Il trionfale bilancio della diretta
di Radio Padania Libera dedicata all’“orgoglio padano”
La voce del Nord “buca” il muro del silenzio
di Matteo Salvini - Direttore Radio Padania Libera
“Non ho mai votato per la Lega e ho scoperto Radio Padania quasi per caso; devo dire che da quando vi seguo mi sono accorto che su molti punti la penso proprio come voi e alle prossime elezioni, chissà...” Missione compiuta, questo è il riconoscimento migliore che può arrivare a chi lavora tutti i giorni nella redazione di Radio Padania Libera. La Giornata dell’Orgoglio Padano andata in onda lunedì ci è infatti servita non solo a trarre un bilancio dell’attività politica (e culturale) della Lega Nord ma soprattutto a far capire una volta di più, a noi e agli ascoltatori, l’efficacia del nostro messaggio radiofonico. Rpl vuole essere una radio che parla al Nord, a tutto il Nord, a prescindere dall’idea politica. Non è raro infatti che allo 02/66203529, il numero della diretta sempre aperto e senza filtri, si sentano voci “contro”, come è accaduto anche lunedì. Marcello: “Se non vi sentite italiani perché non ve ne andate all’estero”. Pietro: “Io sono di Alleanza Nazionale e il tricolore è nel mio cuore”. Bruna: “Io voto per i Ds e mi sento assolutamente italiana; anzi, dovreste vergognarvi”. Nunzio: “Mio nonno ha fatto la guerra del ’15/’18 e voi non potete rinnegare la patria per cui quei ragazzi sono morti”. Radio Padania è e vuole rimanere Libera per l’appunto, e il bello è che le risposte a questi interventi non devono venire dai conduttori, che ovviamente si sentono orgogliosamente Padani, ma vengono immediatamente da altri ascoltatori. Lele: “Chiamo da Torino e voto anch’io per Alleanza Nazionale, ma devo dire che sono orgoglioso di essere piemontese e padano”. Franco: “Sono comunista, non mi vergogno a dirlo, ma mi sento anche milanese, lombardo e padano, mentre mi pare che il mio partito guardi un po’ troppo a sud”. Alessandra: “Ho votato Forza Italia ma devo dire che più vi ascolto e più mi rendo conto che con l’Italia ho poco a che spartire”. Ferruccio: “Mio nonno ha combattuto sull’Adamello, mio padre è stato in un lager tedesco per sette anni: anche in onore alla loro memoria sono orgoglioso di essere Padano”. Il pubblico di Rpl, che si può stimare in circa 100.000 ascoltatori al giorno, è assolutamente vario: pensionati e imprenditori, studenti e operai, leghisti e non leghisti. E proprio questa è la chiave del nostro, lo diciamo sottovoce e con la dovuta modestia, successo. Riuscire a parlare al Nord e non solo ai leghisti, bucare quel muro di silenzio che spesso avvolge le idee, le proposte e le azioni concrete dei Padani. “Sono nato in meridione ma vivo al Nord da quarant’anni e mi sento assolutamente Padano. Anzi, quando torno al mio paese, mi rendo conto di come l’Italia non esista, o meglio sia l’alibi per qualcuno per continuare a mangiare a sbafo”. Quante sono le telefonate di questo tenore che giungono ogni giorno ai microfoni di Radio Padania Libera? Tante, gli ascoltatori lo sanno, e noi siamo orgogliosi di dar loro voce, di dar loro quel palco che le altre “grandi” radio, pubbliche e private, non concedono quasi mai. “Vi ho scoperto questa estate quasi per caso - raccontava una neo ascoltatrice trevigiana - e da allora non ho più cambiato canale; anche se a volte non sono d’accordo con quello che dite, vi ringrazio perché fate parlare tutti”. Non è una concessione la nostra, è una scelta, è un modo di fare informazione. “Ma non avete paura di perdere ascoltatori mandando solo (o quasi) canzoni in dialetto?” mi chiedeva un giornalista di una radio “concorrente”. No, la gente ci segue (e ci manda il suo contributo economico) anche perché noi offriamo quello che gli altri hanno cancellato perché “non tira”, perché “non fa mercato”. Ma le tradizioni, le lingue e le culture non sono pesabili “sul mercato”, non sono merce in vendita. Chi cerca la musica commerciale o l’informazione “ufficiale” ha tante altre radio a disposizione, sicuramente con mezzi tecnici ed economici superiori. Chi invece vuole ascoltare un’altra voce, e un’altra musica, chi vuole parlare e vuole sentir parlare gli altri, allora può scegliere Radio Padania Libera. Siamo qui per questo.




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