Verrà issata per la commemorazione odierna, ma politici e penne nere si ribellano
IL VESSILLO CONTESTATO

di Pierluigi Depentori

TRENTO. La bandiera austriaca issata accanto a quella italiana e a quella europea per la tradizionale celebrazione del 3 novembre. Lo ha deciso il presidente della Provincia Lorenzo Dellai, che oggi pomeriggio alzerà il vessillo bianco-rosso per dare un «forte segnale di solidarietà e di pace». E il mondo politico si spacca: il centrodestra attacca duramente, ma anche a sinistra ci sono perplessità.
L'appuntamento è per oggi pomeriggio, pochi secondi prima delle 15 sulla Torre d'Augusto del Castello del Buonconsiglio. Secondo Dellai, è giunto il momento di dare una svolta, ad 84 anni di distanza da quel 3 novembre 1918 in cui le truppe italiane entrarono a Trento. «La memoria sarebbe cieca se si guardasse solo al passato», ricorda Dellai, anche perché «le antiche divisioni sono oggi rovesciate in solide amicizie».
Insomma, per Dellai è giunto il momento di un segnale forte, facendo sventolare la bandiera austriaca accanto a quella italiana e a quella europea. Ma la decisione del presidente rischia di trasformarsi in un caso politico destinato ad infiammarsi. Il centrosinistra plaude convinto, ma Nicola Zoller, esponente di quello Sdi che raccoglie l'eredità storica di Cesare Battisti, resta perplesso e parla di «iniziativa ridondante». E mentre il mondo autonomistico sorride e si avvicina sempre più al centrosinistra (il segretario del Patt Giacomo Bezzi parla di «segnale importante» in vista delle provinciali del prossimo anno), dal centrodestra arrivano invece attacchi durissimi. Claudio Taverna e Marco Zenatti parlano senza mezzi termini di «iniziativa elettoralistica e demagogica». A pochi mesi dalle elezioni, questa l'accusa mossa a Dellai, issare la bandiera austriaca al Buonconsiglio ha il sapore di una mano tesa al Patt nel momento decisivo per le future alleanze politiche. La coincidenza vuole che mentre Dellai sarà al Buonconsiglio per issare la bandiera austriaca, il presidente della Regione Carlo Andreotti sarà a Cavalese per l'inaugurazione di una mostra sugli Schützen. Dall'Alto Adige, poi, il presidente Luis Durnwalder rivela che «da noi una simile iniziativa sarebbe impossibile, scoppierebbe subito una rivoluzione».
Ma non è solo il mondo politico a scatenare la polemica sulla decisione di Dellai. Giuseppe Demattè, il presidente trentino dell'associazione nazionale alpini, boccia senza mezzi termini l'iniziativa parlando di «mossa discutibile». Gli alpini saranno presenti comunque alla commemorazione di oggi pomeriggio, ma l'atmosfera non sarà di certo delle più idilliache.
Le polemiche sulle intese con l'Austria e sulle bandiere non sono nuove. Nel 1995 l'allora presidente della Provincia Carlo Andreotti aveva dovuto subire un procedimento penale per la decisione di aprire a Bruxelles, cuore pulsante dell'Unione Europea, una sede dell'Euregio assieme a Bolzano e al Tirolo. Ipotesi di reato: attività sediziosa all'estero contro lo Stato italiano. Alla fine il procedimento venne archiviato. Soltanto poche settimane fa, poi, lo stesso Dellai era stato criticato dalla ex presidente della Regione Margherita Cogo per avere issato la bandiera america al palazzo della Provincia per l'anniversario della strage di New York dell'11 settembre.