La riporto:
<(....) Vorrei solo aggiungere, a proposito del "silenzio" della Kiesa italiana, ke attendo con ansia il giorno in cui, dal pulpito, il celebrante, invece di biasimare genericamente i peccatori contro la verità e la giustizia, dica kiaro e tondo ke è peccato nn pagare le tasse, oppure nn rilascirae la ricevuta fiscale, soprattutto quando lo fa un professionista alle cui spalle è appeso un crocifisso o sulla cui scrivania c'è l'immagine di San Pio da Pietralcina. Oppure, ke nn va messa sul conto dell'azienda la pelliccia regalata all'amante; ke è un peccato far pagare meno le tasse ai rikki e peggiorare l'assistenza sociale ai poveri, e così via. Vorrei ke i nostri giovani crescessero con l'idea ke l'offesa a Dio va ben oltre la sfera del sesso. Se oggi una donna è definita peccatrice tutti pensano ad una cosa sola. Io sogno il tempo in cui il "peccatore" sarà colui ke fa un sorpasso pericoloso in curva o corrompe i giudici, ki produce cibo con ingredienti nocivi alla salute, oppure ki in corsia sorride al vip di turno e maltratta loi sconosciuto.>
Andrea
Inutile dire ke condivido al 100% quando detto da Andrea, era da tempo ke avrei voluto leggere una lettera così, altro ke masturbazione........




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