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  1. #1
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    Predefinito Ormai è certo: De Benoist ha completato la capriola: è diventato un Agnoletto buono

    Ieri sera da Gad Lerner ("L'Infedele", La7, ore 21) si parlava delle idee della "nuova Destra". Da una parte dello studio "preti buoni", quel soggetto di Germinario (la barba poteva farsela), e una massa di negretti nell'atto di rivendicarsi "uguali" e di indurci in pentimento per i nostri peccati contro l'Africa; dall'altro Baget Bozzo (coraggioso), Farina (inutile come sempre). In collegamento esterno Alain De Benoist, che ha dimostrato ancora una volta come da "Democrazia:Il problema" libro che mi aveva aperto nuovi orizzonti, il suo cervelletto abbia pericolosamente iniziato a fare acqua. Indovinate dalla parte di chi si è messo l'illustre transalpino!

    De Benoist è il classico soggetto che per il terrore di essere definito razzista è passato da posizioni di destra radicale a d una sinistrella insulsa e scema, e dice evidenze senza alcuna potenzialità politica.
    Una per tutte.
    Dice che è assurdo pensare che gli immigati siano il nemico dalla nostra identità, il nemico è McDonald.
    Peccato che il nostro amico ci dovrebbe spiegare quale identità avremmo quando, carichi di immigrazione e di culture diverse, non potremo più esprimere una "cultura popolare" unitaria.

    Preferisco di gran lunga Baget Bozzo, almeno non si abbassa le mutande per farsi accreditare.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Re: Ormai è certo: De Benoist ha completato la capriola: è diventato un Agnoletto buono

    Originally posted by Vassilij
    Ieri sera da Gad Lerner ("L'Infedele", La7, ore 21) si parlava delle idee della "nuova Destra". Da una parte dello studio "preti buoni", quel soggetto di Germinario (la barba poteva farsela), e una massa di negretti nell'atto di rivendicarsi "uguali" e di indurci in pentimento per i nostri peccati contro l'Africa; dall'altro Baget Bozzo (coraggioso), Farina (inutile come sempre). In collegamento esterno Alain De Benoist, che ha dimostrato ancora una volta come da "Democrazia:Il problema" libro che mi aveva aperto nuovi orizzonti, il suo cervelletto abbia pericolosamente iniziato a fare acqua. Indovinate dalla parte di chi si è messo l'illustre transalpino!

    De Benoist è il classico soggetto che per il terrore di essere definito razzista è passato da posizioni di destra radicale a d una sinistrella insulsa e scema, e dice evidenze senza alcuna potenzialità politica.
    Una per tutte.
    Dice che è assurdo pensare che gli immigati siano il nemico dalla nostra identità, il nemico è McDonald.
    Peccato che il nostro amico ci dovrebbe spiegare quale identità avremmo quando, carichi di immigrazione e di culture diverse, non potremo più esprimere una "cultura popolare" unitaria.

    Preferisco di gran lunga Baget Bozzo, almeno non si abbassa le mutande per farsi accreditare.

    saluti
    Naturalmente credo che De Benoist abbia profondamente ragione .
    Il suo punto di vista è coerente da almeno vent'anni, siete voi dell'estrema destra che volete aggrapparvi a un personaggio che con voi ha poco a che spartire.
    Da un bel po' di tempo il filosofo francese ribadisce che le idee di Le Pen gli danno il voltastomaco, che non è colpa degli immigrati se i francesi hanno smesso di essere francesi e che i veri pericoli vengono dalla società globalizzata, con i suoi messaggi distorti, dall'ideologia capitalista, che porta ad annullare ogni comportamento comunitario ecc.
    Forse siete rimasti un po' indietro. Niente di male, ma non dite che si è bruciato il cervello. Dite piuttosto che non la pensa come voi. Il suo pensiero è più vicino a quello di uno Zolo (che ieri sera ha rivendicato la sua collaborazione con lui) e Cacciari. Mi viene persino il dubbio che tu non abbia mai letto "Democrazia il problema", perché lì ci sono molte basi di quello che pensa e difende.
    Il vostro problema, caro amico, è che avete la febbre taurina: vedete rosso dappertutto. Il comunismo è finito da un po', ma voi stareste con gli individui più filo occidentalisti, americanisti, razzisti e capitalisti, anticulturalisti, statalisti e anticomunitaristi, pur di sentirvi vicini ai deliri nostalgici. Continuate a sbagliare bersaglio, a comportarvi come allo stadio nella guerra tra poveri, intanto continuerete ad essere i soliti frustrati pieni di odio, che manco si accorgono sotto quali poteri stanno. Difendete la FIAT, difendete l'auto, difendete la nazione quando invece è chiaro che la strada è un europeismo federale. Incazzatevi con i gay, immaginatevi la famiglia come quella del presepio, fate il militare per dei governi delegittimati.
    State pure con Baget Bozzo e con la Fallaci. Vi rimangono quelli, nella vostra inutile battaglia che credete antisistema.
    Ciao.

