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Discussione: Meditazione spirituale

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    Predefinito Meditazione spirituale

    Bismillah ir-Rahman ir-Rahim

    "Come il nostro grande maestro Akhumd Mulla Husayn Quli, l'approccio del nostro maestro e insegnante, il defunto Aqa Qadi Tabrizi, si basava sulla conoscenza di sè stessi (ma'rifat al-nafs). Negli stadi iniziali egli prescriveva sempre la concentrazione sulla propria anima al fine di ottenere il controllo della mente e dei pensieri. Secondo le sue istruzioni, il viaggiatore spirituale deve ogni giorno dedicare un periodo di tempo alla pratica del controllo della propria mente e dei suoi pensieri affinché ogni preoccupazione scompaia.

    La maggior parte degli aspiranti che hanno ottenuto il successo nel liberare la propria mente dalle memorie e dalle preoccupazioni ordinarie onde ascendere nel "Regno della Gnosi" (sultan al-ma'rifat) lo hanno fatto in due modi. Il primo durante la recitazione del Glorioso Corano, contemplando e ammirando Chi sia il vero recitatore del Libro, percependo infine che Questi non è altri che Iddio stesso. Il secondo avviene attraverso il "tawassul" e cercando l'intercessione di al-Husayn (as) poiché egli ha ottenuto una capacità particolare nel sollevare i veli e gli ostacoli sul sentiero di Dio per il viaggiatore spirituale"

    Muhammad Husayn Tehrani
    - estratto dal "Circa il Viaggiatore e il Viaggio Spirituale della Gente dell'Intelletto"

  2. #2
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    Predefinito 5 caratteristiche del viaggiatore spirituale

    5 CARATTERISTICHE DEL VIAGGIATORE SPIRITUALE


    * * *

    IL SILENZIO (SAMT)

    Esistono due categorie di silenzio: il silenzio generale (mudaf) e il silenzio assoluto (mutlaq). Il silenzio generale comprende il trattenere la propria lingua dai discorsi superficiali con le persone ordinarie.

    In altre parole, il viaggiatore spirituale deve limitare il più possibile le propria conversazioni a ciò che è necessario. Il silenzio generale è un ingrediente essenziale per il cammino spirituale e la sua pratica viene consigliata in ogni momento. Gli Imam (as) si riferiscono a questo tipo di silenzio in molte tradizioni a noi conosciute:

    “Invero i nostri Sciiti sono coloro in silenzio”[1]

    Una tradizione attribuita all’Imam Ja’far al-Sadiq (as) dice:

    “Il silenzio è il motto degli amanti [di Allah] ed in esso risiede il piacere del Signore. Si tratta della virtù dei profeti e del motto di coloro che si mantengono puri”[2]

    In un’altra tradizione attribuita all’Imam Rida (as) e trasmessa da Baznati si dice che:

    “Il silenzio è una porta tra le porte della saggezza ed invero si tratta della guida ad ogni bene”[3]

    Il secondo tipo di silenzio è il silenzio assoluto ed indica l’astenersi dal parlare con qualsiasi persona mentre si è impegnati negli "adhkar" il cui numero, tempo e cadenza può variare a seconda della situazione. In altri casi che questo il silenzio assoluto non è raccomandabile.



    LA FAME (JAU’)

    La fame è una pratica lecita e raccomandata ammesso che questa non porti a conseguenze drastiche, debolezza o alterazione del proprio stato mentale. L’Imam Sadiq (as) ha detto:

    “La fame è il condimento del credente, l’alimentazione dello spirito e il cibo del cuore”[4]

    Astenersi dall’eccesso di cibo conduce alla purificazione e all’illuminazione dell’anima e se ne possono trarre dei benefici sia circa la facoltà immaginativa che i pensieri. Al contrario, mangiare troppo appesantisce l’anima impedendole di elevarsi verso gli stadi della gnosi.

    Il digiuno è uno degli atti di adorazione più raccomandati. Esistono molte tradizioni al riguardo. Gli effetti del digiuno vengono sottolineati anche nella descrizione dell’ascensione notturna (mi’raj) del nobile Profeta nell’ “Irshad al-Qulub” di Abu Hasan Muhammad al-Daylami e nel diciassettesimo volume del “Bihar al-Anwar” di Muhammad Baqir Majlisi laddove Allah si riferisce al Messaggero con il titolo di “O Ahmad!” (il lodato).



