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    Predefinito CACCIA: .......la beffa piemontese

    REFERENDUM CACCIAECISIONI REGIONALI AD OROLOGERIA CONTRO IL DIRITTO DEI CITTADINI ELETTORI...


    Referendum Caccia/Mellano (Radicali): "Decisioni regionali ad orologeria contro il diritto dei cittadini elettori piemontesi; una brutta pagina per le istituzioni democratiche! Ha vinto Azzecca-garbugli!".

    Si è svolta oggi, alle ore 13, la seduta congiunta delle Commissioni Consiliari III (Agricoltura) e VIII (Affari Istituzionali), convocata su richiesta e sollecitazione di Bruno Mellano e di altri consiglieri regionali, per un'informativa sul referendum abrogativo regionale sulla caccia.

    Il presidente del Consiglio Regionale Roberto Cota ha compiuto una ricostruzione dell'iter del referendum anticaccia, iniziato il 30 settembre 1987 e culminato, il 30 settembre 1998, nella sentenza 1873/99 della Corte di Cassazione che dichiarò l'illegittimità del decreto del Presidente del Giunta Regionale che aveva sancito l'arresto delle operazioni relative al referendum per sopraggiunta approvazione di una nuova legge regionale in materia (L.R. n. 22/1988).

    Il Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte di giovedì 31 ottobre informa che il Presidente Ghigo ha già emesso un nuovo decreto, il d.p.g.r. 89 del 21 ottobre, in cui si dichiara "la non procedibilità delle operazioni relative al referendum abrogativo della L.R. n.60/79 modificata dalla L.R. n. 38/85, entrambe interamente sostituite dalla L.R. n.70/96", a seguito del parere formulato dalla Commissione Consultiva Regionale per il Referendum e formalizzato il 15 ottobre 2002.

    Mellano ha dichiarato:

    "L'articolo 5 della legge regionale 1990 stabilisce il termine perentorio di 30 giorni perché la Commissione Consultiva Regionale sul Referendum esprima il suo parere sull'ammissibilità del quesito e sulle "eventuali questioni tecnico-giuridiche che concernono l'interpretazione e l'applicazione al caso concreto delle norme": di fronte ad un quesito posto il 7 febbraio 2001 dal Presidente della Giunta Regionale, la decisione della Commissione Consultiva è datata 23 luglio 2002 e le motivazioni sono state depositate il 15 ottobre 2002.

    Al di là del merito della decisione assunta da Ghigo, una brutta pagina è stata scritta nella storia democratica del Piemonte: una procedura ad orologeria ha voluto chiaramente "disinnescare la bomba" del referendum.

    Con una tempistica perfetta, fatta di azioni sincronizzate e convergenti, si è voluto ancora una volta evitare la partecipazione dei cittadini: quella partecipazione che, anche in questo caso, avrebbe sicuramente aiutato a dipanare un tema ancora molto sentito e su cui anche in Consiglio Regionale si tornerà a discutere sin dalla prossima settimana.

    Prendo atto che il Consiglio Regionale ha 'potuto' essere informato solo oggi, "a babbo morto", dell'iter procedurale seguito alla richiesta di referendum, informativa richiesta il giorno 9 luglio 2002.

    Prendo atto che, neanche oggi, vi è stata la distribuzione, richiesta da 8 consiglieri regionali, della documentazione relativa all'iter e depositata in Consiglio Regionale.

    Prendo atto che, fuori dal controllo democratico, qualche cosa è successo fra il 12 giugno 2001, quando la Commissione ha emesso un primo parere che considerava parzialmente ammissibile il referendum, e il 23 luglio 2002 quando la Commissione si è espressa per una soluzione totalmente negativa.

    Prendo atto che 4.500.000 di piemontesi, 60.114 elettori sottoscrittori della richiesta referendaria, 60 consiglieri regionali sono da oggi un po’ meno liberi di partecipare alla vita democratica delle istituzioni piemontesi."

    Torino, 4/11/02

    Wolare
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  2. #2
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    Predefinito Re: CACCIA: .......la beffa piemontese

    Originally posted by Wolare
    REFERENDUM CACCIAECISIONI REGIONALI AD OROLOGERIA CONTRO IL DIRITTO DEI CITTADINI ELETTORI...


