Mi prendo la licenza di postare qui un interessante intervento di Stonewall postato sul forumchesappiamo perchè mi sembra possa contribuire a innestare una bella discussione su un tema spinoso come il capitalismo e l'immigrazione.Chiedo quindi preventivamente scusa a Stonewall se copio e incollo un suo post ma credo così di fare cosa gradita a tutti i forumisti.Tutto nasce da un 3d di Dragonball a cui il generale ha risposto così.

Stonewall []
Globalization Is Freedom

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Dragonball: ciò che dici è NON VERO. Alcuni libertari americani sono favorevoli alle frontiere aperte; molti altri sono contrari. In particolare, quelli più coerenti (gli eredi di Murray Rothbard, che si raccolgono intorno al Ludwig von Mises Institute, www.mises.org) sono fermamente contrari.
Il vero problema dell'immigrazione è un problema di proprietà pubblica: come va gestita la proprietà pubblica di fronte a estranei che chiedono di entrare? I "left-libertarian" ritengono che la proprietà pubblica vada letta come "res nullius", e che quindi non possa essere esercitata su di essa alcuna forma di discriminazione. I "paleo-libertarians" (di cui io faccio parte) pensano invece che la proprietà pubblica sia in qualche maniera un "condominio" dei residenti, e che quindi vadano su di essa esercitate politiche fortemente discriminanti (a partire, si capisce, dal ferreo controllo dei "non residenti", cioè degli "stranieri", che intendono farne uso). Vale comunque la pena sottolineare che nè i left nè i paleo sono favorevoli allo stato sociale, e questo significa che anche se tra i libertari prevalessero i primi, l'immigrato perderebbe comunque gran parte degli incentivi a trasferirsi.
Peraltro, è interessante su questo punto la riflessione di Hans-Hermann Hoppe. Lo studioso tedesco mette in primo luogo in evidenza che la libera circolazione dei beni e delle persone non possono essere assimilate, in quanto i beni circolano in virtù di un consenso, implicito o esplicito, tra mittente e destinatario, mentre le persone ovviamente vanno dove vogliono. Secondariamente, egli sottolinea che in un regime capitalistico puro (libera circolazione dei beni), la migrazione di massa è fortemente disincentivata, perché sono i mezzi di produzione stessi a muoversi dove è necessario.
Per inciso, il 99% dei libertari italofoni sposano la posizione di Hoppe. Basterebbe fare un salto di tanto in tanto sul Forum Libertario per capirlo. A meno che questo intervento non fosse dettato dalla volontà di scatenare una pura polemica, di cui peraltro non capisco il senso. (Potrei comprendere che Totila o Der Wehrwolf lo facessero, perché siamo in qualche maniera "avversari": tu invece stai, generalmente, dalla mia stessa parte della barricata, quindi non vedo lo scopo del tuo gesto su questo forum. Del resto, ognuno è padrone del suo tempo e può sprecarlo come crede. Anch'io rispondendoti).

Bene, vorrei dire la mia in proposito.Anzitutto non conoscevao la distinzione fra left e paleo libertarians e quindi ne prendo atto.Ad ogni modo quello che mi preme dire è che rifiutare l'immigrazione sulla SOLA base economica secondo me è errato.Mi spiego:è verissimo quello che dice Stonewall quando afferma che senza un welfare state assistenzialista gli allogeni che sfruttano le nostre risorse qui in Padania e in Europa sarebbero scoraggiati dall'emigrare in massa qui da noi.Ma questo a breve termine!Perchè anche ammesso un welfare state ridotto all'osso i vari negri, slavi, cingalesi etc. non avrebbero dubbi:verrebbero da noi UGUALMENTE perchè fra la miseria più nera e una vita di stenti qui nell'Occidente per loro è cmq preferibile la seconda ipotesiQuesta massa di cavallette non si fa certo spaventare da qualche servizio pubblico erogato in meno, ci vuole ben altro.Non conosco benissimo tutta la realtà americana ma mi sembra che cubani, chicanos, peruviani etc non smettono un secondo di invadere le coste americane, anche se il welfare state lì è di gran lunga più debole e piccolo del nostro.Non solo:ammettiamo che un gruppo allogeno(ad esempio gli islamici)venisse da noi e avesse un grosso successo dal punto di vista economico diventando i suoi membri capaci e abili imprenditori, industriali, commercianti etc e quindi integrandosi perfettamente con il capitalismo di cui anzi diverebbero la punta di diamante, un esempio x tutti gli altri gruppi.Questo, sia per i left ma anche per i paleo libertarians, sarebbe più che sufficiente per concludere che questo gruppo allogeno ha pieno diritto di stare qui in Occidente giusto?Ebbene io dicool c***o.Sì perchè la questione è sopratutto CULTURALE, di mentalità.Se questi grossi imprenditori islamici proponessero la jihad o la sharia nel territorio dove si sono installati, ebbene che diremmo?No certo, ma questo all'inizo, e quando saranno diventati maggioranza?(visto che cmq la democrazia si fonda sulla maggioranza).Allora occorre a mio parere respingere l'immigrazione basandosi sul postulato CULTURALE, per cui si dice:nel mondo ci sono delle civiltà incompatibili se messe a contatto fra loro, a prescindere dal giudizio singolo su di esse.Evitiamo quindi che questo succeda.Se invece motiviamo il no all'immigrazione solo su basi economiche, allora poi siamo costretti a star zitti nel momento in cui un gruppo etnico differente(cinese o islamico)che ha avuto un grosso successo economico dovesse prendere in mano le redini del Paese dove si è installato.Anche il fatto di motivare il no all'immigrazione sui diritti di proprietà del suolo etc può andar bene ma fino a un certo punto.La chiave di volte secondo me sta proprio nel fatto di teorizzare una sorta di incomunicabilità etnica che non può essere negata.Fra l'altro i liberisti "puri" che affermano che un gruppo allogeno economicamente di successo si integra automaticamente nel tessuto etnico ospitante sbagliano di grosso!I kamikaze che hanno fatto crollare le torri sbaglio o erano dei perfetti cittadini americani, presenti sul suolo Usa da parecchi anni, economicamente benissimo integrati, quindi non marginalizzati, disperati etc?Eppure la loro perfetta integrazione, apparente e dissimulata x anni, è andata a farsi benedire..perchè?Semplice, per una questione di mentalità di cultura diversa, incompatibile!E questo dato di fatto demolisce anche l'altro "corno" della questione economica, e cioè tutti quei progressisti e terzomondisti che collegano il fanatismo religioso con le presunti condizioni di indigenza economica in cui verserebbero quelle genti.E invece la realtà è un'altra.La realtà è che il fanatismo islamico prospera in tutte le classi sociali ma sopratutto in quelle ricche e agiate.Quasi tutti i capi della jihad sono sceicchi, mica gente che muore di fame e che è disposta a tutto, alla faccia dei Ginostrada e compagnia.Quindi ripeto e concludo:la questione dell'immigrazione va affrontata sotto il profilo culturale identitario, non solo economico.