NEL GOVERNO / Farnesina, smentita l’ipotesi Formigoni
ROMA - Dopo settimane di fibrillazione, di attacchi sferrati anche dall’interno della Casa delle libertà sia in maniera esplicita che sussurrata contro il ministro dell’Economia, Umberto Bossi interviene a difesa di Tremonti. E manda un secco avvertimento a chi, a suo giudizio, vorrebbe stravolgere la Finanziaria per indebolire e allontanare il ministro azzurro più vicino alla Lega: «Tremonti è e resta ministro del Tesoro. Berlusconi non lo cambierà mai, ma se ciò avvenisse dovrebbe sostituire anche la Lega all'interno della maggioranza, perché a quel punto saremmo certi che non si potrebbe più attuare alcun cambiamento». L’aut-aut è rivolto a coloro che, tra gli alleati centristi ma anche azzurri e di An, alimentano l’ipotesi che Tremonti possa essere sostituito subito dopo la Finanziaria, magari - come riferiva ieri un articolo del Messaggero - scindendo poi il ministero dell’Economia in due dicasteri da assegnare a Baldassarri (An) e Draghi e portando Roberto Formigoni alla Farnesina. Ipotesi che in mattinata venivano smentite dal portavoce del premier, Paolo Bonaiuti: «Sono tutte fantasie, non c'è nulla di vero e, purtroppo, questo accade spesso per quanto riguarda Forza Italia. Non c’è rimpasto, non c’è nulla di nulla».
Ma non bastano a Bossi nemmeno le parole del leader del Ccd Marco Follini («Se Tremonti torna a casa subito dopo l’approvazione della Finanziaria? E chi lo ha detto? Se dovesse lasciare il suo incarico, del governo non resterebbe più niente») per considerare la faccenda chiusa. No, il leader del Carroccio riapre la querelle e spara alzo zero contro «quel che resta dei poteri forti» che «vogliono appalti, vogliono le ferrovie, vogliono tutto» e se la prendono «con Tremonti e con la Lega che hanno la colpa di non far fare affari al governo». Per concludere così: «Tremonti non si tocca, non si tocca l' uomo che con la Lega fece l' accordo per far nascere la Casa delle libertà».
Insomma, il clima resta acceso, e alla fine di rimpasto - nonostante le smentite e l’ira di Berlusconi al solo sentire la parola -, si continua a parlare. Anche perché resta sempre almeno una casella da riempire, quella del ministro degli Esteri. Ieri l’ipotesi che alla Farnesina possa approdare Formigoni è stata smentita sia da Bonaiuti che dal portavoce del governatore della Lombardia, anche se l’idea non sembra dispiacere al leghista Speroni: «Non mi sembra male...». Ma il fatto è che, a sentire i bene informati, quando Berlusconi fa ai suoi interlocutori il nome del suo possibile successore, quel nome è sempre lo stesso: Franco Frattini. Di lui avrebbe parlato il premier anche al collega albanese Fatos Nano quando gli ha fatto visita lo scorso mese, e alla sua nomina si sarebbe detto recentemente favorevole Gianfranco Fini. Significa che sta per avvenire l’atteso ricambio? Scuotono la testa i più vicini collaboratori del premier: «No, non ci sono proprio novità in vista».
P.D.C.
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