FIRENZE - Si dicono pronti a rilanciare il progetto per riconoscere il diritto di voto agli immigrati, ma non a fare disubbidienza istituzionale sui centri di permanenza temporanea finalizzati all’espulsione degli immigrati clandestini. Sono il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e quello di Firenze, Leonardo Domenici, che, nei giorni precedenti l’apertura a Firenze del Social forum, hanno voluto definire il loro impegno, e quello di tutta la sinistra italiana, rispetto ai temi dell’“inclusione sociale” e del riconoscimento “globale” dei diritti agli immigrati. La provocazione era però partita dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Venezia Beppe Caccia, che, durante un convegno in Palazzo Vecchio, ha invitato gli amministratori locali a forme di boicottaggio verso la realizzazione di centri per l’espulsione di stranieri irregolari. «Sono contrario a rifiutare i centri di permanenza», ha commentato Chiamparino. «Adesso sono gli stessi migranti che chiedono legalità, e lo fanno molto più dei residenti autoctoni». Anche Domenici si è detto della stessa opinione e ora Firenze ha deciso di ospitare un convegno (iniziato ieri) sul tema organizzato nel Salone dei Cinquecento dalla Federazione mondiale delle città unite, ed è un’anteprima dei lavori veri e propri del Social Forum. Chiamparino e Domenici sosterranno un documento, approvato proprio ieri, per il diritto di voto agli immigrati. «Questo del voto agli stranieri non è un tema appannaggio delle forze di sinistra - ha detto Chiamparino -, non ci si confronta su un terreno ideologico, ma dentro una logica che comprende forme di cooperazione con i paesi in via di sviluppo». Con i due sindaci c’era anche il presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso.