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Risultati da 1 a 10 di 15
  1. #1
    Asteroids
    Ospite

    Predefinito Il manuale del perfetto new global

    Il galateo del perfetto new global


    Una ragazza manifesta contro la guerra a Firenze
    Mangia datteri iracheni - importati illegalmente in Italia - non calza le Nike e non va da MCDOnald. Appende stracci contro la guerra, non sfascia vetrine e cambia banca, quando scopre che la sua finanzia il traffico d'armi



    Da quando si alza la mattina a quando va a letto la sera, il perfetto new global (la versione riveduta e corretta del no global) si pone molti interrogativi: la fragola che sto per addentare non sarà per caso un pesce geneticamente manipolato? La colla usata per incollare le mie scarpe non avrà per caso avvelenato i polmoni di chi le ha prodotte? Il mio conto in banca non sarà forse stato investito in un traffico d'armi? C'è da restare senza fiato di fronte alle infinite complicità con le multinazionali e con le politiche delle banche nascoste in particolari apparentemente trascurabili della vita quotidiana. Ma il vero new global, contrario al neoliberismo, alla violenza, alla guerra, allo sfruttamento dei lavoratori, deve cercare di essere fedele al ritratto pacifico e consapevole che di lui fanno gli organizzatori del Forum sociale europeo.

    Il perfetto new global, che chiameremo Giuseppe, perché è un nome locale senza brand extension, ha 25 anni e non di più perché più s'invecchia più si diventa inevitabilmente collusi con le multinazionali.
    Non mangia mai il Kit Kat perché, come sanno anche i muri, il Kit Kat è prodotto dalla Nestlé, che insiste nel vendere latte in polvere in paesi dove l'acqua infetta causa gravi malattie ai bambini. Crede nel boicottaggio di certi prodotti, sa quali sono le aziende buone e quelle cattive, perché consulta la Nuova guida al consumo critico a cura di Francesco Gesualdi.
    Se, non riuscendo a trattenersi, beve la Coca-Cola, o mangia un king burger, Giuseppe è comunque consapevole delle colpe delle multinazionali che sta arricchendo con i suoi soldi. Il suo è sempre un consumo critico. Quando regala, per esempio, tè verde, sceglie quello non imballato, perché sa quale tremendo effetto abbia il packaging sull'ambiente. Compra prodotti che arrivano da molto vicino, per il cui trasporto non si sono dovuti fare troppi chilometri inquinando la natura con la benzina.

    Lui stesso non ha la patente e, comunque, nel caso ce l'abbia, ha l'accortezza di riempire la macchina di parenti e conoscenti, per ridurre l'uso indiscriminato e letale delle auto. Quando sceglie cose che arrivano da molto lontano, acquista nelle botteghe ecosolidali che saltano l'intermediario e fanno arrivare i soldi direttamente ai contadini del Nicaragua. Quando si veste, porta il di sopra della tuta Adidas, quello rosso con le tre bande bianche che va tanto di moda adesso, perché nei confronti dell'Adidas non sono stati accertati comportamenti scorretti.
    Quando si lava i denti, non lascia scorrere l'acqua dal rubinetto, perché nel mondo un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Non si fa di antibiotici alla prima linea di febbre, non gli importa se la banana che sta mangiando è corta, lunga, sottile o massiccia, conta solo che sia stata prodotta senza usare pesticidi pericolosi per i lavoratori che l'hanno coltivata. Non compra cd o dvd, preferisce l'ascolto e la visione «no copyright», cioè masterizza musica e film e li distribuisce agli amici.

    Appena apprende che la sua banca esporta armi in paesi dove non c'è rispetto dei diritti umani, non va a sfasciare vetrine, ma cambia istituto di credito. Contrario alla guerra per il petrolio e solidale con i poveri del mondo, a Natale Giuseppe attuerà la sua disobbedienza civile: mangerà datteri iracheni, importati illegalmente in Italia, per ribadire il no all'embargo che «ha provocato un milione e mezzo di morti». Appende uno straccio bianco al balcone (uno straccio per non incentivare i consumi comprando una vera bandiera) finché non sarà definitivamente scongiurata la minaccia di una guerra all'Iraq.

    E nel caso abbia figli, cerca in ogni modo di non farli giocare nelle gabbie della Nike, donate alle scuole da una multinazionale che fa lavorare i bambini del Terzo mondo. Solo così facendo, Giuseppe sarà fedele alla sua causa, dopotutto una delle «più buone» della Terra

    Silvia Grilli



    Una new global


  2. #2
    email non funzionante
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    Mi è piaciuto, nonostante un paio di punti non proprio esatti (per essere precisi: spreco dell'acqua, che comunque non infliscesulla quantità d'acqua presente in Africa; masterizzazione di musica e film, che potrebbero essere originali se prodotte da principianti bisognosi di soldi e non commercializzati da Virgin & co.)

