Mandato da Giuseppe Montanaro Martedì, 29 Ottobre 2002, 224 uur.
di Giuseppe Montanaro*
Grande risalto ha avuto, negli ultimi giorni dell’estate appena conclusa, il dibattito interno al centrodestra pugliese (e non solo) circa il patrocinio concesso dal Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto al gay pride (o giornata dell’orgoglio omosessuale) che si svolgerà a Bari nel giugno prossimo.
Premesso che il confronto ed il dibattito sono alla base della democrazia e che il dialogo all’interno della Casa delle Libertà è sintomo di una ritrovata vivacità culturale che noi tutti non possiamo che salutare con felicità e con un certo sollievo (visto che per troppo tempo il centrodestra italiano aveva trascurato il dibattito culturale, diventato quindi prerogativa quasi esclusiva di una certa sinistra e di pochi intellettuali di nicchia), non si può nascondere che la discussione in atto in Puglia circa il gay pride rappresenti un caso di come a volte possa apparire difficile coniugare le due più importanti anime del centrodestra: quella che si richiama alla cultura cattolica e quella che invece si rifà alla cultura liberale.
Io personalmente mi riconosco nella seconda e di seguito cercherò di spiegare al meglio quello che non è solo il mio punto di vista ma anche il punto di vista di molte ragazze e ragazzi che si riconoscono nel Movimento Giovanile di Forza Italia.
Credo, anzi mi auguro vivamente, che nessuno, neanche i più estremi critici del gay pride, abbia mai pensato di vietare questa manifestazione; il gay pride rappresenta il sacrosanto esercizio di una libertà (quella di manifestare)!
A questo punto il nodo della questione è rappresentato dalla seguente domanda: è legittimo che una Istituzione, come la Regione Puglia, conceda il proprio patrocinio ad una manifestazione che, sebbene del tutto legittima (in quanto espressione di un diritto inalienabile dell’uomo), potrebbe offendere pubblicamente i valori condivisi dalla maggior parte dei cittadini? E se sì, fino a che punto?
La esibizione della propria omosessualità da parte di partecipanti al gay pride potrebbe infatti essere percepita come volgare ed offensiva da quanti, culturalmente legati alla tradizione cattolica, vivono l’omosessualità come un qualcosa di perverso ed immorale.
Senza ombra di dubbio i cattolici in Italia rappresentano la stragrande maggioranza dei cittadini, e tra loro i più intransigenti ne sono una cospicua fetta; ma va anche ricordato che i maggiori esponenti del mondo politico cattolico, fra cui Don Luigi Sturzo ed Alcide De Gasperi, intuendo la difficoltà intrinseca nel rapporto tra religione ed Istituzioni di uno Stato moderno, affermarono la piena laicità del partito della Democrazia Cristiana e di conseguenza anche delle Istituzioni che la DC si trovò per lungo tempo a governare.
Se lo Stato deve essere laico, come prescritto anche dalla nostra Costituzione che all’articolo 3 recita “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale… senza distinzione di religione”, di conseguenza una sua Istituzione non può e non deve rimanere insensibile, a causa delle inclinazioni culturali di una seppur importante parte dei cittadini, di fronte alla richiesta di patrocinio di una manifestazione pacifica e del tutto legittima avanzata da una “minoranza” troppo spesso ghettizzata e pubblicamente bistrattata. Anzi è dovere dello Stato e di tutte le sue Istituzioni tutelare le minoranze e la loro libertà di espressione fin quando questa venga esercitata nei limiti consentiti dalle leggi; se qualche reato dovesse essere commesso nel corso del gay pride, allora e solo allora sarà giusto individuarne i colpevoli e punirli.
Il gesto compiuto dal Presidente Fitto attraverso la concessione del patrocinio della Regione Puglia al gay pride di Bari è un segnale importante di come il centrodestra italiano si stia culturalmente evolvendo; non sta scritto da nessuna parte che la destra debba essere per forza razzista e xenofoba. Anzi, il centrodestra italiano si sta modernizzando e ci auspichiamo che tutta la destra di governo si diriga, come già sta facendo, verso quegli esempi di destra moderna europea rappresentata anche da Pim Fortuyn, leader assassinato della destra olandese e gay dichiarato.
Per concludere si può rilevare che le discussioni sul patrocinio di queste manifestazioni cesseranno solo nel momento in cui l’omosessualità non verrà più percepita come un fatto anomalo, ma come una libera scelta attinente la sfera dei diritti privati di ogni cittadino.
* Coordinatore Provinciale Forza Italia Giovani Brindisi
http://www.legnostorto.com/node.php?id=966




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