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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Niente Che Non Si Sapesse Gia'....cmq....

    Treviso, martedì 5 novembre 2002, S. Zaccaria

    TREVISO

    Il sindaco Gentilini tuona dal palco nell'anniversario dell'Unità nazionale Sotto, l'alzabandiera

    Il picchetto d'onore al monumento ai caduti in piazza Vittoria

    Gentilini impugna il Tricolore
    e seppellisce la secessione
    Il sindaco: «Non ci sono guerre giuste e guerre ingiuste caduti buoni o cattivi, ma solo caduti per una patria unita» E invoca la giustizia divina contro chi ha lordato il monumento

    Andrea Passerini

    Ha inneggiato al tricolore e alla patria. Ha difeso l'Unità d'Italia, seppellendo ogni pretesa padana o secessionista (cosa dirà il popolo leghista, al riguardo, quello che su Radio Padania invoca ancora il distacco da Roma?). Un Gentilini patriottico e irredentista come non mai, quello che ha parlato ieri in piazza Vittoria, in occasione della cerimonia cittadina per la celebrazione del 4 Novembre, festa dell'unità Nazionale e delle Forze Armate. Gentilini ha preso la parola dopo che erano stati letti i messaggi del capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi e del ministro della Difesa, Antonio Martino.
    Parlare davanti al monumento appena fatto oggetto dello «sfregio» alla vigilia della manifestazione di Forza Nuova era un'opportunità troppo ghiotta, per il nostro. Figurarsi se il sindaco, in questi giorni impegnato nella polemica frontale con lo scrittore Camon sul tema della patria, se la faceva sfuggire.
    Italianissimo e militarista, il suo discorso. «Non ci sono guerre giuste e ingiuste - ha detto ad un certo punto - c'è solo la guerra, e chi cade in guerra cade per un'idea di patria che vanifica ogni divisione». «E' vergonoso ascoltare e leggre chi divide i caduti in veri e falsi, in caduti buoni o cattivi».
    La dottrina cristiana sulla «guerra necessaria»? Le ricerche di filosofi, teologi, i dilemmi dei pacifisti che con sofferenza hanno aperto agli interventi nell'ex Yugoslavia? Tutto spazzato via. Anche sul piano storico Gentilini ha adoperato la scure, senza curare i distinguo: le missioni coloniali dell'esercito in Libia e in Africa Orientale sono finite sullo stesso piano della prima e della seconda guerra mondiale (domanda: ma non c'erano anche soldati e ufficiali delle forze armate transitate che scelsero la Resistenza dopo l'8 settembre?)
    Gentilini ha voluto sottolineare la «sacralità» del giuramento alla patria, «uno e uno solo». Cosa avrà pensato Zaia, lì in prima fila, ricordando il suo servizio civile grazie alla legge 772 che ha legittimato l'obiezione di coscienza al servizio militare? Quanto all'unità d'Italia, dopo aver ricordato che «generazioni di italiani si sono immolate per dare all'Italia anche quei territori che per ragioni storicamente indiscutibili le spettavano», ha evocato «il grido di dolore che si leva dai nostri esuli giuliani istriano dalmati: un delitto di stato dimenticarli»
    Infine, la personalissima maledizione per gli autori dell'atto vandalico al momumento. «Devo togliermi questo macigno dallo stomaco» - ha detto. Auspicando un punizione della «giustizia divina» sui «responsabili» di questo «sacrilegio». Sulla giustizia umana e terrena il primo cittadino di Treviso ha «grossi dubbi». E ha concluso: «Caduti, io so che la vendetta non fa parte di chi riposa negli spazi eterni, ma ogni legge, e spero anche quella divina, ha le sue deroghe».
    Dalla piccola folla presente attorno alla piazza, si sono levati gli applausi. A margine, non è passata inosservata la presenza, tra le autorità, del senatore forzista Favaro schierato fra Zaia e Stiffoni, due leghisti suoi nemici giurati. Potenza dell'ufficialità: di sicuro non hanno parlato di casa delle Libertà.
    Il «rompete le righe» conclusivo, è accompagnato, nelle retrovie della piazza, da attimi di apprensione. Una bambina che assisteva alla cerimonia con la sua classe è svenuta, ed è stata soccorsa dagli uomini della Croce Rossa, che avevano la loro tenda proprio davanti alla «Gabelli».
    -------------------------------


    Niente di nuovo sotto il sole, ma x i più distratti casomai ce ne fosse bisogno.......leggano

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  2. #2
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    Gentilini è un grande sindaco, ma un pessimo padano.

  3. #3
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    Il mio commento?Gentilini è proprio il leghista doc...in questi periodi

  4. #4
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    Predefinito Re: Niente Che Non Si Sapesse Gia'....cmq....

    Originally posted by pensiero
    Treviso, martedì 5 novembre 2002, S. Zaccaria

    TREVISO

    Il sindaco Gentilini tuona dal palco nell'anniversario dell'Unità nazionale Sotto, l'alzabandiera

    Il picchetto d'onore al monumento ai caduti in piazza Vittoria

    Gentilini impugna il Tricolore
    e seppellisce la secessione
    Il sindaco: «Non ci sono guerre giuste e guerre ingiuste caduti buoni o cattivi, ma solo caduti per una patria unita» E invoca la giustizia divina contro chi ha lordato il monumento

