aggiungo io....magari !!!
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Bossi al premier: "Tremonti non si tocca"
Il Senatùr zittisce le voci su un cambio all'Economia: "Berlusconi non lo caccerà, ma se dovesse farlo la Lega uscirà dalla maggioranza". In calo le quotazioni di Formigoni agli Esteri.
ROMA - Giù le mani da Tremonti, altrimenti sarà crisi. Umberto Bossi spazza via le voci su quel rimpasto di governo che tutti nella maggioranza danno ormai per scontato. E lo fa alla sua maniera. Difendendo a spada tratta il titolare dell'Economia, paladino di quel federalismo fiscale tanto caro al Carroccio. E spedendo nel contempo un avvertimento al premier in carica: "Berlusconi non lo cambierà mai, ma se ciò avvenisse dovrebbe sostituire anche la Lega all' interno della maggioranza, perché a quel punto saremmo certi che non si potrebbe più attuare alcun cambiamento''
Il Senatùr derubrica alle voce "fantapolitica", le ricostruzioni fatte da alcuni giornali. Quelle secondo cui Tremonti sarebbe in procinto di lasciare il dicastero di via XX settembre che verrebbe diviso assegnando il Tesoro a Mario Baldassarri di An e il Bilancio a un tecnico come Mario Draghi. Una strategia che, secondo le stesse indiscrezioni apparse sulla stampa, avrebbe avuto il via libera del leader della Lega e dovrebbe concretizzarsi una volta votata la Finanziaria.
"Notizie prive di fondamento - è la secca replica di Bossi - A questo punto è necessario prendere atto che quel che resta dei poteri forti, che hanno sempre voluto la politica debole, non demorde. E quel che resta dei poteri forti è arrabbiato con Tremonti e con la Lega che hanno la colpa di non far fare affari al governo''.
La sdegnata uscita bossiana però non spegne le indiscrezioni. La settimana scorsa era stato il Corriere della Sera a scrivere a chiare lettere come il superministro dell'Economia fosse in bilico, di come avesse avesse presentato le dimissioni, e di come Silvio Berlusconi le avesse respinte rimandando per chiarimenti allo stesso Corsera.
Dal Messaggero, oggi, si viene invece a sapere come più volte Tremonti abbia effettivamente messo il proprio mandato a disposizione del premier. E non solo. Anche Bossi si sarebbe ammorbidito, dice il quotidiano romano, e proprio negli ultimi giorni avrebbe dato l'ok al progetto ideato da palazzo Chigi, che deve anche mettere fine all'interim del presidente del Consiglio alla Farnesina.
Tremonti a parte, l'altro nodo è quello del ministero degli Esteri. In pole position ci sarebbe Roberto Formigoni, attuale presidente della regione Lombardia . Lui stesso, in una recente uscita pubblica, aveva dichiarato che potrebbe non concludere l'attuale mandato, provocando le sottili ironie del sindaco di Milano, Albertini, e un immediato sommovimento nella maggioranza che sorregge il Pirellone.
Il salto dalla Regione alla Farnesina gratificherebbe tra l'altro i "moderati" della maggioranza, che vedrebbero così uno degli esponenti d'area centrista a gestire un ministero "pesante". Per la Lega i vantaggi sarebbero due: non perdere nessuna delle poltrone che ha attualmente (dalla Giustizia allle Riforme istituzionali al Welfare) e di avere la possibilità di designare il successore alla guida della Lombardia.
Questo dice il Messaggero. Ovviamente smentito con forza dal portevoce del presidente del Consiglio, Paolo Boaniuti, interpellato dai giornalisti entrando a Palazzo Chigi. Formigoni alla Farnesina? ''E' tutto incredibile, come lo sdoppiamento del Ministero dell'Economia... Non c'è niente di vero''. ''E' soltanto un esercizio di sfrenata fantasia giornalistica - prosegue il sottosegretario alla Presidenza - come purtroppo accade spesso per quanto riguarda Forza Italia''. A dargli man forte interviene anche Andrea Radic, portavoce di Formigoni: "Smentisco la notizia - afferma - e rispondo: ha ragione Bonaiuti, bisognerebbe cominciare a chiedersi perché queste cose continuano a capitare proprio in Forza Italia".




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