  3. #3
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    Minchia. e` piu stressante di un lavoro.................

    e l`adozione a distanza???? la dimentichiamo?????? e la banca etica???????

  4. #4
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    Predefinito Re: Il manuale del perfetto new global

    Originally posted by Asteroids
    Il galateo del perfetto new global


    Una ragazza manifesta contro la guerra a Firenze
    Mangia datteri iracheni - importati illegalmente in Italia - non calza le Nike e non va da MCDOnald. Appende stracci contro la guerra, non sfascia vetrine e cambia banca, quando scopre che la sua finanzia il traffico d'armi



    Da quando si alza la mattina a quando va a letto la sera, il perfetto new global (la versione riveduta e corretta del no global) si pone molti interrogativi: la fragola che sto per addentare non sarà per caso un pesce geneticamente manipolato? La colla usata per incollare le mie scarpe non avrà per caso avvelenato i polmoni di chi le ha prodotte? Il mio conto in banca non sarà forse stato investito in un traffico d'armi? C'è da restare senza fiato di fronte alle infinite complicità con le multinazionali e con le politiche delle banche nascoste in particolari apparentemente trascurabili della vita quotidiana. Ma il vero new global, contrario al neoliberismo, alla violenza, alla guerra, allo sfruttamento dei lavoratori, deve cercare di essere fedele al ritratto pacifico e consapevole che di lui fanno gli organizzatori del Forum sociale europeo.

    Il perfetto new global, che chiameremo Giuseppe, perché è un nome locale senza brand extension, ha 25 anni e non di più perché più s'invecchia più si diventa inevitabilmente collusi con le multinazionali.
    Non mangia mai il Kit Kat perché, come sanno anche i muri, il Kit Kat è prodotto dalla Nestlé, che insiste nel vendere latte in polvere in paesi dove l'acqua infetta causa gravi malattie ai bambini. Crede nel boicottaggio di certi prodotti, sa quali sono le aziende buone e quelle cattive, perché consulta la Nuova guida al consumo critico a cura di Francesco Gesualdi.
    Se, non riuscendo a trattenersi, beve la Coca-Cola, o mangia un king burger, Giuseppe è comunque consapevole delle colpe delle multinazionali che sta arricchendo con i suoi soldi. Il suo è sempre un consumo critico. Quando regala, per esempio, tè verde, sceglie quello non imballato, perché sa quale tremendo effetto abbia il packaging sull'ambiente. Compra prodotti che arrivano da molto vicino, per il cui trasporto non si sono dovuti fare troppi chilometri inquinando la natura con la benzina.

    Lui stesso non ha la patente e, comunque, nel caso ce l'abbia, ha l'accortezza di riempire la macchina di parenti e conoscenti, per ridurre l'uso indiscriminato e letale delle auto. Quando sceglie cose che arrivano da molto lontano, acquista nelle botteghe ecosolidali che saltano l'intermediario e fanno arrivare i soldi direttamente ai contadini del Nicaragua. Quando si veste, porta il di sopra della tuta Adidas, quello rosso con le tre bande bianche che va tanto di moda adesso, perché nei confronti dell'Adidas non sono stati accertati comportamenti scorretti.
    Quando si lava i denti, non lascia scorrere l'acqua dal rubinetto, perché nel mondo un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Non si fa di antibiotici alla prima linea di febbre, non gli importa se la banana che sta mangiando è corta, lunga, sottile o massiccia, conta solo che sia stata prodotta senza usare pesticidi pericolosi per i lavoratori che l'hanno coltivata. Non compra cd o dvd, preferisce l'ascolto e la visione «no copyright», cioè masterizza musica e film e li distribuisce agli amici.

    Appena apprende che la sua banca esporta armi in paesi dove non c'è rispetto dei diritti umani, non va a sfasciare vetrine, ma cambia istituto di credito. Contrario alla guerra per il petrolio e solidale con i poveri del mondo, a Natale Giuseppe attuerà la sua disobbedienza civile: mangerà datteri iracheni, importati illegalmente in Italia, per ribadire il no all'embargo che «ha provocato un milione e mezzo di morti». Appende uno straccio bianco al balcone (uno straccio per non incentivare i consumi comprando una vera bandiera) finché non sarà definitivamente scongiurata la minaccia di una guerra all'Iraq.

