Moretti in aula
tra applausi e fischi
Il regista assiste alla votazione sulla legge Cirami
I leghisti lo contestano: "Vai a lavorare"
Girotondi in piazza in 40 città
Appello a Ciampi: "Non la firmi"
ROMA - "Il simbolo della battaglia contro la legge Cirami" è seduto nella tribuna della Camera. Le mani sulle ginocchia e lo sguardo fisso verso i banchi del governo. Accavalla le gambe e si becca un rimprovero da un commesso che lo richiama ad un comportamento più "consono" all'aula. Dai girotondi a Montecitorio, Nanni Moretti non ha voluto perdersi il dibattito e l'approvazione della legge Cirami ed ha assistito ai lavori dell'ultima giornata dalla tribuna riservata al pubblico. Un antipasto prima dei volantinaggi e delle manifestazioni in 40 città, a partire da Roma e Bologna, messe in piedi dai Girotondi per protestare contro la legge e rilanciare l'appello a Ciampi affinché "non firmi una legge incostituzionale", appello già firmato da 60 mila persone.
Ad accorgersi della presenza del regista è il deputato della Margherita, Roberto Giachetti: "Salutiamo - dice rivolgendosi verso la tribuna - il simbolo della battaglia contro la legge Cirami, con il quale avremo la possibilità di vederci questa sera per una manifestazione con la gente contro questo provvedimento". Si girano in molti. Dai banchi dell'opposizione si leva qualche tiepido applauso, da quelli della maggioranza fischi e mugugni. Poco dopo Dario Franceschini sale in tribuna e scambia qualche parola con Moretti.
E' il momento delle dichiarazioni di voto. Moretti ascolta da Marco Boato la decisione dell'Ulivo di restare in aula ma di non votare. Poi segue l'intervento di Ferdinando Adornato di Forza Italia. Impassibile, fino a quando Adornato definisce quella sul legittimo sospetto una "normalissima, buona legge". Allora la contrarietà sul volto del regista si vede tutta: Moretti si toglie gli occhiali e alza gli occhi al cielo.
A disegno di legge approvato i leghisti innalzano un cartello polemico: "Moretti... vai a lavorare". I deputati del centrosinistra reagiscono. Parte un ironico "bravi, bravi" e un applauso. Il diessino Pietro Folena scaglia un sonoro "fascisti" verso i banchi della Lega mentre qualche collega dell'opposizione lascia partire un più deciso "idioti". Ai commessi della Camera tocca formare un piccolo cordone per far defluire separatamente i deputati. Di Moretti, intanto, si perdono le tracce.
E non si vedrà nemmeno nelle piazze dove invece ci sono tutti gli altri. A partire da Paolo Flores d'Arcais presente in via dei Fori imperiali al volantinaggio organizzato dal movimento. Con Flores ci sono circa un centinaio di persone, tra cui la scrittice Lidia Ravera, Silvia Bonucci, Federico Orlando e il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi a fare informazione con striscioni e due volantini, uno con il rapporto dell'Onu sulla situazione della giustizia italiana e l'altro con spiegati tutti i motivi per cui "la Cirami non ci piace".
Stessa scena a Bologna dove, in piazza Santo Stefano sono in 400 compresi i vertici locali dell'Ulivo. A Firenze, invece, è Pancho Pardi a guidare il volantinaggio, cui partecipano anche Franca Rame e Dario Fo.
(5 novembre 2002 www.repubblica.it)
Una sola parola: VERGOGNA.




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