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    Predefinito Chi era Franz Josef Strauss?

    Sconfitte e successi di un conservatore duro e pragmatico





    Repubblica — 04 ottobre 1988


    BONN Che vuole Strauss? Questa domanda, che Bonn si è posta tante volte per Franz Josef Strauss - il toro bavarese - e mai per nessun altro politico, dimostra da sola che il leader bavarese è stato il politico più fantasioso, e forse più geniale, che la Germania Federale abbia avuto nei suoi quarant' anni di storia. Fin troppo fantasioso infatti, di una intelligenza vorace, rapida nel formulare giudizi e altrettanto veloce nel mutarli se la situazione o il temperamento lo richiedevano: e perciò inquietante, responsabile in fondo del fallimento delle sue maggiori ambizioni. Strauss era il politico tedesco più conosciuto nel mondo ma non era mai diventato quello che voleva: né cancelliere né ministro degli Esteri. Era di casa a Pechino come a Parigi, a Rio come a Riad, oppure a Londra, o a Lipsia, a Città del Capo e a Tirana (solo Mosca gli era rimasta a lungo preclusa, ma l' arrivo l' anno scorso a bordo del suo aereo personale e il lungo colloquio con Gorbaciov l' avevano ripagato dell' attesa). A Bonn però aveva sempre destato diffidenze. Quando si è trattato di scegliere, i tedeschi hanno preferito puntare sul sicuro, sul calcolabile: meglio l' eccesso di noia che l' eccesso di passioni. Strauss è stato il solo politico contestato violentemente non solo sul piano delle idee ma come persona. La sinistra tedesca ha avuto per lui una specie di culto della personalità in negativo. Ancora oggi, mentre tutti i partiti manifestano cordoglio per la sua morte al di là delle differenze politiche, i verdi ricordano che il nome di Strauss sta per stato autoritario e guerra fredda. Intendiamoci, Strauss aveva dato alla sinistra buoni motivi per diffidare. Il più clamoroso risale agli anni Cinquanta, che passò alle cronache come l' affare Spiegel. L' allora ministro fece arrestare dalla polizia di Francoforte, mentre erano in vacanza in Spagna, due giornalisti dello Spiegel che avevano pubblicato rivelazioni su alcune deficienze delle esercitazioni Nato. Poi c' era stata la sua decisa avversione contro la Ostpolitik di Willy Brandt, da lui considerata dilettantesca e pericolosa perché avrebbe finito per portare l' Europa sotto l' ombra di Mosca. Anche altre cose suscitavano diffidenza nella sinistra: il suo rispetto per le istituzioni è stato sempre limitato, e il suo interesse per lo scambio delle idee scarso. I congressi della Csu non si distinguevano tanto per ordini e obbedienza a Strauss da quelli di un partito comunista dell' Est. L' etichetta di reazionario, però, vale più per le sue parole che per i fatti. Senza venir meno ai suoi principi conservatori, Strauss dimostrava nella prassi un considerevole pragmatismo. La sua conversione più clamorosa, che gli costò anche diversi voti nella rielezione a presidente della Csu e costò alla Csu stessa una certa perdita di consensi a destra, fu la sua visita a Honecker nell' 83, a cui aveva portato in dono un credito di un miliardo di marchi. I giornalisti mi hanno chiesto se ho discusso con Honecker la riunificazione della Germania. Sarebbe come chiedere al papa se è stato ordinato prete. Anche Honecker sa che la maggiore dipendenza dall' economia e dal sistema monetario occidentale avrà delle conseguenze per la Ddr. In un' epoca senza guerre è sempre il sistema capitalista a imporsi disse allora. Honecker ha ricambiato oggi la cortesia con un telegramma a Weizsaecker in cui esprime il suo cordoglio per un politico che ha dato un contributo durevole alla collaborazione tra Germania Federale e Repubblica Democratica tedesca. Il suo estremo pragmatismo significa accettazione della logica di potere qualunque essa sia. In Cile, in Sudafrica, Strauss troppo velocemente ha trattato con i generali o con i fautori dell' apartheid. Carl Amery, bavarese anche lui, diceva che la fissazione di Strauss per il potere era anche il segno che Strauss era un uomo all' antica. Da qualche parte dentro la sua testa navigano i galeoni della Serenissima diceva. Fra lui e il direttore dello Spiegel Augstein c' era più che un dissenso moderno, un odio-amore come tra Machiavelli e Cesare Borgia. E' stato Strauss che ha trasformato la Csu da partito clerical-reazionario in moderno partito conservatore, laico e pragmatico. La Baviera, solo vent' anni fa una regione agricola arretrata, è oggi il land tedesco che ha avuto lo sviluppo più rapido. Se oggi c' è in Germania un dislivello tra nord e sud a favore del sud è anche grazie a Franz Josef Strauss. Strenuo difensore del federalismo, cosa che gli ha dato un ruolo di freno nei confronti dell' Europa, Strauss ha sempre cercato e ottenuto da Bonn, nel sistema di compensazione tra Laender, qualcosa in più per la Baviera. Ne ha patrocinato e promosso con ogni mezzo l' industrializzazione, sviluppando via via le industrie di punta: prima quella automobilistica, poi quella atomica, degli armamenti, e infine quella delle tecnologie del futuro. L' Airbus, che ha fatto decollare l' industria aeronautica tedesca, è una creatura di Strauss. Eppure questa industrializzazione rapida ha prodotto meno guasti ecologici e sociali che altrove. Strauss ha accuratamente decentrato le industrie, attento a che non si spezzasse la tradizionale struttura rurale che è garante della stabilità politica: ancora oggi la metà dei bavaresi vive in comuni al di sotto dei 5 mila abitanti. Tutto questo spiega perché in tempi in cui le maggioranze assolute sono diventate impossibili, Strauss in Baviera aveva ancora quasi il 60 per cento. Il suo successore avrà difficoltà a mantenere questi consensi. Ancora non si sa chi prenderà il suo posto perché, come tutte le grandi personalità, Strauss non lascia delfini. Figlio di un macellaio, aveva attirato l' attenzione la prima volta quando, servendo da ragazzetto la messa, pronunciava le frasi latine come se capisse che cosa significassero. Lo capiva infatti perché era andato a cercare le parole in un vocabolario latino. Il prete convinse i genitori a mandarlo al ginnasio dove studiò storia e filologia. Deputato a 34 anni, a 38 diventò ministro per le Questioni atomiche e a 40 ministro della Difesa. Conosciuto e temuto da amici e avversari per le sue profonde conoscenze, la sua vita sembra essere stata una successione di quello che Toynbee chiamerebbe sfide e risposte. Il momento più duro fu quando nell' 80, dopo aver faticosamente strappato alla Cdu la candidatura alla cancelleria, perse contro Helmut Schmidt, un uomo che fra l' altro stimava per la sua intelligenza: il nord aveva rifiutato questo bavarese accaldato. Gli amici dicono che al di là del suo stile polemico, soprattutto negli ultimi tempi Strauss alla fine era un uomo mite che cercava il consenso. Ed è questo che spesso gli è costato la sconfitta. Con lui muore l' ultimo politico attivo tra i fondatori della Germania Federale. Un uomo politico di un formato che sta scomparendo. -

