"Costruiremo un monumento per i bimbi che si sono sacrificati a San Giuliano di Puglia".
Questa frase, ascoltata ieri sera al Tg2, mi ha lasciato un po' di stucco. Non che io non provi dolore per la morte di 31 persone, di cui 29 bambini, anzi.
Però vorrei chiarire alcuni concetti un po' oscuri della frase incriminata.
1) invece di costruire "un monumento" ai caduti, tronfio e retorico, perché non si ricostruisce una nuova scuola fatta con criteri antisismici come Dio comanda? In Giappone, in Usa vi sono terremoti ben peggiori, ma con danni ben minori, perché là si pensa di dare la priorità a strutture antisismiche serie, non monumenti alle vittime dei terremoti. Per farci che poi?
2) "sacrificati". E' questo che non mi torna. Se uno rimane schiacciato da una controsoffittatura di cemento armato pesante svariate decine di tonnellate, muore per imperizia degli architetti, per vetustà delle norme edilizie oppure perché si è "sacrificato"? In nome di che poi?
3) invece di fare piazzate deamicisiane e collodiane degne di lui, l'Autoassolto ci spieghi perché ha fatto smantellare il nucleo di esperti geologi, vulcanologi e sismologi che lavoravano col governo.




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