  3. #3
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    Ah... Io credo che un po' ve lo meritiate Berlusconi. Veramente.

  4. #4
    Paul Atreides
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    Caro Claudio, evitiamo le generalizzazioni e andiamo al punto

    1) come si concilia il comunitarismo con l'idea della società multirazziale?

    2) come si concilia il differenzialismo con l'idea della società multirazziale?

    3) è coerente un attacco all'americanizzazione che prescinde dal modello sociale base degli stessi Usa, ossia la società multirazziale?

    4) come si attua il multiculturalismo, ossia come convivono nello stesso spazio comunità tra loro non omologabili? Questo De Benoist ancora non ce l'ha spiegato

    5) come mai le critiche al monoteismo cristiano non si accompagnano alle critiche all'islamismo? Forse esistono monoteismi buoni e altri meno buoni per De Benoist?

    E mi fermo qui, per il momento

    Saluti

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Ormai è certo: De Benoist ha completato la capriola: è diventato un Agnoletto buono

    Originally posted by ughetto claudio


    Naturalmente credo che De Benoist abbia profondamente ragione .
    Il suo punto di vista è coerente da almeno vent'anni, siete voi dell'estrema destra che volete aggrapparvi a un personaggio che con voi ha poco a che spartire.
    Da un bel po' di tempo il filosofo francese ribadisce che le idee di Le Pen gli danno il voltastomaco, che non è colpa degli immigrati se i francesi hanno smesso di essere francesi e che i veri pericoli vengono dalla società globalizzata, con i suoi messaggi distorti, dall'ideologia capitalista, che porta ad annullare ogni comportamento comunitario ecc.
    Forse siete rimasti un po' indietro. Niente di male, ma non dite che si è bruciato il cervello. Dite piuttosto che non la pensa come voi. Il suo pensiero è più vicino a quello di uno Zolo (che ieri sera ha rivendicato la sua collaborazione con lui) e Cacciari. Mi viene persino il dubbio che tu non abbia mai letto "Democrazia il problema", perché lì ci sono molte basi di quello che pensa e difende.
    Il vostro problema, caro amico, è che avete la febbre taurina: vedete rosso dappertutto. Il comunismo è finito da un po', ma voi stareste con gli individui più filo occidentalisti, americanisti, razzisti e capitalisti, anticulturalisti, statalisti e anticomunitaristi, pur di sentirvi vicini ai deliri nostalgici. Continuate a sbagliare bersaglio, a comportarvi come allo stadio nella guerra tra poveri, intanto continuerete ad essere i soliti frustrati pieni di odio, che manco si accorgono sotto quali poteri stanno. Difendete la FIAT, difendete l'auto, difendete la nazione quando invece è chiaro che la strada è un europeismo federale. Incazzatevi con i gay, immaginatevi la famiglia come quella del presepio, fate il militare per dei governi delegittimati.
    State pure con Baget Bozzo e con la Fallaci. Vi rimangono quelli, nella vostra inutile battaglia che credete antisistema.
    Ciao.

