Mio Signore, non ti sei accontentato di sacrificarti per me sulla croce; hai voluto rinnovare tale sacrificio sotto le specie del pane e del vino, perché io potessi cibarmi di Te e così misticamente trasformarmi in Te.



Con il tuo sangue hai redento il mondo e inebri la mia anima.



Tu doni a me la tua carne, carne del Verbo generato dal Padre e con Lui spirante l’Amore.



Sangue del Verbo concepito da Maria secondo la natura umana; sangue di Maria di Nazareth, l’Immacolata tua Madre. Corredentrice misericordiosa per ogni creatura. Carne, sangue, anima e divinità: grande mistero dell’Eucaristia.



Ma io che Ti credo e Ti ricevo, posso e devo spingermi al di là della specie sacramentale fino a perdermi nell’abisso del Tuo amore.



E’ questa certezza che mi inebria e, inebriandomi, mi allontana dalle miserie delle cose che finiscono, e mi immerge in Te che sei l’Eterno e l’eterna felicità.



Dimmi, Pane consacrato, Carne viva del Verbo, anzi Verbo Incarnato dimmi che ti compiaci di sentire il mio ringraziamento, la mia lode, la mia adorazione, il mio amore commosso fino alle lacrime.



Le lacrime sono un tuo dono a chi ti ama appassionatamente e cerca Te, unico vero bene, unico Salvatore. Le lacrime colmano i silenzi della nostra povera anima che non sa esprimere il mistero che la inonda, mentre il nostro cuore, pieno di commozione, protesta la sua cocente tenerezza di creatura.



Dimmi che con il sacrificio eucaristico possiedo l’Immenso e l’Eterno, perché io stupisca del tuo misterioso infinito amore. Stupiscono gli angeli, stupisce l’universo, perché io no?



Dimmi che ti compiaci del mio amore.