    dal nostro corrispondente VANNA VANNUCCINI



    SCONFITTE E SUCCESSI DI UN CONSERVATORE DURO E PRAGMATICO - Repubblica.it » Ricerca
    SADNESS IS REBELLION

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    I tedeschi non hanno i meridionali. La CSU sta solo in Bavaria (paragonabile a una nostra singola regione) e ha una visione nazionale (tedesca). Al massimo hanno gli austriaci che sono già indipendenti.

    carlomartello

  3. #3
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    I tedeschi non hanno i meridionali.
    Gulp! onf:

    Al massimo hanno gli austriaci che sono già indipendenti.

    carlomartello

    Stragulp!!! onf:onf:onf:
    SADNESS IS REBELLION

  4. #4
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Gulp! onf:
    Dai che ha capito benissimo, la Padania in quanto patto fra regioni omologabili per cultura e produttività è paragonabile alla Germania, non l'Italia. Senza contare che avercelo noi il federalismo tedesco...
    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Stragulp!!! onf:onf:onf:
    Saprai che gli austriaci erano considerati dai tedeschi con un certo spregio.


    carlomartello

  5. #5
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    la Padania in quanto patto fra regioni omologabili per cultura e produttività è paragonabile alla Germania, non l'Italia.

    carlomartello

    Cosa cosa??? Ultrasupergulp!!!! onf:ostridicolo:repapelle:

    La "Padania" non esiste! E' esistito il Sud, invece, che fu un Regno con Napoli Capitale. Anche Tremonti quando è venuto a Palazzo Reale, in Piazza del Plebiscito, se n'è reso conto...




    SADNESS IS REBELLION

  6. #6
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    Dovunque il sud è sinonimo di arte, cultura, bellezza... Mentre il nord significa industria e commercio. A sud il cattolicesimo, al nord il protestantesimo. Al sud la tradizione, al nord l'innovazione.


    Napoli ha dato tanto all'Italia, basti pensare che tutto il mondo identifica la nostra nazione con quello che la mia città ha saputo donarle: dalla musica al teatro... agli spaghetti e la pizza!

    Napoli la vendi sempre in tutto il mondo, provate invece a vendere Bergamo o Verona se vi riesce!
    SADNESS IS REBELLION

  7. #7
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Napoli ha dato tanto all'Italia, basti pensare che tutto il mondo identifica la nostra nazione con quello che la mia città ha saputo donarle: dalla musica al teatro... agli spaghetti e la pizza!
    Hai dimenticato la spazzatura. :sofico:

    carlomartello

  8. #8
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    ehm, e venezia dove sarebbe? e verona non vende? XD
    Il discorso non è nord-sud, tutto qua... la situazione della Germania era ed è ben diversa dalla nostra.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Cosa cosa??? Ultrasupergulp!!!! onf:ostridicolo:repapelle:

    La "Padania" non esiste! E' esistito il Sud, invece, che fu un Regno con Napoli Capitale. Anche Tremonti quando è venuto a Palazzo Reale, in Piazza del Plebiscito, se n'è reso conto...




    Bravo Florian.

    Il Regno delle Due Sicilie era uno stato, che tra l'altro tramò con gli inglesi contro Napoleone.

    Il lombardo-veneto era un'appendice amministrativa dell'Impero Austriaco.

    E poi, Carlo Martello, dovresti sapere che nel 774 fu Carlo Magno a porre fine al Regno Longobardo (quello che aveva Pavia come capitale e che venne molto prima di Alberto da Giussano). E dovresti anche sapere che il Principato Longobardo di Benevento durò fino a dopo l'anno mille.

    Io ammiro molto la cultura milanese paleocristiana (lodi e gloria a Sant'Ambrogio) e alto-medievale.

    Ma a partire dall'epoca dei comuni voi settentrionali vi siete completamente rincoglioniti, fino ad arrivare al culmine del progressismo con i vostri illuministi, napoleonidi e liberali dei miei stivali.
    Maledetto è l'uomo che confida nell'uomo (Geremia 17 5)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Chi era Franz Josef Strauss?

    Comizio FJS

    Ultima modifica di Bèrghem; 19-09-09 alle 22:59
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

 

 
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