    IL RITIRO SPIRITUALE (KHALWAH)

    Come il silenzio, anche il ritiro spirituale si divide in due categorie: generale e specifico.

    Il ritiro spirituale generale (khalwat al-‘amm) consiste nell’isolamento dalla gente profana e tutti coloro che non rientrano tra la “gente di Allah” (Ahl al-Allah) mentre i contatti con le menti deboli non devono superare il limite della loro necessità.

    Il Santo Corano dice:

    “Allontanati quelli che considerano gioco e divertimento la loro religione e sono ingannati dalla vita terrena”[5]

    Per quanto riguarda il ritiro spirituale specifico (khalwat al-khass), esso riguarda l’isolamento da ogni persona. Oltre che durante ogni preghiera e supplica, esso è particolarmente benefico durante determinate invocazioni verbali (adhkar al-kalamiyyah). Comunque per ciò vi devono essere determinate condizioni da osservare: il posto si deve trovare lontano da folle di persone, posti rumorosi e da voci e suoni che disturbano. Inoltre deve essere sanzionato legalmente dalla Shari’ah per tale scopo e ritualmente puro ivi inclusi mura e soffitto; non deve essere abbellito ma di piccole dimensioni.



    LA VEGLIA MATTUTINA (SAHAR)

    Per veglia mattutina si intende essere svegli prima dell’alba, onde adempiere alla preghiera della notte, in un lasso di tempo che non influisca drasticamente sulla costituzione fisica del viaggiatore spirituale. In accordo al Santo Corano al nobile Profeta (S) era solito vegliare la metà o quasi due terzi della notte:

    “In verità il tuo Signore sa che stai ritto per quasi due terzi della notte, o la metà, e che lo stesso fanno una parte di coloro che sono con te. Egli già sapeva che non avreste potuto passare tutta la notte in preghiera ed è stato indulgente verso di voi”[6]



    IL RICORDO DI ALLAH (DHIKR)

    Per ‘ricordo di Allah’ molti gnostici intendono una costante attenzione e serietà da dover essere intrapresa nel corso della propria vita. Essa viene chiamata muraqabah.

    La muraqabah si divide in quattro fasi. Nel primo stadio al viaggiatore spirituale è richiesto di astenersi da tutto ciò che è proibito dalla Shari’ah e di adempiere ai doverii della stessa. La seconda fase è un’intensificazione della muraqabah laddove il viaggiatore spirituale si sforza affinché i suoi atti vengano intrapresi esclusivamente per compiacere ad Allah. Nella terza fase il viaggiatore spirituale percepisce che Allah sempre è con lui e sempre lo osserva. Nel quarto e ultimo stadio egli ammira la bellezza divina ovunque egli sia in una maniera indescrivibile e senza precedenti.

    Il ricordo di Allah è un elemento di vitale importanza poiché il Santo Corano dice:

    “E a chi si distoglie dal ricordo del Compassionevole assegneremo la compagnia di un diavolo”[7]

    Una pratica complementare alla muraqabah è quella della muhasabah. Essa consiste nell’analizzare il proprio operato la sera o prima di andare a dormire onde potersi focalizzare meglio sugli errori commessi e, con l’aiuto divino, correggerli definitivamente. Infatti l’Imam Musa al-Kadim (as) ha detto:

    “Colui che non analizza il proprio operato una volta al giorno non è dei nostri [Sciiti]”[8]

    --------------------------------------------------------------------------------

    [1] Kulayni, Usul al-Kafi, 2:113. Vedi anche Muhammad Baqir Majlisi, Bihar al-Anwar, 15:186.

    [2] Bihar al-Anwar, 15:186.

    [3] Ibid., 15:184.

    [4] Narrato da Shaykh Ja’far Kashfi nel “Tuhfat al-Muluk”.

    [5] Al-An’am:70.

    [6] Al-Muzammil:20.

    [7] Al-Zukhruf6.

    [8] Kulayni, Usul al-Kafi, 2:453.

 

 

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