadro con le immagini dei segretari dei partiti di centrosinistra e le proposte per il futuro della coalizione dell'Ulivo. Con molta sorpresa, ancorché non é la prima volta che accade, non é stato fatto alcun cenno al Movimento Repubblicani Europei, del quale mi onoro di essere segretario.
Il Movimento Repubblicani Europei, come Lei sa, é nato dalla scissione del PRI che si é consumata al congresso di Bari. L'ex segretario del partito ha consegnato l'Edera a Berlusconi con una operazione che io ho impugnato in tribunale e il processo sta andando avanti. Il Movimento Repubblicani Europei, in cui sono confluiti tutti quei repubblicani, e sono tanti, che non hanno condiviso la scelta di portare la nostra gloriosa bandiera nella Casa delle Libertá, sta nel centrosinistra-Ulivo, non perché qualcuno glielo consente, ma perché é la nostra storia repubblicana che ci vuole collocati nel centrosinistra con i nostri valori laici di riferimento ai quali siamo rimasti fedeli. Non siamo un grande partito nei numeri, ma non per questo dobbiamo essere ignorati. Rappresentiamo l'anima della cultura mazziniana e quei grandi valori del Risorgimento con i quali continuiamo a far politica senza chiedere né ricattare. Alle ultime elezioni amminsitrative abbiamo dato dovunque il nostro contributo all'Ulivo. Ci siamo presentati con il nostro simbolo "le cinque edere con la corona europea" e ottenuto lusinghieri consensi e diversi consiglieri in molte regioni.
Sono regolarmente invitata alle riunioni dei segretari dell'Ulivo, in quanto segretario di un partito di centrosinistra e nell'attuale scenario della politica italiana sono l'unica donna segretario di partito. Per la mia storia e per quella di tutti i repubblicani che stanno interpretando con dignitá il loro ruolo politico, sempre un po' scomodo, ma assolutamente coerente e rigoroso, credo che non sia giusto che veniamo ignorati. Orgogliosamente e tenacemente rappresentiamo quegli ideali ai quali ancor oggi il nostro Paese deve guardare se vogliamo lo sviluppo, nel rispetto dei vecchi valori e con la volontá di indicarne di nuovi in un'ottica di modernitá, di tolleranza, nella riscoperta di una religione civile che é virtú civica e in una dimensione laica che é l'unica che puó consentirci di essere in Europa e nel mondo.
Cordialmente,

Il Segretario Politico
on. Luciana Sbarbati