    l'ho letto, l'ho letto tu invece?
    Vorrei sapere come interpretare il discorso relativo alla individuazione del bene comune, nell'elogio della democrazia come potere e non come "limitazione del potere" (di tipo liberale), se una comunità non è più tale e perde i punti di riferimento comuni.
    Vediamo. De benoist ieri sera ha detto che il pericolo per l'identità non è l'immigrazione ma la globalizzazione. Sicuramente è anche la globalizzazione, ma la possibilità di opporsi alla stessa viene data proprio da una "democrazia" come quella da lui indicata nel libro citato. Peccato che la democrazia da lui auspicata non si realizza se non c'è coesione sociale, perchè solamente laddove c'è un senso di comune appartenenza, la "media" voterà esprimendo il sentito "bene comune". E tutto questo è incompatibile con una immigrazione che non sia fortemente regolata.
    E allora? Ecco cosa fa De benoist. Ci dice che il pericolo è l'omologazione. Ci indica lo strumento (Demo-crazia basata sull'identità) e poi? Nega la possibilità di utilizzare lo strumento stesso dicendoci che la multiculturalità non è un problema! Quale "bene comune" può essere individuato in una società in cui convivono dieci culture? E soprattutto, la convivenza di culture, non porta poi inevitabilmente col tempo all'uniformazione? Conflitti prima, appiattimento poi. bah.
    Invece di indagare se abbia o meno letto il libretto, faresti bene a smettere di difendere l'indifendibile. Probabilmente ci troviamo di fronte ad un personaggio "in cerca di editore "...non riesco a spiegarmelo altrimenti.
    L'idea della necessità di un "minimo di coesione sociale" è stata da de Benoist rivendicata anche di recente (e se non sbaglio su Diorama..si,leggo anche quello talvolta ) e vorrei sapere quale coesione immagina...quella della suburra parigina, dove ci si divide in gruppi etnici e Le Pen e i Trotzkisti assieme prendono il 30%, forse.
    Dire che "l'immigrazione non è il problema" è semplicistico, fuorviante...l'immigrazione è il problema , se non è ponderata, se non c'è integrazione studiata. Troppa paura dei giudizi altrui, il caro de Benoist.

  6. #6
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    Sagge parole, caro Vassilij

  8. #8
    Paul Atreides
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    Eh già caro Vassilij

    "La democrazia deve fondarsi non su pretesi diritti inalienabili dell'individuo-senza-appartenenze, ma sulla cittadinanza, che sancisce l'appartenenza ad un popolo, vale a dire a una cultura, a una storia, a un destino"

    Chi l'ha detto e in quale libro?

    Ma De Benoist nella "Democrazia: il problema"

    Ora, qualcuno mi spieghi come questa proposizione [ma anche mille altre dello stesso De Benoist] può andare d'accordo con una società multirazziale che si regge proprio sui diritti di individui a-radici-zero[riprendo la bella formula di Taguieff] senza storia, coesione, cultura comune, destino condiviso

    Ma il bello è che De Benoist, quando critica il nazionalismo giacobino e accentratore, lo fa in nome di quelle "piccole comunità" ["Una riserva di democrazia", in "Ideazione", n°2, 2000, p. 71], di quel federalismo attento proprio alla realtà comunitaria e "micropolitica", senza accorgersi che questa realtà delle "patrie carnali" è la prima ad essere spazzata via dal multirazziale

    Saluti

    PS. per me la quaestio è semplice: motivi di "presentabilità" stanno spingendo De Benoist sulla...via di Damasco

  9. #9
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    De Benoist purtroppo lo conosco poco,ma per quel poco che so posso dire che mi sembra stia un po' troppo attento a non urtare la suscettibilità dell'intellighentzia liberal dominante.
    Su una cosa ha ragione peròl primo problema è la colonizzazione culturale americana,l'immigrazione è solo un effetto,che va combattuto nei suoi aspetti deleteri,ma non è il nemico principale.
    Ma mi spiegate una cosa?Chiudiamo tutte le frontiere ,li cacciamo tutti e poi?Cosa ci rimane?La nostra tradizione?E quale sarebbe che io ancora non l'ho capita.

    Un saluto a tutti i frequentatori di questo forum

  10. #10
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Nella colonizzazione culturale americana rientra pure il melting pot

    Ma non so com'è, questo "trascurabile dettaglio" pare sfuggire ad un sacco di gente

 

 
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