    E nel caso abbia figli, cerca in ogni modo di non farli giocare nelle gabbie della Nike, donate alle scuole da una multinazionale che fa lavorare i bambini del Terzo mondo. Solo così facendo, Giuseppe sarà fedele alla sua causa, dopotutto una delle «più buone» della Terra

    Silvia Grilli



    Una new global

    E il male, esattamente, in che punto sta dell'articolo?
    Voglio dire, a parte l'ironia grossolana che trasuda da questo scritto, non mi sembra che ci sia niente di sbagliato.
    ...boh...

  5. #5
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    Mi sfugge un punto: si dice ke nn compra cd ma li masterizza....

    Beh, x masterizzare occorre un masterizzatore e i masterizzatori sono prodotti dalle assassine multinazionali, quindi nn masterizza.
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  6. #6
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    Pure la Grilli non sopporti........................ credevo c`e` l`avessi solo con Diego......................

  7. #7
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    ti diro` che preferisco i prezzolati agli imbecilli.
    e su alcune testate di cui intuirai facilmente il nome ci sono gironalisti che sparano una minchiata al minuto, con il solo obiettivo di aumentare la rabbia dei depressi e dei sognatori.
    io pero` sono tollerante mi limito a non leggerli......


    e tu invece perche` ti torturi a leggere my friend Diego???????

  8. #8
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    Predefinito

    Originally posted by benny3
    ti diro` che preferisco i prezzolati agli imbecilli.
    e su alcune testate di cui intuirai facilmente il nome ci sono gironalisti che sparano una minchiata al minuto, con il solo obiettivo di aumentare la rabbia dei depressi e dei sognatori.
    io pero` sono tollerante mi limito a non leggerli......
    Gli imbecilli, come i pazzi, del resto; esprimono LORO opinioni che puoi condividere o meno.
    I prezzolati, invece, esprimono quello che QUALCUN'ALTRO vuole che TU condivida.
    Opinioni un tanto a kilo; come per le banane.



    ("Mi limito a NON leggerli")

  9. #9
    Asteroids
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    I new global boicottano il biscione e tutti quelli che pubblicizzano i propri prodotti sulle reti mediaset, sono anche attenti al codice a barra internazionale, potrebbe essere un prodotto made in Israel e quindi comprandolo si finanzia la repressione di Sharon.

  10. #10
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    Predefinito IL MANUALE DEL PERFETTO GLOBAL

    Non amo viver con tutta la gente
    mi piace solo la gente bene,
    come si dice comunemente
    bene si nasce, non si diviene.
    C'è chi nasce per le scienze o per le arti
    io son nato solamente per i parties.
    Amo oltremodo parlare male
    fare il male con le ragazze,
    ma a Pasqua vado in confessionale
    poi tutte quante per me vanno pazze.
    Perché fra i bene poi non conta l'astinenza
    basta ci sia soltanto l'apparenza.
    Quindi non curo la mia intelligenza
    la gente bene con questo non lega,
    ma alle canaste di beneficenza
    so sempre tutto sull'ultimo Strega.
    L'intelligenza c'è sol coi milioni
    e ammiro i partiti di Fini e Berlusconi.
    Sono elegante ed è inutile dire
    che le mie vesti son sempre curate,
    perché è senz'altro importante il vestire
    perché è la tonaca che fa il frate.
    In fondo poi due cose hanno importanza
    e sono il conto in banca e l'eleganza.
    Andiamo matti per cocktail e feste
    amo oltremodo le donne mondane;
    non fraintendete: non parlo di quelle
    star con la gente più in basso sta male.
    Non ho rapporti coi proletari
    soltanto a tarda notte lungo i viali.
    Ma non trascuro la scienza umanista
    e si può dire che sono impegnato,
    anzi alle volte sono comunista
    ma non mi sono sempre interessato:
    la lotta delle classi sol mi va
    per far bella figura in società.
    Non si può dire che sia clericale
    come Boccaccio amo rider dei frati,
    ma ossequio sempre lo zio cardinale
    e vado a messa nei dì comandati.
    Il mio credo vi dico brevemente
    pensare a ciò che può dire la gente.
    La gente bene è la mia vera patria
    la gente bene è il mio unico dio,
    l'unica cosa che ho sempre sognata
    la sola cosa che voglio io:
    solo essere un "bene" sempre ed ora
    e tutto il resto vada alla malora.
    (Pontiack, Sciascia, Verona, Pantros & pcosta)

 

 
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