    Andrea Passerini

    Ha inneggiato al tricolore e alla patria. Ha difeso l'Unità d'Italia, seppellendo ogni pretesa padana o secessionista (cosa dirà il popolo leghista, al riguardo, quello che su Radio Padania invoca ancora il distacco da Roma?). Un Gentilini patriottico e irredentista come non mai, quello che ha parlato ieri in piazza Vittoria, in occasione della cerimonia cittadina per la celebrazione del 4 Novembre, festa dell'unità Nazionale e delle Forze Armate. Gentilini ha preso la parola dopo che erano stati letti i messaggi del capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi e del ministro della Difesa, Antonio Martino.
    Parlare davanti al monumento appena fatto oggetto dello «sfregio» alla vigilia della manifestazione di Forza Nuova era un'opportunità troppo ghiotta, per il nostro. Figurarsi se il sindaco, in questi giorni impegnato nella polemica frontale con lo scrittore Camon sul tema della patria, se la faceva sfuggire.
    Italianissimo e militarista, il suo discorso. «Non ci sono guerre giuste e ingiuste - ha detto ad un certo punto - c'è solo la guerra, e chi cade in guerra cade per un'idea di patria che vanifica ogni divisione». «E' vergonoso ascoltare e leggre chi divide i caduti in veri e falsi, in caduti buoni o cattivi».
    La dottrina cristiana sulla «guerra necessaria»? Le ricerche di filosofi, teologi, i dilemmi dei pacifisti che con sofferenza hanno aperto agli interventi nell'ex Yugoslavia? Tutto spazzato via. Anche sul piano storico Gentilini ha adoperato la scure, senza curare i distinguo: le missioni coloniali dell'esercito in Libia e in Africa Orientale sono finite sullo stesso piano della prima e della seconda guerra mondiale (domanda: ma non c'erano anche soldati e ufficiali delle forze armate transitate che scelsero la Resistenza dopo l'8 settembre?)
    Gentilini ha voluto sottolineare la «sacralità» del giuramento alla patria, «uno e uno solo». Cosa avrà pensato Zaia, lì in prima fila, ricordando il suo servizio civile grazie alla legge 772 che ha legittimato l'obiezione di coscienza al servizio militare? Quanto all'unità d'Italia, dopo aver ricordato che «generazioni di italiani si sono immolate per dare all'Italia anche quei territori che per ragioni storicamente indiscutibili le spettavano», ha evocato «il grido di dolore che si leva dai nostri esuli giuliani istriano dalmati: un delitto di stato dimenticarli»
    Infine, la personalissima maledizione per gli autori dell'atto vandalico al momumento. «Devo togliermi questo macigno dallo stomaco» - ha detto. Auspicando un punizione della «giustizia divina» sui «responsabili» di questo «sacrilegio». Sulla giustizia umana e terrena il primo cittadino di Treviso ha «grossi dubbi». E ha concluso: «Caduti, io so che la vendetta non fa parte di chi riposa negli spazi eterni, ma ogni legge, e spero anche quella divina, ha le sue deroghe».
    Dalla piccola folla presente attorno alla piazza, si sono levati gli applausi. A margine, non è passata inosservata la presenza, tra le autorità, del senatore forzista Favaro schierato fra Zaia e Stiffoni, due leghisti suoi nemici giurati. Potenza dell'ufficialità: di sicuro non hanno parlato di casa delle Libertà.
    Il «rompete le righe» conclusivo, è accompagnato, nelle retrovie della piazza, da attimi di apprensione. Una bambina che assisteva alla cerimonia con la sua classe è svenuta, ed è stata soccorsa dagli uomini della Croce Rossa, che avevano la loro tenda proprio davanti alla «Gabelli».
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    Niente di nuovo sotto il sole, ma x i più distratti casomai ce ne fosse bisogno.......leggano
    Lo scandalo non è Gentilini........
    Lo scandalo sono tutti quei leghisti che si ostinano a definirsi "Padani" e che continuano a legittimare in Lega gente simile. Almeno avessero la decenza di non usurpare più il termine Padania e/o secessione!

  5. #5
    Padania libera dai padioti
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    Predefinito Re: Re: Niente Che Non Si Sapesse Gia'....cmq....

    Originally posted by Stefano


    Lo scandalo non è Gentilini........
    Lo scandalo sono tutti quei leghisti che si ostinano a definirsi "Padani" e che continuano a legittimare in Lega gente simile. Almeno avessero la decenza di non usurpare più il termine Padania e/o secessione!
    Viste le percentuali del signor Gentilini...

    La dimostrazione che l'importante è governare bene.

    Se il signor Gentilini si ripresentasse come Fogna Italia lo voterebbero lo stesso.

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Gentilini sara' votato finche' la Lega dara' l'impressione di contare qualcosa. Quando non sara' piu' cosi', ciaoooo...

  7. #7
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Originally posted by yurj
    Gentilini sara' votato finche' la Lega dara' l'impressione di contare qualcosa. Quando non sara' piu' cosi', ciaoooo...

    Ti contraddico yurj, Genty....verrebbe votato anche se domani non si presentasse con il simbolo della Lega....credimi.....la sua campagna pubblicitaria, peraltro abbondantemente meritata per quanto riguarda l'amministrazione, se l'è fatta molto bene.....quindi sappi che se passa il terzo mandato ti tocca pappartelo ancora, per quanto mi riguarda si sta rivelando giorno per giorno l'amico più fidato che la Patria Itagliana possa avere, tutto l'opposto quindi delle mie aspirazioni, anche se, visti gli sviluppi in campo governativo della lega, si sono notevolmente ridimensionate.
    Uhè come ze che no te si ndà firense? te ghe un pò paura de ciaparle ah?......ehehehe

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Ho l'influenza

  9. #9
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    Originally posted by yurj
    Ho l'influenza
    Considerando quello che ti avevo augurato, ti è andata bene.

  10. #10
    Erwann
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    Originally posted by pensiero



    ...se domani non si presentasse con il simbolo della Lega.......
    ...sarebbe una bella notizia

 

 
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