Vedo che in questi giorni si parla molto anche del professore Miglio, pubblico qui questo interessantissimo articolo dalla ml dei Giovani Padani.
Secondo voi Miglio era davvero un secessionista?
Dal suo decalogo si parla di Unione Italiana e macroregioni confederate tra loro (che sicuramente sarebbero un enorme passo avanti rispetto al centralismo attuale...)ma non di secessione totale di una delle tre componenti, ed anche, in modo velato,si parla di una sorta di coordinatore comune per le tre repubbliche (anche qui tema attuale, cioè il presidenzialismo).
Si può inoltre parlare di tradimento vero e proprio della Lega, quando le 3 camere delle regioni proposte da Bossi sono proprio un passo verso ciò che si discuteva ben 10 anni fa?
Se valutiamo la storia della Lega si è passati da federalismo a secessionismo ed ora di nuovo federalismo...insomma, chi auspica un ritorno alla lega "old style" intende la lega della breve (relativa alla sua storia totale dalla nascita ad oggi) parentesi secessionista o del periodo,appunto, dei primi anni 90?

In cuor mio rimango sempre secessionista, come penso la maggior parte degli elettori leghisti (basta sentire la radio per qualche ora...)ma ovviamente bisogna anche ragionare con il cervello e non solo con il cuore, i 500 di cui parla Bossi secondo me sono le persone che erano disposte, non a farsi saltare in aria (cazzata del giornalista...i kamikaze non fanno parte della nostra cultura)ma ad impugnare le armi, ecco quello magari si.
comunque un po pochine non trovate?
che fine avrebbero fatto questi "coraggiosi"..sarebbero diventati dei martiti come i Serenissimi?
starebbero marcendo in carcere??
e noi sempre qui..a lamentarci del governo itaglione di turno rosso o nero che sia....ma con qualche fratello in carcere o peggio....
chi può escludere,inoltre, che ora non avremmo che qualche voto in piu ma nessun rappresentante, nessun ministro??
insomma tutto questo discorso per dire che si la secessione è un sogno, una chimera, ma forse è stato un passo troppo lungo per le gambe dei Padani lungo e fatto in fretta e furia perchè si temeva che l'itaglia non entrasse nell'euro.
Ecco ripartire da questo decalogo sarebbe penso un ottima cosa...certo che è dura far capire alla gente ,e mi ci metto anche io in mezzo, questi continui mutamenti di strategia.
ricette? chissà...su una cosa però sono d'accordo con Dragonball, un sano ricambio al vertice è ormai fisiologico.

Padania Libera sempre !!

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ART 1 - L'Unione Italiana è la libera associazione della Repubblica Federale del Nord, della Repubblica Federale dell'Etruria e della Repubblica Federale del Sud. All'Unione aderiscono le attuali regioni autonome di Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

ART 2 - Nessun vincolo è posto alla circolazione ed all'attività dei cittadini delle Repubbliche Federali sul territorio dell'Unione. Tale libertà può essere limitata solo per motivi di giustizia penale.

ART 3 - Le Repubbliche Federali sono costituite dalle attuali Regioni, sia a Statuto ordinario che speciale; le Regioni a statuto ordinario gestiscono le stesse competenze attualmente attribuite alle Regioni a Statuto speciale. Plebisciti definiranno l'area rispettiva delle tre Repubbliche Federali.

ART 4 - Ogni Repubblica Federale conserva il diritto di stabilire e modificare il proprio ordinamento interno; ma in ogni caso la funzione esecutiva è svolta da un governo presieduto da un Governatore eletto direttamente dai cittadini della Repubblica stessa.

ART 5 - La Dieta provvisoria di ogni Repubblica Federale è composta da cento membri, tratti a sorte fra i consiglieri regionali eletti nella Repubblica medesima. Secondo la Dieta sarà eletta direttamente dai cittadini. Le Diete riunite formano l'Assemblea Politica dell'Unione. La funzione legislativa spetta esclusivamente ad un altro Collegio rappresentativo, formato da 200 membri, eletti da tutti i cittadini dell'Unione e articolato in una pluralità di corpi e competenze speciali.

ART 6 - Il governo dell'Unione spetta ad un Primo Ministro, eletto direttamente dai cittadini dell'Unione stessa. Egli esercita le sue funzioni coadiuvato e controllato da un Direttorio da lui presieduto e composto dai Governatori delle tre Repubbliche Federali e dal responsabile del Governo di una delle cinque Regioni che per prime hanno sperimentato un'autonomia avanzata, cioè quelle indicate come Regioni a Statuto Speciale, che ruotano in tale funzione. Le decisioni relative al settore economico e finanziario, e altre materie indicate tassativamente dalla Costituzione definitiva, devono essere prese dal Direttorio all'unanimità.

ART 7 - Il Governo dell'Unione è competente per la politica estera e le relazioni internazionali, per la difesa estrema dell'Unione, per l'ordinamento superiore della Giustizia, per la moneta e il credito, per i programmi economici generali e le azioni di riequilibrio. Tutte le altre materie spettano alle Repubbliche Federali e alle loro articolazioni. Il Primo Ministro nomina e dimette i Ministri, i quali agiscono come suoi diretti collaboratori; la loro collegialità non riveste alcun rilievo istituzionale. Il Primo Ministro può essere deposto dal voto qualificato dell'Assemblea Politica dell'Unione.

ART 8 - Il sistema fiscale finanzia con contributi municipali le spese dei Municipi medesimi. Il gettito degli altri tributi viene ripartito fra le Repubbliche Federali in funzione del luogo dove la ricchezza è stata prodotta o scambiata, fatte salve la quota necessaria per il finanziamento dell'Unione e la quota destinata a finalità di redistribuzione territoriale della ricchezza.

ART 9 - Nei bilanci annuali e pluriennali dell'Unione delle Repubbliche Federali deve essere stabilito il limite massimo raggiungibile dalla pressione tributaria e dal ricorso al credito sotto qualsiasi forma. Le spese dell'Unione, delle Repubbliche Federali, delle Regioni e degli Enti territoriali minori e di altri soggetti pubblici, non possono in alcun momento eccedere il 50% del prodotto interno lordo annuale dell'Unione. La sezione economica della Corte Costituzionale è incaricata di vegliare sul rispetto di questa norma e di prendere provvedimenti anche di carattere sostitutivo.

ART 10 - Le Istituzioni e le norme previste dalla Costituzione promulgata il 27 dicembre 1947, che non siano incompatibili con la presente Costituzione Federale provvisoria, continuano ad avere vigore, fino all'approvazione, con Referendum Popolare, della Costituzione Federale definitiva.