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Discussione: figli di Stato...

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    Predefinito figli di Stato...

    Io non sono certo un sostenitore della famiglia tradizionale, ma di fronte a questi episodi che continuano ad aumentare e a crescere in misura esponenziale, credo che bisogna farsi un bell'esame di coscienza e chiedersi se per caso con l'ossesione della tutela, lo Stato non stia subdolamente rubando i figli ai propri sudditi.Fossi nei panni del ministro Castelli, io ordinerei subito una bella ispezione perchè non è possibile che sbirri, magistrati e cosiddetti esperti(alla Charmet x interderci o alla Crepet)se ne sbattano dei diritti dei genitori e pretendano di "giocare" con la vita dei più piccoli e dei più deboli così, a casaccio e con faciloneria.
    Non mi resta altro da dire se non "ladri di mambini"

    Dal Corriere di oggi.

    La piccola «inconsapevolmente suggestionata» contro il padre da una suora. Ora si aspetta la decisione della Corte d’appello


    IL GIUDICE

    La sentenza lo scagiona, ma continua a non poter rivedere la bimba affidata a una comunità


    Per gli assistenti sociali sono genitori «inadeguati»: la madre non si dissocia dal padre per quello che ha fatto, il padre non rielabora il proprio ruolo alla luce di quello che ha fatto. Solo che non ha fatto niente. Anche se da 3 anni e 4 mesi gli hanno tolto la figlia di 8 anni e l’hanno affidata ad una comunità per minori, nel presupposto che proprio lui l’avesse abusata.


    Ora un giudice penale assolve il padre con formula piena, ipotizzando anzi che la piccola fosse stata «inconsapevolmente suggestionata dal clima di sospetto creatosi in comunità sull’equivoco di fondo che le vaginiti della bambina dipendessero da un abuso sessuale».


    Ma neppure l’assoluzione restituisce la figlia ai genitori, valutati «fragili» dai servizi sociali che il 16 maggio 2001 caldeggiarono al Tribunale dei Minori l’allontanamento della bimba addirittura fino ai 18 anni e il divieto di incontro per il padre «almeno fino al raggiungimento della consapevolezza del proprio ruolo paterno alla luce dell’abuso perpetrato».


    «Abuso» che la sentenza del giudice Guido Piffer ora esclude ci sia mai stato. E adesso solo la Corte d’Appello civile, alla quale l’avvocato Andrea Dondè aveva impugnato l’allontanamento, potrebbe fermare un ingranaggio che, una volta azionato, sembra inarrestabile.


    E’ il 30 giugno 1999 quando la bambina viene ricoverata in un ospedale per problemi ginecologici, e i sanitari segnalano ai servizi sociali «un disagio per problematiche riferibili all’area sessuale». Il 5 luglio il Tribunale dei Minori toglie la bambina alla famiglia e la affida alla comunità Nuovo Sentiero di Capriolo. Dove la piccola resta anche se già l’8 agosto i consulenti ginecologici del pm segnalano che l’infiammazione è caratterizzata «da segni "aspecifici", non direttamente riconducibili ad atti di abuso sessuale».


    E dove resta anche dopo che, il 7 febbraio 2002, gli psicologi del Tribunale dei Minori escludono «elementi clinici indicativi di un quadro post traumatico per abuso sessuale».


    Nel frattempo, però, gli educatori della comunità (specie una suora) affermano che la bimba ha cominciato a confidarsi: nell’agosto 1999, poi in inverno, quindi nel giugno 2001. Il 28 giugno, allora, la polizia ascolta la bimba, che fa un racconto molto meno dettagliato di quello che due giorni dopo la Questura legge in una letterina della bambina, proveniente dalla comunità e rivolta alla madre: una volta il padre, impiegato di 48 anni, le avrebbe abbassato le mutandine. Il padre è indagato, i coniugi intercettati, la casa perquisita.


    Ma quando la bimba viene ascoltata con tutte le precauzioni dell’«audizione protetta» davanti al gip, il 5 aprile 2002, «su precisa domanda» dice «di essere sicura che il padre non l’aveva toccata e che non aveva sentito male da nessuna parte»; e anzi spiega «che aveva detto al padre "no, questo no" (come scritto nella letterina scritta in comunità) solo perché non aveva poi così caldo».


    Il pm Francesca Di Naro il 3 luglio 2002 chiede al gip Piffer il rinvio a giudizio del padre per violenza sessuale, ma all’udienza preliminare la sua collega Maria Vittoria Mazza ne chiede l’assoluzione per prova incompleta o insufficiente. Richieste di cui fa piazza pulita l’assoluzione piena sancita dal gip Piffer in 14 pagine di motivazioni.


    Perché l’assoluzione? Ad aver svolto «un ruolo fuorviante nel corso delle indagini e sin dal ricovero in ospedale», premette il giudice Piffer, è stata «la peculiarità» dei «disturbi vaginali» della bimba. Che però, in base alle perizie, «con certezza non hanno alcuna relazione con il presunto abuso».


    Ma il gip rimarca anche la genesi in comunità delle dichiarazioni della bimba, «assolutamente prive di riscontri esterni»: da esse «emerge chiaramente che l’educatrice, nel porre le domande alla bambina, partiva dal presupposto, dato per scontato, che a casa sua fosse certamente successo qualcosa di grave».


    Un dubbio «ragionevole» per le modalità con le quali la bimba arrivò in comunità, ma che «ha indotto gli educatori a cercare nelle parole della bambina a conferma di un’ipotesi di abuso che essi davano pressoché per scontato». Di qui la «non spontaneità del racconto della minore, ragionevolmente suggestionata dalle ripetute domande allusive di coloro che l’accudivano».


    Tanto «da essere indotta a descrivere il padre come un prepotente, mentre nelle deposizioni rese fuori dalla comunità tale aspetto scompare».


    E anzi la figlioletta disegna il padre «come un grande cuore», mentre «nelle letterine scrive che vuole un mondo di bene al papà, affermando ripetutamente di avere nostalgia dei genitori».

    Luigi Ferrarella

    Cronaca di Milano

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    Predefinito

    Concordo al 100% con le preoccupazioni di Aran. Tra l'altro, tempo fa Castelli aveva detto delle cose ragionevoli al riguardo e, in particolare, aveva parlato di una proposta di legge (credo sua) per rendere più difficile la sottrazione di un bambino ai genitori. Non so, sinceramente, se sia stata la solita sparata oppure se davvero ci fosse un po' di carne al fuoco. Spero che le cose stiano così.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

 

 

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