    Referendum Caccia/Mellano (Radicali): "Decisioni regionali ad orologeria contro il diritto dei cittadini elettori piemontesi; una brutta pagina per le istituzioni democratiche! Ha vinto Azzecca-garbugli!".

    Si è svolta oggi, alle ore 13, la seduta congiunta delle Commissioni Consiliari III (Agricoltura) e VIII (Affari Istituzionali), convocata su richiesta e sollecitazione di Bruno Mellano e di altri consiglieri regionali, per un'informativa sul referendum abrogativo regionale sulla caccia.

    Il presidente del Consiglio Regionale Roberto Cota ha compiuto una ricostruzione dell'iter del referendum anticaccia, iniziato il 30 settembre 1987 e culminato, il 30 settembre 1998, nella sentenza 1873/99 della Corte di Cassazione che dichiarò l'illegittimità del decreto del Presidente del Giunta Regionale che aveva sancito l'arresto delle operazioni relative al referendum per sopraggiunta approvazione di una nuova legge regionale in materia (L.R. n. 22/1988).

    Il Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte di giovedì 31 ottobre informa che il Presidente Ghigo ha già emesso un nuovo decreto, il d.p.g.r. 89 del 21 ottobre, in cui si dichiara "la non procedibilità delle operazioni relative al referendum abrogativo della L.R. n.60/79 modificata dalla L.R. n. 38/85, entrambe interamente sostituite dalla L.R. n.70/96", a seguito del parere formulato dalla Commissione Consultiva Regionale per il Referendum e formalizzato il 15 ottobre 2002.

    Mellano ha dichiarato:

    "L'articolo 5 della legge regionale 1990 stabilisce il termine perentorio di 30 giorni perché la Commissione Consultiva Regionale sul Referendum esprima il suo parere sull'ammissibilità del quesito e sulle "eventuali questioni tecnico-giuridiche che concernono l'interpretazione e l'applicazione al caso concreto delle norme": di fronte ad un quesito posto il 7 febbraio 2001 dal Presidente della Giunta Regionale, la decisione della Commissione Consultiva è datata 23 luglio 2002 e le motivazioni sono state depositate il 15 ottobre 2002.

    Al di là del merito della decisione assunta da Ghigo, una brutta pagina è stata scritta nella storia democratica del Piemonte: una procedura ad orologeria ha voluto chiaramente "disinnescare la bomba" del referendum.

    Con una tempistica perfetta, fatta di azioni sincronizzate e convergenti, si è voluto ancora una volta evitare la partecipazione dei cittadini: quella partecipazione che, anche in questo caso, avrebbe sicuramente aiutato a dipanare un tema ancora molto sentito e su cui anche in Consiglio Regionale si tornerà a discutere sin dalla prossima settimana.

    Prendo atto che il Consiglio Regionale ha 'potuto' essere informato solo oggi, "a babbo morto", dell'iter procedurale seguito alla richiesta di referendum, informativa richiesta il giorno 9 luglio 2002.

    Prendo atto che, neanche oggi, vi è stata la distribuzione, richiesta da 8 consiglieri regionali, della documentazione relativa all'iter e depositata in Consiglio Regionale.

    Prendo atto che, fuori dal controllo democratico, qualche cosa è successo fra il 12 giugno 2001, quando la Commissione ha emesso un primo parere che considerava parzialmente ammissibile il referendum, e il 23 luglio 2002 quando la Commissione si è espressa per una soluzione totalmente negativa.

    Prendo atto che 4.500.000 di piemontesi, 60.114 elettori sottoscrittori della richiesta referendaria, 60 consiglieri regionali sono da oggi un po’ meno liberi di partecipare alla vita democratica delle istituzioni piemontesi."

    Torino, 4/11/02

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    -----------------------------------------------------

    24 referendum regionali o nazionali sono stati celebrati, tutti a carattere "anticaccia".
    VINTI: nessuno
    PERSI: tutti
    E questi continuano....auguri. E....pantalone paga.

  3. #3
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    E' ora di incamminarsi verso la civiltà e di abolire la caccia in Italia una volta e per tutte.

 

 

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