da www.voceoperaia.it
Forum Sociale Europeo a Firenze
CON GLI ANTIMPERIALISTI
(in difesa dei Disobbedienti)
Nell’imminenza del Forum Sociale Europeo e della manifestazione del 9 novembre contro la guerra, le destre hanno scatenato una virulenta campagna di criminalizzazione del movimento no-global, non solo per scavare un solco tra i cittadini (soprattutto fiorentini) e il movimento, ma soprattutto dentro il movimento stesso.
Intervenendo il 29/10 in Parlamento il Ministro degli Interni Pisanu ha calcato la mano, in modo ignobile, anzitutto contro i Disobbedienti, additandoli come i più pericolosi tra tutti, i “nuovi black bloc”, i violenti e i provocatori.
ha insomma lasciato intendere che se non ci penseranno i “buoni” dell’organizzazione del FSE ad isolare i “cattivi”, questo sarà compito della forze di Polizia.
Si prepara dunque un’altra Genova?
Domani (31 ottobre) il Consiglio dei Ministri, pare piglierà l’ultima decisione, se annullare o meno il Forum e la manifestazione. Se così accadesse (ma ci pare improbabile) si tratterebbe di un fatto inaudito. In realtà il governo pensa a come sfruttare l’evento per trarne vantaggio, sia per gustare la festa al centro-sinistra e soprattutto a Cofferati, sia per dare un’altra eventuale lezione al Movimento e chiuderlo in un angolo affinché non nuoccia.
Dietro alle assicurazioni di Pisanu secondo cui il governo vorrebbe che tutto fili liscio, si ordisce forse la trama per suscitare, non solo il polverone, ma una situazione di scontro.
In queste condizioni, in questo quadro inquietante, ci pare doveroso esprimere la nostra solidarietà, non solo al movimento no-global, in primo luogo a coloro i quali le destre additano come “cattivi” e appestati. Abbiamo tante volte rimarcato le nostre critiche, prima alle Tute Bianche poi ai Disobbedienti, ma davanti al rischio che come a Genova essi siano bersaglio della repressione, non esitiamo un attimo a stare dalla loro parte, a difendere il loro diritto a compiere quelle che essi chiamano “azioni di disobbedienza” contro si simboli della politica neoliberista e guerrafondaia.
Tanto più questa solidarietà è necessaria, visto che alcuni settori dirigenti del plurale movimento no-global, soprattutto coloro i quali vorrebbero che il FSE di Firenze sancisse la definitiva saldatura con le socialdemocrazie europee stanno adottando una strisciante politica di esclusione verso i settori che fanno riferimento a Luca Casarini e Caruso.
En passant: come mai il compagno Bernocchi, della Confederazione Cobas, tace su questo punto? Come fa ad essere il portavoce di un Forum Sociale che continua con le sue preclusioni a sinistra e marcia a tutta birra verso il riformismo?
D-17 e i compagni di questa redazione parteciperanno alla manifestazione del 9 novembre e faranno parte del contingente del Campo Antimperialista, che si ritroverà alle ore 15,00 all’incrocio tra Via Nazionale e Piazza Indipendenza, da dove partirà il corteo principale, per confluire poi in un sit-in autonomo in Via Fra Jacopo Passavanti (incrocio con Viale dei Mille).
Le ragione di questa adesione è semplice: pur apprezzando il carattere unitario del movimento contro l’aggressione all’Iraq, noi riteniamo necessario che coloro i quali non solo vogliono la pace, ma difendono il diritto dell’Iraq a difendersi con ogni mezzo; sostengono la lotta armata del popolo palestinese e chiedono l’ abolizione della Lista Nera, debbano far sentire la loro voce e non appiattirsi sulle posizioni del pacifismo e della non violenza (mai appartenute, non solo alla tradizione dei rivoluzionari, ma nemmeno a quella dei sinceri democratici).
Contro questa decisione, giusta politicamente e legittima sul piano formale, si sono già scatenati i peones dei dirigenti no-global, i quali vorrebbero insinuare che la piazza antimperialista potrebbe dare adito a incidenti e provocazioni. Certi interventi che abbiamo letto paiono davvero risposte alle chiamate di correo del Ministro degli Interni, il quale ha chiesto ai “buoni” di non dare agibilità a “tutti coloro che non si riconoscono nella scelta della non violenza”.
Respingere il principio della non-violenza, non vuol dire teorizzare il contrario, l’uso della forza sempre e dappertutto.
All’onorevole Chiti (DS) che in Parlamento ha affermato che tutti i non pacifisti vanno espulsi dalla manifestazione, diciamo: neanche Kossiga era giunto a tanto.




Rispondi Citando