da www.adnkronos.it :
"La conferma arriva da una ricerca della Cgia di Mestre su elaborazione dei dati Istat
Nel Bel Paese 8 milioni di persone vivono in poverta'
La crescita si registra soprattutto al centro. La causa principale i terremoti che hanno colpito Umbria e Marche
Roma, 25 mag. - (Adnkronos) - Le famiglie italiane sono sempre piu' povere: tra il 1996 e il 2001, infatti, quelle che vivono nell'indigenza sono aumentate di 628 mila unita' toccando la soglia di 2 milioni 706mila famiglie . Sotto la soglia di poverta' relativa si colloca, nel 2001, il 12,3% delle famiglie contro il 10,3% del '96. Di fatto ben 7 milioni 948 mila persone pari al 14% dell'intera popolazione . La crescita si e' fatta sentire soprattutto nel Centro dove si passa dal 5,7% del 1996 al 9,7% del 2001. Alla base del peggioramento ci sarebbero i terremoti che hanno colpito Umbria e Marche. Piu' stabile la situazione al Sud (+1,3%) che permane comunque con il 23,6% la zona a piu' alto tasso di poverta'. Nel Nord si registra un aumento dell'1,8% a quota 5,7%. Sono questi i risultati di una ricerca della Cgia di Mestre su elaborazione di dati Istat.
A caratterizzare le famiglie maggiormente colpite dal fenomeno della poverta' relativa, nota il Centro Studi, e' la presenza di piu' figli, soprattutto di minori, i bassi livelli di istruzione, l'esclusione del lavoro, la presenza di anziani o di anziani che vivono da soli.
''Nonostante il costante aumento degli indicatori aggregati di reddito e di consumo -dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia- le disuguaglianze rimangono fortissime e un numero elevato di persone staziona al fondo della scala del benessere, fortemente distaccate e malamente attrezzate per recuperare il terreno perduto''. Appare evidente che le varie misure di finanza pubblica realizzate in questo quinquennio non sono state indolori, o per lo meno sono state inique . ''Come e' stato evidenziato -prosegue Giuseppe Bortolussi- le famiglie piu' numerose sono quelle dove e' maggiore l'incidenza della poverta'. E' probabile che tra le cause della bassa natalita' italiana ci sia anche questa consapevolezza che condiziona i genitori a fare sempre meno figli. E' per questo che i trasferimenti pubblici a beneficio dei bambini e delle giovani coppie deve essere assolutamente aumentato''.
Alessandro Remia "
Inefficaci e inique le politiche economico sociali dell'Ulivo. Il fronte cattosocialcomunista si è riempito la bocca (e se la riempie ancora) con le parole solidarietà, giustizia sociale, lotta alla povertà, ......ma ha realizzato solo l'iper-protezione di alcuni strati sociali che dalla povertà sono usciti da decenni e, che ora sono in gran parte, come condizioni di vita e "mentalità" nella sfera del ceto medio. E tutt'ora la sinistra politica e sinidacale resistono alle necessarie riforme in nome della tutela degli occupati contro i disoccupati, dei lavoratori regolari nei confronti di quelli del sommerso, dei ceti tutelati nei confronti di quelli privi di tutela e di diritti.
Saluti liberali.




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